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La "rivincita" degli insegnanti di sostegnodi Francesco Verzillo - 22 maggio 2004 La scuola deve accogliere tutti. Questo non è soltanto un valore condiviso e condivisibile, ma è anche un preciso dovere istituzionale. In Italia, già a partire dall'ormai lontano 1977, il sistema scolastico cominciò a concepire una scuola capace di rispondere alle esigenze dei meno fortunati, evitando un modello duale nel quale ragazzi con disagio, handicaps o difficoltà d'altro tipo, finissero nelle cosiddette "scuole speciali". Il cammino fu per la verità difficoltoso, ma sempre in progress: le scuole "ghetto" furono ben presto abbandonate, in favore di una forma più ampia di integrazione. Questa svolta non ha mancato di produrre risultati eccezionali: fermo restando la necessità di un'attenzione specialistica per i casi più gravi, la socialità e la conseguente motivazione al miglior risultato hanno superato di gran lunga l'apatia di un contesto dove si condividono le stesse difficoltà e gli stessi disagi. Non si è verificato, per contro, un abbassamento del livello scolastico laddove l'inserimento in un gruppo-classe ha visto la presenza di soggetti in difficoltà; anzi, quasi sempre ha determinato uno stimolo alla crescita ed alla presa di coscienza di sé e degli altri. Così facendo si è giunti al '92, anno chiave che vede l'approvazione della legge 104, legge quadro per i diritti dei soggetti con handicap, attuale punto di riferimento totale per l'integrazione scolastica, citata espressamente nella legge 53, la cosiddetta "Riforma Moratti". Anche se i punti di riferimento sono diversi, lo spirito è lo stesso: ogni individuo potrà avere dei limiti, ma avrà sicuramente delle potenzialità e delle qualità da esprimere: questo vale per un disabile come per un soggetto cosiddetto "normale". Ciascuno può dare a sé ed agli altri, sempre, secondo i propri mezzi. I percorsi didattico-educativi non possono essere generalizzati, ma devono essere specifici ed individualizzati. Perché? Il motivo è semplice. Dietro vi è sempre la persona, con il proprio temperamento, con le proprie aspirazioni. Ciascuno ha diritto ad apprendere e le modalità possono essere differenti. Chi sono stati, finora, i garanti di questi percorsi individualizzati? Chi ha permesso finora una personalizzazione dell'insegnamento? Gli insegnanti denominati "di sostegno". Chi sono? Sono quei docenti che, forniti di un titolo di specializzazione aggiuntivo, hanno garantito e garantiscono il percorso degli alunni in difficoltà. Come? Con la loro opera di mediazione presso gli altri docenti, con un dialogo aperto con tutti gli studenti, a qualsiasi livello, con un supporto continuo ai soggetti più deboli. Con queste "armi" hanno spesso ottenuto risultati eccellenti, quasi mai balzati all'onore delle cronache, ma sicuramente eccezionali sul piano didattico. Costoro, con la già citata legge 104/92, ottennero la contitolarità con i loro colleghi "di cattedra", ossia stessi diritti, stessi doveri di servizio. Un giusto riconoscimento ma anche molte responsabilità. Certamente, ai loro occhi, la Riforma Moratti non dovrà apparire così nuova. Piani di studio personalizzati, insegnante tutor, portfolio delle competenze? Un "film già visto"...i docenti di sostegno da anni curano i percorsi individualizzati, sono sempre stati tutors dei loro ragazzi, hanno compilato fiumi di inchiostro per loro, hanno imparato a rapportarsi con gli enti esterni alla scuola, hanno già colloquiato a stretto contatto con le famiglie, condividendone gioie e dispiaceri...Tutto questo per far emergere le migliori qualità dei loro ragazzi, con orgoglio e fermezza. Ecco perché l'attuale Riforma della Scuola, soprattutto nella parte che riguarda l'attenzione all'individuo discente nella sua personalità, con il suo esplicito riferimento alla legge 104, può, a giusto titolo essere definita la "rivincita" di quei docenti detti "di sostegno", che hanno imparato a fare scuola in modo diverso ai propri alunni, per loro e con loro.
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Ragionpolitica, periodico on line n.58 del 21/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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