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Troy: da leggenda a filmdi Andrea D'Elia - 27 maggio 2004
Omero, colui che non vedeva, in realtà ci vedeva benissimo, tanto da creare un poema epico di una importanza e di una bellezza tali da farci, ancora oggi, parteggiare per lo sfortunato, ma eroico Ettore (Eric Bana, protagonoista di Hulk di Hang Lee), costretto a combattere una guerra contro i greci a causa dei deliri amorosi dell'efebico fratello Paride (Orlando Bloom, alias Legolas ne Il Signore degli anelli), guerra che combatte per difendere la sua patria e la sua famiglia da un sicuro destino di schiavitù e sottomissione. Scherzo della sorte, nonostante la codardia innata, sarà proprio Paride, successivamente, ad uccidere grazie ad un colpo di fortuna, Achille, colpendolo con un dardo proprio al suo tallone. Ma chi, oggi, non conosce le leggendarie gesta di Achille, nel film Brad Pitt (secondo il mito il nostro eroe appena nato, fu immerso da sua madre, la ninfa Teti, nello Stige, tenendolo per un tallone nel disperato tentativo di donargli l'invulnerabilità) che aiutato da Atena, riesce praticamente da solo, appena sbarcato sulle rive di Troia, a prendere e saccheggiare il tempio del Dio Apollo?
Inevitabilmente le nostre simpatie non possono che andare a quest'ultimo. Forse volutamente, il regista ha omesso di sottolineare l'Epos, ossia il nesso di casualità tra azioni umane ed intervento divino; infatti, nell'Iliade, la presenza degli dei è costante, conoscendo, questi ultimi per filo e per segno tutte le azioni umane; tale mancanza, tuttavia, non incide negativamente sul lavoro di Petersen, anzi, infonde alla pellicola un alone di verosimiglianza e, in poche parole, rende reale ed un poco più digeribile la vicenda che ci viene narrata. Con un cast d'eccezione, pieno di stelle hollywoodiane, l'impresa epica della Warner Bros, è stata girata tra l'isola di Malta, la Gran Bretagna, il Messico ed infine, il Marocco; tutti paesaggi suggestivi e a dir poco magnifici, che solo a guardarli dalla poltrona del cinema ci fanno venire una certa voglia di vacanza e di mare. Tramonti infuocati, visioni notturne di cieli stellati sovrastanti un mare calmo e tranquillo prospiciente una spiaggia teatro di scontri e battaglie mozzafiato, rendono questa pellicola decisamente coinvolgente ed entusiasmante.
Il "bellone" protagonista di molte altre pellicole di successo, interpreta il solito copione da "superman", donnaiolo, dannato e maledetto, che stride un pochino con gli archetipi ed i modelli di una civiltà e di un epoca totalmente differenti, ma che alla lunga riesce comunque a farci divertire ed apprezzare questo film, grazie, al suo grande impegno a calarsi nella parte. Si pensi che l'attore americano, per interpretare il ruolo di Achille, ha abbandonato il set di The Fuontain, anche questo della Warner Bros, le cui riprese sono state rimandate a data da destinarsi. Tirando le somme, un discreto lavoro quello di Wolfgang Petersen, che riesce con maestria ad immergerci in un mondo fantastico, fatto di dei, leggende ed eroi; una pellicola per molti, ma non per tutti, soprattutto se si tiene in considerazione l'interesse che il pubblico medio può riversare su un tema di questo tipo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.59 del 27/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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