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Botticelli e Filippino. L'inquietudine e la grazia nella pittura fiorentina del Quattrocentodi Edoardo Albani - 27 maggio 2004
Proprio in quegli anni, "Ne' medesimi tempi del magnifico Lorenzo vecchio de' Medici, che fu veramente per le persone di ingegno un secol d'oro - scrive Giorgio Vasari - fiorì ancora Alessandro, chiamato all'uso nostro Sandro e detto di Botticello...". Secondo lo storiografo aretino "Disegnò Sandro bene fuor di modo, e tanto, che dopo di lui un pezzo si ingegnarono gli artefici d'avere suoi disegni...Fu copioso di figure nelle storie come si può vedere nei ricami del fregio della croce che portano a processione i frati di Santa Maria Novella, tutto di suo disegno. Meritò dunque Sandro gran lode in tutte le pitture che fece, nelle quali volle mettere diligenza e farlo con amore...".
Le "Mitologie" di Botticelli si caricano quindi di significati allegorici a sfondo moraleggiante come esemplificato dalla "Pallade che doma il Centauro" del 1482-83, raffinata esaltazione del dominio della ragione e della castità sul cieco istinto. Allo stesso humus culturale vanno riferiti altri dipinti di tema mitologico realizzati nell'ultimo ventennio del Quattrocento, fra i quali spiccano la "Primavera" (1481-82) e la "Nascita di Venere" (1484). Tra il 1481 ed il 1483, il pittore è impegnato a Roma nella frescatura della Cappella Sistina, assieme ad alcuni dei più importanti artisti del tempo fra cui Perugino e Ghirlandaio. A Botticelli si deve la realizzazione di tre storie (le "Prove di Cristo", le "Prove di Mosé" e la "Punizione dei ribelli") e la paternità delle figure di undici papi. In queste opere è possibile misurare l'impressione che l'antichità romana suscitò nell'artista, come dimostrato dall'Arco di Costantino raffigurato nella "Punizione dei ribelli" o dalla figura di Mosé che si sfila i calzari, vera e propria citazione di un'opera antica, il "Cavaspina". A partire dall'ultimo decennio del XV secolo, Botticelli mostra un notevole mutamento di stile, che viene generalmente posto in relazione con la predicazione di Savonarola che avrebbe provocato nell'artista una crisi religiosa. Secondo Vasari il pittore fece parte dei "piagnoni" savonaroliani, ovvero della fazione che a Firenze sosteneva con convinzione le idee del frate ferrarese: "...e fu molto partigiano a quella setta...Perché ostinato alla setta di quella parte, faccendo continuamente il piagnone e deviandosi da ‘l lavoro, invecchiando e dimenticando, si condusse in molto mal essere". La morte di Lorenzo dei Medici nel 1492 segna l'inizio di un periodo di instabilità per Firenze che coincide con quella che Chastel definisce "inquietudine autentica degli spiriti migliori". Questo senso di irrequietezza e precarietà si traduce in Botticelli nella ripresa di temi mistici e profetici, in un insolito espressionismo che caratterizza sia le opere religiose come il compianto sul "Cristo morto", sia profane come la "Calunnia". Il dipinto più importante e famoso di quest'ultimo periodo dell'attività del pittore (che morì nel 1510), è senza dubbio la "Natività Mistica" della National Gallery di Londra del 1501. L'opera, l'unica firmata dall'artista, presenta uno schema iconografico arcaicizzante, un rifiuto del naturalismo prospettico, un ritorno alle dimensioni gerarchiche proprie dell'arte medioevale e simbolica. L'esclusione di ogni presenza profana, il riferimento all'Apocalisse nella lunga iscrizione in greco posta in alto, la presenza di tre figure angeliche sul tetto, dal chiaro valore allegorico, sono elementi di derivazione savonaroliana. Questo capolavoro dell'arte e della fede viene concepito in un periodo di crisi, "sulla fine dell'anno 1500, durante i torbidi d'Italia". In ciò risiede la sua straordinaria attualità. Mentre il cielo si fa buio, l'Umanità sembra stringersi attorno alla Sacra Famiglia, quasi a cercare riparo dalle tenebre. Il fraterno abbraccio fra uomini ed angeli in primo piano definisce il limite che Satana non può oltrepassare. E quella fragile capanna piantata sulla viva roccia diviene il più sicuro dei luoghi dove versare le proprie lacrime di conversione.
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Ragionpolitica, periodico on line n.59 del 27/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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