|
|||||||
|
|
Genova - Il tessuto urbano della città anticadi Serena Lughi - 19 giugno 2004
Il primo spazio aperto verso ovest della collina di Sarzano, dove si potessero caricare le merci giunte dal mare per farle poi proseguire verso l'entroterra, è detto Caricamento. Nella zona del Porto Antico, voltando le spalle al mare, ci si apre dinnanzi una bellissima vista "a grandangolo" della città, caratterizzata dall'infilata prospettica dei portici antichi di Sottoripa i fornici neogotici eredità dei restauri "filologici" dell'Ottocento, le volte a vela e i pilastri tozzi a sezione prevalentemente rettangolare. In posizione baricentrica, il Palazzo San Giorgio, rimaneggiato più volte nel corso dei secoli: la parte più antica risale al X sec., ampliato e modificato con successive superfetazioni. Alla fine dell'Ottocento, grazie all'opera filologica dell'architetto Alfredo d'Andrade, l'edificio venne recuperato nelle sue linee gotiche originarie, scampando alla demolizione prevista per dare spazio alla nuova linea ferroviaria da Torino.
Gli edifici costruiti lungo questo asse viario sono caratterizzati da trifore e bifore ai piani superiori e, fatto comune nel capoluogo ligure, al piano strada da grandi loggiati a sesto acuto, successivamente tamponati (come si evince dai recenti restauri). All'epoca della Repubblica, infatti, i nobili proprietari dei palazzi avevano l'obbligo di mettere a disposizione per il passeggio e la sosta di tutti gli utenti delle vie, i portici attigui a queste; in tal modo la loro larghezza risultava molto più ampia di quella che vediamo noi oggi. In epoca posteriore, con il trasferimento della nobiltà in altre zone, questi vennero chiusi ed affittati ai mercanti (che li sfruttavano come botteghe e magazzini). Importante ricordare la tradizione dei portali, che a Genova era considerata un culto dalle famiglie nobili. Questi si possono distinguere in tre categorie distinte: a) i più antichi, medievali raffiguranti San Giorgio sull'architrave; b) i rinascimentali con motivi floreali o soggetti classici (scudi, lance) o specifici temi; c) i misti, che sovrappongono diversi stili con forme barocche e fregi religiosi. Tra le chiese meno conosciute ai turisti, ma meritevole di essere menzionata, è la vicina chiesa dei Santi Cosma e Damiano, posta ai confini tra il castrum e la civitas ed è un buon esempio di romanico genovese con elementi goticheggianti. All'innesto della via di S. Bernardo con la Salita dei Pollaiuoli, la chiesa di San Donato costituisce senza dubbio l'emergenza architettonica più significativa, nobilitata da una torre nolare di pregevole fattura a base ottagonale - "rivisitata nel 1889 da Alfredo D'Andrade" - ed una splendida edicola barocca. L'area, fino ad un decennio fa fortemente degradata, ospita dal 1990 la Facoltà di Architettura dell'Università. Il progetto di questo nuovo complesso, che ingloba gli spazi del convento secentesco di San Silvestro e della chiesa di Santa Maria in Passione è firmato dagli architetti Gardella e Grossi Bianchi. L'intervento si inserisce nel tessuto del centro storico in misura equilibrata, andando a colmare i vuoti causati dai bombardamenti subìti dalla città durante l'ultima guerra.
Dalla collina di Sarzano, la sede del nuovo polo universitario, il campanile di Sant'Agostino, con la tipica cuspide piramidale ricoperta da maioliche policrome, segna dalla collina di Carignano il profilo del centro antico. Scendendo lungo lo stradone Sant'Agostino si raggiunge Piazza delle Erbe, di forma allungata, il "foro" della Genua di epoca romana. Sopra la suddetta piazza, in cima alla salita del Prione, si staglia massiccia la Porta di Sant'Andrea, detta la "Soprana" perché la più alta delle cinque che davano accesso alla città medievale. Il fornice, compreso tra le due grandi torri presenta due facce: verso il Prione è costituito da un arco a tutto sesto sorretto da due diverse colonne, che probabilmente sono state recuperate da edifici di origine romana, verso la "moderna" Piazza Dante, invece da un arco a sesto acuto. Il suo aspetto attuale è il risultato degli interventi del D'Andrade, che "liberò" la porta dalle superfetazioni e dalle costruzioni addossate ad essa, ricostruendo ex-novo le due torri e il coronamento merlato. In modo analogo, davanti al Duomo di San Lorenzo furono eliminate le costruzioni prospicienti alla facciata al fine di ricavare una piazza degna per la cattedrale della città. Dietro ai portici di San Lorenzo ci si ritrova alla sommità di una salita, detta via di Scurreria: esempio interessante di taglio urbanistico attuato da una famiglia genovese, quella degli Imperiale, per offrire al proprio palazzo un ingresso scenografico. Un intendimento preciso dimostrato dal fatto che, lungo la salita, non ci sono portali d'epoca lungo la salita ed inoltre il portale del Palazzo Imperiale è del tutto asimmetrico.
Genova era storicamente punteggiata da case-torri, tra le poche testimonianze rimaste una delle più alte, costruite in onore di Guglielmo Embriaco: ottanta palmi di altezza massima prescritta dalle leggi medievali. Realizzata in bozze di pietra la si può ammirare dal basso percorrendo la salita omonima oppure dalla piazza Santa Maria di Castello. Qui si trova la prima delle chiese dedicate alla Madonna in città, risalente al VII sec. Nel corso dei secoli fu sifurata da interventi invasivi; oggi, grazie ad una sapiente opera di restauro, eseguita dopo un attento lavoro di ricerca da parte di storici e architetti genovesi, il complesso conventuale ha recuperato la sua integrità spaziale e formale. L'altra porta superstite, contemporanea della "Soprana" , è la "Sottana", detta anche porta dei Vacca (porta Vaccarum, dalla famiglia più potente della contrada), che chiude lo sbocco di via del Campo. Un centinaio di metri in direzione di ponente, la Commenda di Prè, antico ospedale risalente al periodo di passaggio tra Romanico e Gotico, conclude idealmente il lungo percorso parallelo al "carrugio drito". Serena Lughi Didascalie immagini
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.62 del 18/6/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||