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Elogio della Tradizionedi Riccardo Forte - 27 maggio 2004 Nella storia dell'architettura contemporanea, il tradizionalismo occupa una posizione articolata e di grande significato culturale; i centri urbani delle capitali europee, edificati tra la fine del diciannovesimo Secolo e gli albori del Ventesimo, costituiscono la trasposizione materiale di questa cultura, espressione di un patrimonio immobiliare spesso sottostimato. Ad eccezione di qualche sondaggio episodico, la storiografia architettonica non ha mai affrontato in modo esaustivo problematiche di questa natura. Analogamente, la figura di Lucien Bechmann, uno degli interpreti più avvertiti del tradizionalismo architettonico francese del periodo compreso tra le due guerre, è stata sistematicamente ignorata dalla critica architettonica "militante". Il volume monografico Lucien Bechmann architetto: tecnica, modernità, tradizione, a cura di Antonella Mastrorilli, edito nel 2002 per i tipi dell'Alinea, contribuisce a colmare questa lacuna; lo studio di Bechmann costituisce in effetti una pista privilegiata per la sistematizzazione critica dei tratti più significativi di questa cultura. Lucien Bechmann rappresenta senza dubbio un caso emblematico della commistione tra i valori della tradizione e l'utilizzo delle moderne risorse tecniche, in un'attitudine fecondamente votata al compromesso che segna la caratteristica essenziale della sua architettura, particolarmente apprezzata dall'alta borghesia parigina. La produzione di Bechmann, assai consistente e articolata (ospedali, edifici pubblici, uffici, residenze universitarie, luoghi di culto, immeubles de rapport, costruzioni industriali) è la trasposizione flagrante di tali principi. Nondimeno, la sensibilità artistica verso i valori formali e simbolici non è mai disgiunta da un solido magistero professionale: l'attenzione alle problematiche della tecnologia (la qualità dei materiali, così come l'importanza assegnata ai particolari costruttivi e alle innovazioni tipologiche del comparto abitativo) è assolutamente predominante. Un'attitudine professionale che si indirizza alla sperimentazione e all'adozione di sistemi costruttivi e di dispositivi tecnologici d'innovazione (travi in acciaio, impianti di riscaldamento, ascensori). Il contributo più significativo e originale di Bechmann alla cultura architettonica francese tra le due guerre può essere individuato essenzialmente nel processo di modernizzazione delle metodiche di gestione e organizzazione del cantiere. Un processo definito a priori, che prevede una messa a punto meticolosa delle diverse fasi di costruzione, l'ottimizzazione dei costi e dei tempi di esecuzione dei lavori, nel quadro di una teorizzazione sistematica che si ispira direttamente ai modelli tayloriani. Il testo è strutturato in tre parti: nella prima viene messa in luce la personalità di Lucien Bechman architetto, a partire dalla formazione, il debutto professionale, i rapporti con la committenza. L'eredità teorica di Bechmann, seppur limitata, è oggetto di un'indagine accurata, che ha lo scopo di "decifrare" il rapporto permanente tra tradizionalismo e modernità. Nella seconda e terza parte del volume, l'analisi sistematica delle opere principali (Ospedale Rotschild a Parigi, 1909-1912; Sinagoga Chasseloup-Laubat, 1909-1914; padiglioni della Cité Universitaire internazionale a Parigi, 1923-1954; palazzo Shell, 1929-1932; vari edifici ad appartamenti) chiarifica in modo esaustivo l'evoluzione stilistica di Bechmann, in un continuum derivato direttamente dal modello post-haussmanniano che evolve con misura verso il linguaggio Art Nouveau e Art Déco, per approdare, nella fase ormai matura della professione, alla semplificazione geometrica delle opere più tarde. Malgrado la considerevole attenzione dedicata ai contenuti espressivi e alle problematiche costruttive dell'architettura, le categorie ideali e le scelte professionali di Bechmann sono state dettate costantemente dalla medesima disposizione compromissoria. In questo senso, i limiti culturali dell'architetto emergono in misura altrettanto immediata: la sua opera, nella quale si riscontra la completa assenza di studi sulla composizione dello spazio architettonico, si mostra completamente priva di quella tensione etica e dell'impegno verso le grandi istanze sociali e civili che avevano caratterizzato il milieu più progredito delle avanguardie europee del Movimento moderno.
DIDASCALIE ILLUSTRAZIONI
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Ragionpolitica, periodico on line n.59 del 27/5/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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