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Fabio Medini Arte e civiltà. Linee di interpretazione del rapporto Arte-Civiltà con particolare riferimento al Novecentorecensione di Manuela Condor - 7 gennaio 2002 L'interessante saggio di Fabio Medini è un'originale e densissima rilettura della storia dell'arte, dalle origini dell'arcaismo greco sino ai giorni nostri. Il centro di questa analisi è, geograficamente, il bacino del Mediterraneo con spostamento dell'asse (a seconda dei periodi storici) verso nord e i paesi dell' Europa, o verso sud-est sino a toccare le colonie greche in Turchia. In poche, ma pregnanti pagine l'autore riesce, quindi, a fornire un quadro dell'arte generatasi in questi luoghi sin dall'origine e dalla comparsa delle prime manifestazioni artistiche (arte rupestre paleolitica). Significativa è anche l' originale suddivisione dei capitoli del libro che corrispondono a "macroperiodi" in cui una DATA manifestazione artistica ha la sua origine, maturazione e crisi. L'idea di analizzare la storia dell'arte in grandi periodi, più o meno omogenei, viene all'autore dalla lettura delle teorie di Marlin secondo il quale la storia si divide in ere di circa cinquecento anni, che lo storico chiama "eoni", le quali si susseguono ritmicamente e si dividono in due grandi "specie": quelle armoniche, statiche, cosmipete, nelle quali l'uomo sente la vita ordinata e nella quale tutte le manifestazioni dell'esistente sono rivolte a Dio; e le ere eroiche, cosmifughe, dinamiche nelle quali le manifestazioni della vita sono rivolte al movimento, alla forza umana che può anche prendere posizione contro Dio. Per esempio eoni cosmipeti-armonici sono la Roma Imperiale o il Gotico dove l'arte sacra e quella profana sono intimamente fuse, mentre in campo politico si afferma l'idea dello stato voluto da Dio; in campo filosofico la fede si fonde con la scienza. Ne consegue un'idea di società accentrata, ordinata, armonica, resa salda dall'unità della fede. Cosi le cattedrali sono, come i templi e i fori di Roma, l'espressione della fede e della sua saldezza, la mancanza di dissidi spirituali in una società stabile e ordinata anche politicamente; ma sono anche l'espressione di quanto sia capace una società sotto l'impulso di una fede rinnovata. Esempio di eone cosmifugo-dinamico è invece l'evo moderno dal Rinascimento e dalla riforma sino ai giorni nostri. L'idea dello spazio rinascimentale, che pone l'uomo come "misura di tutte le cose", è sintetizzato dagli artisti nella loro ricerca sulla prospettiva, nella loro convinzione di poter rappresentare, e quindi capire, il cosmo che li circonda. La fede nella capacità dell'uomo raggiunge il suo culmine (nell'evo moderno) nel periodo dei lumi, quando si afferma sempre più un' ingenua fiducia nelle scienze razionali e nell'ineluttabile progresso che le scienze avrebbero procurato all'uomo. Già nella seconda metà del settecento varie correnti più mistiche fanno però intravedere come questa fiducia nella ragione non basta più, portando in luce la crisi tra io e mondo che sfocia nel Romanticismo: l'uomo non è più misura di tutte le cose, si sente perso, fragile, immerso in una natura spesso tempestosa e ostile, se pur affascinante(e i quadri dei romantici Tedeschi o Inglesi ne sono un esempio ). Nella seconda metà dell'ottocento si parla di rivoluzione Impressionista, ma l'autore vede in questo fenomeno artistico il logico sviluppo di tutta la pittura dal rinascimento in poi: all'elemento spirituale unificatore del Medioevo se ne è sostituito uno razionale (la prospettiva) ed in seguito (con il cadere anche della fede nella ragione ) l'artista si affida alla pura impressione soggettiva che si realizza attraverso le nuove scoperte scientifiche (come la fotografia). L'interesse degli impressionisti è focalizzato sulla pura immagine visiva, l'immagine ottica; ma, per il Medini, è evidente che il dissolversi dell' immagine sotto le pennellate rapide è sintomo del dissolversi della fiducia stessa di poter rappresentare il mondo solo con l'uso della tecnica. La crisi è ormai manifesta: l'umanità che credeva nel progresso e che riteneva di sostituirsi a Dio, perde, ormai per sempre, questa sicurezza. Il secolo XX è il momento finale del periodo dinamico cosmifugo; l'uomo si rende conto che la tecnica, da sola, non dona la felicità e si ritrova in un periodo drammatico poichè non riesce a trovare alcun valore sostitutivo. I movimenti che nascono all'inizio del 900, come il cubismo, rinunciano ad una rappresentazione dell'essere, ma si accontentano di una sua rappresentazione in divenire, mutevole, mai assoluta. Altre correnti del 900 rivolgono il loro interesse allo spazio e al movimento: i futuristi fanno del movimento e della forza dinamica il fulcro delle loro opere. Se per cubisti e futuristi vi è ancora una possibilità di rappresentare lo spazio e il suo dinamismo, si arriva con l'arte astratta ad una totale sfiducia dell'uomo nelle sue capacità rappresentative: è la fine dell'uomo eroico. L'arte a-figurativa è l'espressione, in campo artistico, del passaggio della scienza da teorie newtoniane immutabili e necessarie, alla relatività einsteiniana. Tutti i movimenti contemporanei sono indicativi, secondo l'autore del saggio, della fine della fase della civiltà moderna, dal 1500 al 2000, incapace oramai di trovare nuove motivazioni di carattere culturale, atte a farla uscire dalla crisi di fine millennio. Alcuni critici hanno annunciato la fine dell'arte, ma, per Medini, ora bisogna scrutare all'interno della storia recente per trovare i sintomi della fase del nuovo ciclo storico. Siamo in un periodo di passaggio, cioè, tra un ciclo e l'altro in cui due tendenze si incrociano: una morente e una nuova; il compito è individuare gli aspetti positivi che gradatamente cambieranno il corso della storia. La fase finale del saggio è ottimisticamente rivolta verso il futuro, verso una nuova primavera in cui l'arte, saprà come sempre, camminare di pari passo con l'uomo nuovo, la cui prossima tappa sarà la capacità di affrontare con entusiasmo i perché della vita. Qui trapela ancor più la fede dell'autore in una rinnovata spiritualità che sarà il presupposto fondamentale del nuovo ciclo storico. Manuela Condor |
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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