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Italia cuore del "Corridoio 5"di Sara Franchino - 15 maggio 2004 Mai come adesso l'intero territorio italiano è stato disseminato di cantieri. Cantieri che sono funzionali alle cosiddette "grandi opere". Cantieri che, il più delle volte, avremmo l'istinto di stramaledire perché inevitabilmente comportano perdite di tempo, aumento del traffico sulle strade ecc...Una situazione di disagio che constato personalmente e direttamente tutte le volte che imbocco la Milano-Torino lamentandomi per le imposte deviazioni obbligate, per i restringimenti di carreggiata vari ed eventuali o addirittura quando talvolta, raramente, tratti della stessa autostrada di notte sono chiusi al fine di accelerare i tempi dei lavori. Si tratta di quei piccoli sacrifici che, sofferti oggi, ci porteranno grandissimi vantaggi domani. Un domani che non è non è lontanissimo e, anzi, è abbastanza prossimo. Tuttavia nella quotidianità, presi dagli affanni giornalieri e dai nostri problemi, capita di perdere di vista il contesto generale e il progetto che si andrà realizzando. D'altro canto, come sempre fino a che i grandi lavori pubblici non sono terminati e finalmente utilizzabili, non si possono rivelare in tutta la loro praticità, comodità e conseguente necessarietà. Capita però, a volte, che anche tramite eventi di rappresentanza, manifestazioni ufficiali, penetrando l'astrattezza di parole e locuzioni, si riesca a comunicare e dare l'idea dell'importanza strategica di tali interventi, permettendo di intravedere quello che sarà concretamente e come determinate opere influiranno in modo tangibile sulla vita di tutti noi, con evidenti ricadute benefiche sulla società e sull'economia. La scorsa settimana, a pochi giorni di distanza dall'ingresso nell'Unione Europea dei dieci nuovi paesi membri, a Vercelli si è svolto un incontro chiave dell'Ince, acronimo italiano del Cei, Central European Initaive. Infatti le delegazioni parlamentari dei 17 paesi che compongono l'ente hanno sottoscritto un trattato che ha in parte modificato la struttura dell'Ince, variandone, per esempio, la modalità di designazione del presidente e prevedendo l'istituzione di una sede permanente in Italia del segretariato generale. Tutto ciò è avvenuto un paio di giorni dopo che il Presidente del Consiglio italiano era addivenuto a siglare l'accordo con la Francia per l'esecuzione della Torino-Lione, accordo che prevede un finanziamento della Ue del 20% e per il restante l'intervento italiano per la parte italiana e quello francese per la parte francese; mentre, relativamente al tunnel, l'Italia concorrerà per il 63% delle spese (una soluzione equilibrata visto che la tratta francese prevede un chilometraggio maggiore di quella italiana). I vari rappresentanti dei diversi paesi presenti - i quali se oggi non ancora in toto fanno parte dell'Unione Europea sono comunque destinati ad entrarvi in virtù di una loro scelta e volontà d'adesione - hanno espresso il proprio entusiasmo, addirittura chiedendo di prevedere una bretella che scenda verso la Romania e i Balcani, per quello che diverrà il "corridoio 5". Un sistema di interscambio polimodale che andrà a collegare Lisbona con Kiev passando per Madrid, Barcellona, Marsiglia, Torino, Milano, Venezia, Trieste, Lubiana, Budapest e Uzhorod. Una serie di vie commerciali e di trasporto che soprattutto coinvolgeranno l'Italia, ponendola come perno fondamentale e ineludibile degli scambi tra Est e Ovest Europa, con tutte le conseguenze positive che si possono immaginare. Una rete di incredibile importanza, pensata con estrema lungimiranza che va a sovrapporsi, con strutture moderne che conseguentemente ridurranno incredibilmente i tempi di viaggio, ai tradizionali e storici tracciati commerciali. Un vero e proprio corridoio - non c'è termine più azzeccato - per la cui realizzazione il presidente Berlusconi ha dato un contributo fondamentale, scommettendo con coraggio sulla propria capacità di convincere gli Stati interessati ad effettuare lavori che prevedono costi ingenti sui loro territori (e speriamo riesca a superare anche le reticenze slovene), ponendo l'Italia nella condizione di essere il paese propositivo, il motore di questa iniziativa fondamentale per l'intera Europa. Il Governo italiano, con forza, determinazione e intelligenza, sta focalizzando molte energie e risorse in infrastrutture. In opere che richiedono tempi di realizzazione abbastanza lunghi e che ci consentiranno enormi e inimmaginabili benefici sul lungo termine. Il "corridoio 5" non è che uno degli esempi. Si tratta di lavori assolutamente necessari per permettere un futuro florido e di leadership economica al nostro paese e che il Governo Berlusconi, indipendentemente dalla negativa congiuntura internazionale e dalle possibili spiacevoli ricadute elettorali che ne possono derivare (gli effetti positivi infatti si vedranno nell'arco di almeno due legislature; ora, ad un osservatore superficiale, sono più evidenti e facilmente strumentalizzabili i disagi) ha lo stesso deciso di intraprendere.
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Ragionpolitica, periodico on line n.57 del 14/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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