RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Genova - Il tessuto urbano della città antica

di Serena Lughi - 19 giugno 2004

Genova: il centro storico della città in una vista dalla terrazza di CastellettoUn centro storico tra i più estesi e stratificati d'Europa, patrimonio della civiltà dell'Occidente cristiano: in questo modo si potrebbe sintetizzare l'imago urbis di Genova, un organismo urbano complesso sviluppatosi nel corso dei secoli in un sottile lembo di territorio limitato tra il mare e i pendii collinari dei rilievi appenninici. La città, aggregato urbano differenziato, è frazionata sin dall'antichità in tre distinte parti riconoscibili sulla base delle caratteristiche geografiche, orografiche e storiche. Il Castrum, che coincide con la collina di Sarzano; la Civitas, che si estende dal Prione a San Giorgio, e il Burgus, compreso tra la zona delle Vigne e le vie sul Litorale di San Luca, del Campo e di Prè. Il Burgus si avvicina urbanisticamente a molti altri centri antichi liguri, seguendo il profilo dell'arco portuale. A Genova, come nei principali borghi della Regione, è storicamente sempre presente una via parallela alla costa, in genere rettilinea, detta carrubeus rectus ("carrugio dritto").

Il primo spazio aperto verso ovest della collina di Sarzano, dove si potessero caricare le merci giunte dal mare per farle poi proseguire verso l'entroterra, è detto Caricamento. Nella zona del Porto Antico, voltando le spalle al mare, ci si apre dinnanzi una bellissima vista "a grandangolo" della città, caratterizzata dall'infilata prospettica dei portici antichi di Sottoripa i fornici neogotici eredità dei restauri "filologici" dell'Ottocento, le volte a vela e i pilastri tozzi a sezione prevalentemente rettangolare. In posizione baricentrica, il Palazzo San Giorgio, rimaneggiato più volte nel corso dei secoli: la parte più antica risale al X sec., ampliato e modificato con successive superfetazioni. Alla fine dell'Ottocento, grazie all'opera filologica dell'architetto Alfredo d'Andrade, l'edificio venne recuperato nelle sue linee gotiche originarie, scampando alla demolizione prevista per dare spazio alla nuova linea ferroviaria da Torino.

Genova,  P.zza San Matteo: Palazzo Lamba D'Oria (sec. XIII)La via San Bernardo, che si diparte da Caricamento, è considerata la via più antica della città, asse portante dell'insediamento sopracitato della Civitas, una sorta di Cardo, e denuncia chiaramente nella sua linearità e negli incroci delle sue perpendicolari, detti caruggi, un disegno preciso d'insediamento di tipologia romana.

Gli edifici costruiti lungo questo asse viario sono caratterizzati da trifore e bifore ai piani superiori e, fatto comune nel capoluogo ligure, al piano strada da grandi loggiati a sesto acuto, successivamente tamponati (come si evince dai recenti restauri). All'epoca della Repubblica, infatti, i nobili proprietari dei palazzi avevano l'obbligo di mettere a disposizione per il passeggio e la sosta di tutti gli utenti delle vie, i portici attigui a queste; in tal modo la loro larghezza risultava molto più ampia di quella che vediamo noi oggi. In epoca posteriore, con il trasferimento della nobiltà in altre zone, questi vennero chiusi ed affittati ai mercanti (che li sfruttavano come botteghe e magazzini).

Importante ricordare la tradizione dei portali, che a Genova era considerata un culto dalle famiglie nobili. Questi si possono distinguere in tre categorie distinte: a) i più antichi, medievali raffiguranti San Giorgio sull'architrave; b) i rinascimentali con motivi floreali o soggetti classici (scudi, lance) o specifici temi; c) i misti, che sovrappongono diversi stili con forme barocche e fregi religiosi.

Tra le chiese meno conosciute ai turisti, ma meritevole di essere menzionata, è la vicina chiesa dei Santi Cosma e Damiano, posta ai confini tra il castrum e la civitas ed è un buon esempio di romanico genovese con elementi goticheggianti. All'innesto della via di S. Bernardo con la Salita dei Pollaiuoli, la chiesa di San Donato costituisce senza dubbio l'emergenza architettonica più significativa, nobilitata da una torre nolare di pregevole fattura a base ottagonale - "rivisitata nel 1889 da Alfredo D'Andrade" - ed una splendida edicola barocca. L'area, fino ad un decennio fa fortemente degradata, ospita dal 1990 la Facoltà di Architettura dell'Università. Il progetto di questo nuovo complesso, che ingloba gli spazi del convento secentesco di San Silvestro e della chiesa di Santa Maria in Passione è firmato dagli architetti Gardella e Grossi Bianchi. L'intervento si inserisce nel tessuto del centro storico in misura equilibrata, andando a colmare i vuoti causati dai bombardamenti subìti dalla città durante l'ultima guerra.

Genova, chiesa di San Donato: edicola votiva (sec. XVIII)Analogamente ad altre città italiane, Genova ha subito profonde ferite e cesure nel proprio tessuto urbano; gli eventi bellici hanno spesso costituito il pretesto per ulteriori demolizioni, funzionali a piani di intervento speculativi (il nuovo quartiere del teriziario di Via Madre di Dio, portato a termine agli inzi degli anni Ottanta, ne costituisce l'esempio più macroscopico).

Dalla collina di Sarzano, la sede del nuovo polo universitario, il campanile di Sant'Agostino, con la tipica cuspide piramidale ricoperta da maioliche policrome, segna dalla collina di Carignano il profilo del centro antico. Scendendo lungo lo stradone Sant'Agostino si raggiunge Piazza delle Erbe, di forma allungata, il "foro" della Genua di epoca romana. Sopra la suddetta piazza, in cima alla salita del Prione, si staglia massiccia la Porta di Sant'Andrea, detta la "Soprana" perché la più alta delle cinque che davano accesso alla città medievale. Il fornice, compreso tra le due grandi torri presenta due facce: verso il Prione è costituito da un arco a tutto sesto sorretto da due diverse colonne, che probabilmente sono state recuperate da edifici di origine romana, verso la "moderna" Piazza Dante, invece da un arco a sesto acuto. Il suo aspetto attuale è il risultato degli interventi del D'Andrade, che "liberò" la porta dalle superfetazioni e dalle costruzioni addossate ad essa, ricostruendo ex-novo le due torri e il coronamento merlato.

In modo analogo, davanti al Duomo di San Lorenzo furono eliminate le costruzioni prospicienti alla facciata al fine di ricavare una piazza degna per la cattedrale della città. Dietro ai portici di San Lorenzo ci si ritrova alla sommità di una salita, detta via di Scurreria: esempio interessante di taglio urbanistico attuato da una famiglia genovese, quella degli Imperiale, per offrire al proprio palazzo un ingresso scenografico. Un intendimento preciso dimostrato dal fatto che, lungo la salita, non ci sono portali d'epoca lungo la salita ed inoltre il portale del Palazzo Imperiale è del tutto asimmetrico.

G. Bordoni, Veduta di Genova nel 1616Abitazione di un'altra delle famiglie più blasonate di Genova, i D'Oria, è l'omonimo palazzo ubicato nella Piazza San Matteo. Ha la facciata decorata a fasce di marmo bianco e nero (privilegio concesso solo alle grandi casate) e ci svela come realmente si presentava il Palazzo genovese nel Medioevo. La piazza rappresenta un tipico esempio di sistemazione urbanistica medievale, che punta ad imprimere unitarietà stilistica generale al luogo, tradizionalmente chiuso e caratterizzato in senso privatistico. In questo spazio quadrato tutti gli edifici sono dotati di logge (di cui alcune successivamente tamponate), al centro è posta la chiesa dedicata a san Matteo, che oggi iniste su un sagrato rialzato.

Genova era storicamente punteggiata da case-torri, tra le poche testimonianze rimaste una delle più alte, costruite in onore di Guglielmo Embriaco: ottanta palmi di altezza massima prescritta dalle leggi medievali. Realizzata in bozze di pietra la si può ammirare dal basso percorrendo la salita omonima oppure dalla piazza Santa Maria di Castello. Qui si trova la prima delle chiese dedicate alla Madonna in città, risalente al VII sec. Nel corso dei secoli fu sifurata da interventi invasivi; oggi, grazie ad una sapiente opera di restauro, eseguita dopo un attento lavoro di ricerca da parte di storici e architetti genovesi, il complesso conventuale ha recuperato la sua integrità spaziale e formale.

L'altra porta superstite, contemporanea della "Soprana" , è la "Sottana", detta anche porta dei Vacca (porta Vaccarum, dalla famiglia più potente della contrada), che chiude lo sbocco di via del Campo. Un centinaio di metri in direzione di ponente, la Commenda di Prè, antico ospedale risalente al periodo di passaggio tra Romanico e Gotico, conclude idealmente il lungo percorso parallelo al "carrugio drito".

Serena Lughi

Didascalie immagini

  1. Genova: il centro storico della città in una vista dalla terrazza di Castelletto. In primo piano, la torre campanaria della chiesa delle Vigne (sec. XII). Sullo sfondo, il campanile del duomo di S. Lorenzo (sec. XIII) e la nuova Facoltà di Architettura (arch. Ignazio Gardella e Luciano Grossi Bianchi, 1977-1992).
  2. Genova, P.zza San Matteo: Palazzo Lamba D'Oria (sec. XIII).
  3. Genova, chiesa di San Donato: edicola votiva (sec. XVIII).
  4. G. Bordoni, Veduta di Genova nel 1616.

SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.62 del 18/6/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata