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Giovanni Testori: l'arte come maestà della vitadi Raffaele Iannuzzi - 1 maggio 2004 Giovanni Testori (12 maggio 1923 - 16 marzo 1993) ha vissuto, scritto, recitato e creato arte seguendo sempre il filo dorato della "maestà della vita". E' maestà della vita tutto ciò che vibra dentro il cuore dell'uomo, nelle concrete circostanze della vita; in questa magistrale e drammatica espressività artistica, Testori non ebbe pari. In molti lo hanno paragonato a Pasolini, ma il confronto non regge, perché i due scrittori sono per molti aspetti agli antipodi, per altri consanguinei. Si tratta, però, di una consanguineità più temperamentale che espressiva: entrambi affrontavano la vita come una scena altamente carica di pathos, inzuppata di sangue e dolore, incenerita dal male e dal peccato. L'arte risulta, infine, più un evento che una parola guidata secondo uno schema prefabbricato. Testori scrisse su tutto e tutto, della vita, amò e soffrì. Scrittore, drammaturgo, poeta, attore, pittore e critico d'arte geniale, ammirato da un grande maestro come Longhi, Testori impastò costantemente la parola con la vita tessendo e ritessendo alchimie fantastiche e strappi paradossali, sotto il profilo linguistico, in specie nelle opere teatrali (penso, in primo luogo, allo Sfaust). Fin dai suoi esordi, assai fortunati, con lo splendido racconto lungo, Il dio di Roserio, pubblicato nel 1954 nella celebre collana I gettoni della Einaudi, allora supercontrollata da Vittoriani, lo scrittore milanese esplorò le trame forti e dure dell'esistenza, senza censurare nulla di umano ed anche disumano. Al Piccolo Teatro di Milano esordì come autore scandaloso, con Maria Brasca, regista Mario Missiroli, interprete grandiosa Franca Valeri. Siamo nel 1960. Gli anni sessanta sono ricchi di pagine testoriane: il grande film di Luchino Visconti, Rocco e i suoi fratelli, ha una sceneggiatura interamente ricavata da tre racconti del Ponte della Ghisolfa, raccolta testoriana già matura sotto il profilo espressivo. Gli anni settanta sono pieni di pathos religioso e mistico, dalla Conversazione con la morte al potente Interrogatorio a Maria, recitato anche di fronte a Giovanni Paolo II. Questo nucleo esperienziale, già carico di tutti i temi più incandescenti di Testori, apre le porte ai grandiosi anni ottanta dello scrittore che saranno segnati dal suo sodalizio con l'attore Franco Branciaroli e da un libro pazzescamente spiazzante come In exitu, scritto nel 1988, in cui Gesù viene raccontato nelle vicende di un tossicomane che muore straziato dalla solitudine e dal cinismo di Milano in una latrina della Stazione Centrale. Questo libro è anche l'esito di un lavoro di scavo della realtà contemporanea compiuto da Testori con i suoi elzeviri ficcanti pubblicati sul Corriere della Sera, a partire dal 1975. Testori non riprende in realtà il filo interrotto da Pasolini, che pubblicava i suoi articoli sull'Italia neocapitalistica proprio sul Corriere; Testori fa una cosa tutta sua, affonda la lama sulla società italiana con una pietas che non rinuncia mai al giudizio ed all'investimento etico calibrato sempre sulla base di analisi puntuali. Celebre l'articolo scritto dopo il rapimento di Moro: Testori legge l'intera vicenda segnalando l'assenza di Dio, quel che questa assenza comporta nell'ambito della vita umana, cioè la barbarie e la dissoluzione della pietà e della ragione. Molto si è detto e scritto sulla conversione di Testori e sul suo avvicinamento al movimento di Comunione e Liberazione; io non mi entusiasmo mai in queste dispute e, dal momento che mi sono anche io convertito in età già matura, comprendo fin troppo bene il cuore di quest'uomo, la sua solitudine e lo scoramento di fronte al mutamento "genetico" postconciliare della Chiesa di Dio (basti leggere la grandiosa Lettera ai cristiani pubblicata verso la fine degli anni ottanta su Il Sabato). Dunque, metto il punto e vado a capo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.55 del 30/4/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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