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numero 280
6 marzo 2008
 
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I molteplici mondi di Giovanni, il cantante Neffa

di Riccardo Meynardi - 7 maggio 2004

"I molteplici mondi di Giovanni, il cantante Neffa", album uscito alla fine del 2003, è stato recentemente aggiornato con l'inserimento del brano Le ore piccole, proposto all'ultimo festival di San Remo con un gran riscontro in visibilità. Sono, quindi, 17 le tracce presentate in questo cd, di cui almeno 13 decisamente valide. E' una raccolta di suoni, ritmi e melodie decisamente bella, sicuramente la conclusione ben riuscita di un intenso ed efficace lavoro di sperimentazione, che porta chi ascolta attraverso i mondi musicali di Neffa, veri e proprî spazi culturali che abbracciano ampissime successioni di sonorità perfettamente affiancate tra loro.

In pochi avrebbero avuto il coraggio e la capacità di affrontare un lavoro del genere: multietnico, senza essere assolutamente terzomondista. Incredibilmente vario, in un periodo in cui artisti alla Pino Daniele cercano di martellarci per l'ennesima volta con le solite ritmiche e le stesse melodie, altri all'Articolo 31 tentano di inculcarci la loro solfa politicizzata, ed altri ancora vorrebbero passarci campionature pedissequamente imitate da altre imitazioni, Giovanni Pellino (il cantante Neffa) si rivolge alla sincerità del brano strumentale e si affianca a grandi musicisti.

Per i cori è da notare la preziosa collaborazione di Al Castellana, con cui lavorò già nella realizzazione dell'album precedente, Arrivi e partenze, e con cui si trova decisamente bene, visti i risultati. Da notare le impronte migliori di questa partecipazione in tre dei brani trainanti del disco: Prima di andare via, Come mai e Lady.

Proprio quest'ultima traccia si rivela una sorpresa piacevolissima da scoprire. Sonorità innovativamente reggae in cui si nota il pregevole contributo della chitarra di Cesare Nolli, che si fa sentire anche in diverse altre canzoni. Lady arriva dopo il sound particolarissimo di Quando finisce così (soul, black, un po' funky. Ma che belle le percussioni di Paolo Caruso!), portando un bel sorriso. Da ascoltare bene il testo, che racconta con nostalgia il ricordo dell'amore illuso dell'adolescenza, quello più verosimile in cui si crede davvero, ma che vero non è. O forse sì. Dopo i vent'anni è molto più difficile amare «giurando di restare sempre insieme». Accanto ad Io ti cercherò del vecchio Jovanotti dei bei tempi, quello non ancora noglobalizzato, esprime uno dei più belli e veri gradini della vita di coppia che tutti collezioniamo: la memoria un po' nostalgica, ma sorridente del vero amore. «Ehi lady, come stai?, non ci sentiamo più, ma non potrò scordarti mai».

Special guest negli spazi musicali del cantante Neffa è la vocalist di lingua portoghese Regina Saraiva. Traccia undici, dopo il funky molto ritmato di Non tornerò e prima degli inserti elettronici, addirittura un poco dance, di Vieni con me (e proprio sul contributo "Fender Rhodes" di Fabio Valdemarin in questo pezzo, ci vuole un bell'applauso), una vivace semplicità brasilian porta il Neffa nel suo mondo della bossanova: O tempo e o vento. Chitarra classica (il solito Nolli), percussioni (sempre Caruso), voce ed il delicatissimo flauto di Alessandro Meroli. Nient'altro a riempire le orecchie.

Si parlava di sfuggita di Non tornerò. Bene, questa, insieme a Le ore piccole, Prima di andare via, Come mai, Quando finisce cosìe Lady, tratta con sincerità un argomento un po' spinoso: la scontata vittoria della donna sull'uomo nell'ambito di un rapporto di coppia. C'è poco da fare, quando l'amore finisce vincono loro, le donne. Sono più forti, più corteggiate, si riprendono. Lo dice con semplicità, rassegnazione (è una rassegnazione realistica, non una sconfitta, ma una constatazione) e a testa alta. «Io sto bene da quando non ho te. Eccetto quei momenti in cui non so dire quello che mi succede perché resto senza orgoglio e penso quanto ti vorrei». Be', forse non proprio sempre a testa alta! «Quando finisce così, non finisce così. Quando finisce così, rimane tutto così. Vorrei scriverti, forse "addio per sempre" o forse "torna presto qui" [...] E potrei uscire un po'... tanto va a finire che poi mi sento anche più solo e parlo quasi sempre di noi».

E pure quando l'amore arriva, per chi deve fare la prima mossa la situazione è sempre più difficile. E, sentiamo un po', chi la deve fare la prima mossa? L'uomo. «Prima di andare via, spero che balli un po' con me. Sopra la musica il tuo corpo si muove. Può essere l'ultima buona occasione per me [...] Tu sei bellissima, forse un po' troppo per me. Se avessi solo un attimo... cose che ti direi...». E ancora: «Tu dimmi perché continui a dire no, anche se io so che le tue labbra vogliono me. Vai avanti a fingere se vuoi, non ti servirà a nascondere la verità. Come mai cerchi di resistere?».

Le sonorità reggae di Lady sono riprese con ancora più originalità nella traccia, cantata in inglese, Sunshiny day. In cui il cantante Neffa diventa anche il tastierista Neffa. Questa passione per il piano elettrico arriva da un rifiuto delle campionature, che ha portato il nostro a trasferire il suo dispendio di energie dalla ricerca dei suoni e dall'ascolto di centinaia di dischi alla produzione in prima persona di queste sonorità.

Reggae, blues, soul, funky, influenze hip-hop e bossanova; suoni spiccatamente etnici, tastiere, flauti, cori e chitarre, elettriche e classiche; nostalgia, rassegnazione, ironia ed allegria estiva. I mondi di Giovanni sono belli perché molteplici, straordinariamente vari.

Ultimo spunto. Neffa, per gli amici Giovanni Pellino, iniziò dal punk come batterista dei Negazione. Transitò nell'hip-hop underground con i Sangue Misto e, poi, come solista, producendo due degni esempi del genere: Neffa e i Messaggeri della dopa e Chicopisco (raccolta di cinque brani da cui si può ritagliare molto bene il suo stile). Sperimentò uno stile parecchio black e suol in Arrivi e partenze. E' arrivato al "vintage", se proprio vogliamo dare un solo nome ad uno stile per cui non ne basterebbero dieci, e nella penultima traccia dei molteplici mondi canta: «Sta finendo un altro viaggio e sono stanco. Così stanco io non sono stato mai. Questo treno ferma ed è in ritardo, alla prossima stazione scenderò, ma Ancora non lo so domani che farò».

! Riccardo Meynardi

-da zero a dieci: otto
-tracce: 17
-durata: 1h 04min 10sec
-Prodotto da: Neffa
-Produz. Esecutiva: Neffa e A. Meroli
-Edizioni Pisco Music / BMG Ricordi
eccetto "Le ore piccole": Ed. Mus 20° Esaurimento Nervoso S.r.L.

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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