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Che ne sarà di noi

di Andrea D'Elia - 24 aprile 2004

Che ne sarà di noiSuperato l'esame di maturità, tre amici e compagni di scuola, Matteo (Silvio Muccino), Paolo (Giuseppe Sanfelice) e Manuel (Elio Germano), partono per Santorini, magnifica e suggestiva isola greca. Matteo tiene nascosto ai suoi compagni che la destinazione prescelta coincide con il luogo di villeggiatura della sua Carmen, ragazza di cui lui è innamorato e con la quale stringe un rapporto sentimentale travagliato ma intenso; lei stessa proprio a Santorini insegue, a sua volta, un amore bugiardo, un ragazzo più grande e piuttosto facoltoso.

La vicenda però è ancora più intricata, infatti, il nostro Silvio Muccino è seguito da una sua ex compagna di classe, innamorata di lui e non ricambiata.

Lo scopo del viaggio non è quello di ricercare il meritato riposo, ma è quello di "andare", fuggire momentaneamente dalla quotidianità per scoprire soprattutto se stessi e quello che veramente si vuole e si desidera diventare da adulti; il viaggio è più che altro interiore, infatti, i dialoghi sono "filosofeggianti" e a volte volutamente banali, per spezzare un po' la monotonia. Grandi sono le aspettative, tante le bravate e le notti "in bianco" e tanta è la voglia di sentirsi vivi in questo percorso iniziatico che, inevitabilmente, porterà i protagonisti a scontrarsi con la realtà ed a scoprire un'inevitabile linea di chiusura con l'ovattato e protetto mondo della scuola.

Che ne sarà di noiTutto accade in una dimensione giovanile, completamente interdetta al mondo degli adulti: ciascuno di noi, infatti, può riconoscere, vedendo questo film, una parte della propria vita o rivivere, se pur a brevi tratti, certe emozioni, che solo a vent'anni si possono provare.

La pellicola scorre piacevolmente e sicuramente non ci si annoia, grazie alla buona interpretazione degli attori, ed alla stupenda Santorini che ci offre panorami veramente fantastici e luoghi particolarissimi caratterizzati da borghi, viuzze, abitazioni cangianti e dall'inconfondibile architettura saracena.

Che ne sarà di noiIl tema, però, dell'amore ideale che spesso non coincide con quello "reale", della precarietà e della quasi inevitabile rottura del rapporto familiare, dell'impossibilità di scorgere il destino che però esiste ed è già stato scritto ed infine il tradimento, visto come naturale valvola di sfogo, ha un sapore di deja vu, infatti "Che ne sarà di noi", sembra la logica sequela del recente film del 1999 "Come te nessuno mai" di Gabriele Muccino: cambia il regista (Giovanni Veronesi), ma non cambiano i temi, anche se affrontai in modo diverso.

Un film che, seppur apprezzabile, per molti aspetti, vista la vivacità dei bravi e giovani attori, tende comunque a pronunciare su certi argomenti piuttosto delicati sentenze criticabili ed a considerare certe situazioni soprattutto di carattere familiare, frutto e conseguenza ormai accettata e consolidata dei tempi moderni, lanciando un messaggio di rassegnazione, ma molto di moda.

! Andrea D'Elia
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