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I giovani, la libertà e l'istruzione: la riforma delle coscienzedi Francesco Verzillo - 27 maggio 2004 Libertà di apprendere, libertà di insegnare. Si tratta di principi di grande valore etico ma, alla guisa degli slogan pacifisti, rimarrebbero lettera morta se non fossero riempiti di contenuti concreti. È opportuno porre precise condizioni affinché ciò avvenga e permanga in modo duraturo nel tempo. E' necessario cambiare rotta, tuttavia è parimenti importante svoltare in modo deciso, ma anche con omogeneità di intenti, con un progetto unitario e coerente. La scuola è un complesso pianeta in cui interagiscono tre elementi costitutivi: i giovani, le famiglie, i docenti. Per ciascuno di loro occorre un'attenzione particolare perché il meccanismo risulti efficace. Oggi i protagonisti dell'apprendimento sono i bambini, i giovani ed i meno giovani. Ci si riferisce così anche alla sfera di persone bisognose di una formazione continua ed aggiornata. Il ruolo della famiglia, nella libera scelta dei percorsi più adatti per i loro ragazzi, è oggi ristretto e marginale, ciò a causa di un sistema molto rigido ed ingessato. Ultimo elemento della catena, i docenti e i dirigenti scolastici sono spesso mortificati. Le risorse umane e professionali della scuola italiana per troppo tempo sono state relegate ad un ruolo scarsamente decisionale e subordinato ad un sistema centralistico e burocratico. Ma l'elisir per compiere la magia di un grande cambiamento, tale da trasformare questo sistema obsoleto e ripiegato su sé stesso in un moderno apparato, non è affatto impresa facile. Si aggiunga che i risultati di efficienza del sistema sono lontani dagli standards europei, arrestando così le migliori possibilità di progresso umano, culturale e civile. Per non parlare dei problemi di occupazione e di inserimento nel mercato del lavoro, argomento che vede il nostro paese agli ultimi posti della classifica europea. Era dunque necessario un nuovo assetto normativo che fosse in armonia con il nuovo dettato costituzionale che assegna alle regioni ed agli enti locali, nuovi compiti in materia di istruzione. Anche l'autonomia delle scuole è ormai un ciclo in continua evoluzione, giustamente inarrestabile. Giunge allora, con i connotati di necessità e urgenza, una legge: si tratta della legge delega, la n°53 del 2003, la cosiddetta Riforma Moratti, un chiaro ed omogeneo progetto riformistico, in grado di mettere ordine nella siffatta, complessa materia avendo il requisito fondamentale della completezza e dell'unitarietà di intenti. Gli elementi umani sopraccitati (studenti, famiglie ed operatori scolastici) sono tutti "visitati" dalla Riforma, nel senso che veramente vi è una risposta per ciascuno di loro. Per le famiglie: più libertà di scelta dei percorsi, con le discipline facoltative opzionali, ma anche maggiori responsabilità e coinvolgimento, una volta effettuate le scelte. Per gli studenti (di ogni età): piani di studio personalizzati tesi a far emergere le migliori vocazioni e potenzialità; per i soggetti in difficoltà la certezza di non essere lasciati soli con sé stessi (docente tutor), seguiti e monitorati tramite il portfolio delle competenze, una risposta concreta al fenomeno dei drop out, la dispersione scolastica, il diritto-dovere ad istruirsi per almeno 12 anni della propria vita scolastica, la differenziazione e la ricchezza dei percorsi formativi (doppio canale di istruzione). Per gli insegnanti: una formazione iniziale completa, per coloro che sono già in servizio più motivazione professionale e maggiore incentivazione economica, ma naturalmente maggior responsabilità anche per loro, fine della norma centralista, dell'autoreferenzialità e delle formule rigide e superate. Una didattica nuova ed efficace. Nuovi percorsi, dunque, e nuove prospettive: la libertà nella scuola inizia dall'innovazione e prende le mosse dalla coscienza del cambiamento. La Riforma Moratti, pur complessa e densa di significati, è soprattutto questo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.59 del 27/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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