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Ken Loach premiato a Terni da Benigni. La classe operaia non va in Paradisodi Matteo Loi - 7 maggio 2004 Giovedì 22 aprile si è svolto a Terni il "notissimo" CineFestival di Cinema e Lavoro, diretto da Mario Sesti. A presiedere la giuria c'era la regista Francesca Comencini. Sul palco c'era anche lui, l'intramontabile Roberto Benigni. E a ritirare il premio Il lavoro nel cinema non poteva che esserci il regista "militante" Ken Loach, il paladino della Working Class, "L'ultimo marxista della storia", come egli stesso ama definirsi. Loach ha ricevuto la targhetta del premio direttamente da Benigni, nella serata conclusiva del Festival. L'ultimo dei marxisti premiato dall'ultimo dei Pinocchio? Non scherziamo! A questo punto ci mancherebbe soltanto l'ultimo dei Mohicani! Parliamo invece di come si è svolta la giornata. La giornata di Loach a Terni era incominciata nel pomeriggio con la visita alle acciaierie Asp. Alla fine del suo giro in fabbrica gli operai commossi gli hanno pure regalato un casco azzurro di protezione da metalmeccanico. Ma il regista inglese li ha gelati con una secca risposta: «come mai non è rosso?». Poi ha continuato con gli strali (contro gli operai): «alla classe operaia manca una visione internazionale dei problemi. I lavoratori ormai ragionano come capitalisti, non possono pensare di fare ogni cosa meglio degli altri». Poveri operai di Terni, probabili futuri disoccupati, abbandonati anche dall'ultimo dei marxisti. Mai come in questo caso si potrebbe dire, parafrasando il vecchio film di Petri, che la classe operaia non è andata in Paradiso. Durante la serata è stato proiettato anche l'ultimo film di Loach. "A fond kiss". Film che racconta la storia d'amore tra un pachistano e una britannica a Glasgow. Non ho visto il film, ma lo immagino come una sorta di Sotto sotto strapazzati da anomala passione in salsa AngloPaki. Non che Loach come regista sia malvagio, per carità. Ma pare, in questo particolare periodo storico, che i cineasti europei non riescano a parlare d'altro. Il sottoproletariato urbano, le periferie più squallide delle grandi città, torride passioni erotiche, i Drop Out. Non cercano, i nostri intellettuali, nemmeno un pò di innovazione. Suvvia, raccontare storie significa anche innovare, stupire, meravigliare. A quando un Bhudda delle periferie contro Predator? Speriamo mai. Ma la serata è continuata e, anche nel momento della premiazione, il regista inglese non ha risparmiato un comizio: «da inglese mi sento colpevole proprio perchè la Thatcher ha iniziato la guerra contro i lavoratori. E ora l'Inghilterra è diventata un modello da seguire». Premiato si, ma, più che per meriti cinematografici, per meriti politici quali la accesa militanza contro La Thatcher e Blair! Non Basta? No! Anche perchè Loach ha proseguito: «se fosse possibile imbrigliare tutte le passioni che vengono investite nel calcio e trasferirle nelle lotte operaie si potrebbe ottenere un grandissimo risultato». Il regista, ovviamente, non ha risparmiato neanche Berlusconi. Dietro le quinte, senza mai nominarlo, ha detto di essere contento per la risoluzione arrivata da Bruxelles contro la concentrazione dei Media in Italia: «non si può avere una sana democrazia senza l'accesso libero ai mezzi di comunicazione. Bisognerebbe trovare una soluzione». Andasse a dirlo a Sandro Curzi... Nel Frattempo il benignaccio toscano si dilettava con folli giochi di parole. «Ken Loach qui a Terni? Come Von Trier a Narni!». Ma non contento di questo delirio aggiungeva: «io a Loach gli voglio un gran bene. Ho visto tutti i suoi film più di una volta perchè è un grande narratore di storie, mai un documentarista. Sa dare gioia [nei film di Loach?] e bellezza». Ci basta? No! Anche perchè una domanda continua a ronzarmi nella mente! Sul palco Benigni avrà tastato i genitali di Loach così come fece con Baudo al Festival di Sanremo di qualche anno fa? Chissà...
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Ragionpolitica, periodico on line n.56 del 7/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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