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Lo schieramento di Antica Babilonia diventa più pesante?di Francesco Tomasinelli - 4 giugno 2004 Sembra ormai chiaro che le forze italiane in Iraq sono costrette ad aprire il fuoco sempre più spesso. In questo ultime settimane gli scontri a fuoco sono stati all'ordine del giorno. Le formazioni che contrastano maggiormente la presenza italiana, al momento guerriglieri estremisti sciiti e bande di criminali, si fanno sempre più audaci, nel clima surriscaldato delle città irachene. La vulnerabilità di alcune unità italiane e il rischio per i nostri militari porterà a rivedere l'organizzazione delle unità schierate sul posto. Verrà da chiedersi perché "non ci hanno pensato prima". Perché le operazioni di pace come si era già detto su queste pagine, prevedono unità ragionevolmente leggere. Oltre ad impegnarsi in opere di assistenza e ricostruzione è anche molto importante dare un messaggio ottimistico e limitare la presenza di sistemi d'arma decisamente offensivi. Ma adesso che i rischi della missione sono ben più concreti del previsto è meglio correre ai ripari. Si è subito parlato di carri armati Ariete, un mezzo pesante al momento assente in Iraq che andrebbe a rafforzare le forze italiane sul campo. Per ora infatti, il contingente italiano dispone solo di blindo Centauro, veicoli ruotati che in molti scambiano per carri armati, ma che in realtà non sono adatti ad incassare razzi e granate a profusione. I carri Ariete, oltre ad intimidire i possibili avversari, offrono anche l'innegabile vantaggio di essere quasi invulnerabili agli onnipresenti lanciarazzi anticarro RPG dei guerriglieri. In Iraq potrebbe giungere anche il veicolo da combattimento per la fanteria Dardo, in pratica un trasporto truppe mezzo pesante, bene armato e protetto, appena consegnato all'Esercito, e molto più efficace di autocarri leggermente corazzati per le operazioni più rischiose. Diverso il ruolo degli elicotteri che, anche in numero molto ridotto, servirebbero a contenere azioni improvvise del nemico con il loro potenziale offensivo. In Iraq adesso abbiamo solo mezzi da trasporto e salvataggio e questa carenza potrebbe essere colmata a breve dall'Agusta A-129 Mangusta, macchina straordinaria e molto sofisticata, un vero elicottero da combattimento moderno. La nuova versione, al cui standard sono stati portati molti dei mezzi a disposizione dell'Esercito, dispone anche di un cannone da 20mm asservito al casco dei piloti che può fornire una risposta molto più controllata e meno distruttiva di razzi e missili, in caso di scontri in aree urbane. Il ministro Martino ritiene che «al momento non vi sono ragioni per modificare le regole di ingaggio». Si tratta delle norme (ROE - rules of engagement) che regolano l'azione dei militari in caso confronto con civili e avversari. Esistono tantissimi livelli intermedi che stanno tra il "porgere l'altra guancia" e il "fuoco a volontà". Attualmente l'Italia opera con regolamenti molto restrittivi che, in linea di massima, prevedono di evitare gli scontri e sparare solo se attaccati in modo assolutamente non ambiguo. Sono inoltre in vigore forti limitazioni per l'impiego delle armi pesanti (missili, artiglieria, cannoni, lanciarazzi), ma con l'arrivo dei nuovi mezzi è praticamente certo che alcune modifiche alle procedure verranno fatte. E' però ragionevole che alla questione ROE sia dedicata un'analisi attenta. E' pericoloso allentare troppo certe procedure. Nei contingenti britannici e americani, che certo sono più esposti e compiono operazioni più rischiose delle nostre, le regole sono ben più rilassate e, ovviamente, gli incidenti molto più frequenti. E' facile commettere uno sbaglio se i vincoli a sparare sono minori.
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Ragionpolitica, periodico on line n.60 del 4/6/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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