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numero 280
6 marzo 2008
 
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L'Alchimista

di Elena Siri - 22 maggio 2004

Da una ricetta della tradizione teatrale:

In un pentolone di dimensioni tali da sembrare un palcoscenico mettere:

  • Un buon testo teatrale stagionato da 400 anni ("L'Alchimista" di Ben Jonson)

  • Un attore celebre di grande esperienza capace di emozionare il pubblico (Eros Pagni)
  • Uno tra i migliori giovani attori del panorama italiano (Jurij Ferrini)
  • Un mazzetto di attori freschi di buona preparazione (Frédrérique Loliée, Federico Vanni, Antonio Zavatteri, Marco Zanutto, Aldo Ottobrino)
  • Una scenografia funzionale ed originale
  • Un pizzico di luci d'atmosfera
  • Quanto Basta di Costumi d'effetto

Amalgamare il tutto con una buona idea di regia, suggestiva ed originale (Jurij Ferrini).

Curarne la realizzazione a fuoco lento (un mese di prove) per meglio amalgamare gli ingredienti.

Interrompere la cottura solo quando si sarà ottenuto un risultato fluido, scorrevole, profumato di antico, ma dal sapore attuale.

Condirlo con qualche musica prima di servirlo al pubblico.

Con gran gusto degli spettatori in sala, il Teatro Stabile di Genova ha presentato uno spettacolo brioso, ben recitato dai due protagonisti maschili.

La vicenda è ambientata nella Londra di inizio '600 e narra di un servo che, approfittando dell'assenza del padrone, introduce in casa un delinquente e la sua compagna per organizzare con loro delle truffe. Il trio adescherà ingenui e sprovveduti con promesse di facili ricchezze, di oroscopi veritieri e di magie straordinarie. Gli incredibili clienti si avvicendano nella mala casa alla ricerca della ricchezza o della felicità e vengono truffati ad uno ad uno in una girandola di azioni comiche.

Ben Jonson (1572- 1637) propone una vicenda brillante costruita con dialoghi virtuosi affidati a curiosi personaggi rappresentativi della sua epoca: avidi mercanti, equivoci puritani, avventurieri, possidenti, ecc. "L'Alchimista" , rappresentato per la prima volta nel 1610 è diventato un testo classico del teatro post-elisabettiano; il tema della truffa trattato con ironia rivela una grande opera di rappresentazione delle virtù e dei vizi dell'universo umano.

Un grande livello di prosa, una grande emozione; il pubblico lascia il teatro finalmente soddisfatto, appagato, come dopo aver mangiato una abbondante cena cucinata con arte, che non ha trascurato né la qualità dei cibi né l'eleganza del servizio.

! Elena Siri
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Ragionpolitica, periodico on line n.58 del 21/5/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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