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(H)armed honesty, onestà infranta: un racconto di Mark Twain

di Mariacristina Nasi - 19 giugno 2004

Lo scrittore americano Mark Twain (1835-1910) non ha certo bisogno di presentazioni, anche se spesso la sua fama viene ridotta alle opere più note, quali Le avventure di Tom Sawyer, del 1876, e Le avventure di Huckleberry Finn, del 1884. Twain è un personaggio estremamente poliedrico, che ha condotto un'esistenza avventurosa, divenendo il prototipo della società americana dell'epoca, quella della corsa all'oro, della costruzione delle prime ferrovie, della marcia verso l'Ovest, ed incarnando la vita pionieristica che rese l'America terra di grandi promesse per molti.

Il racconto intitolato L'uomo che corruppe Hadleyburg, The Man That Corrupted Hadleyburg, datato 1899, appartiene alla fase finale della produzione letteraria dello scrittore, dove, a seguito di drammatiche vicende familiari ed economiche, traspare un tono più dolente e pessimistico, non mai del tutto assente nemmeno nelle opere precedenti. Twain, infatti, possiede una visione reale del reale, non si fa illusioni sulla natura umana.

La trama è la seguente: Hadleyburg è un villaggio americano noto per la sua onestà. Un giorno, però, un misterioso personaggio, desideroso di vendicare un torto subito, ma non precisato, decide di rovinare la città, e mostrare la vera sostanza morale dei cittadini. Lascia perciò presso il cassiere della banca locale un sacco ed una lettera: nel sacco vi sarebbero delle monete d'oro, da consegnarsi a quel cittadino che anni prima aveva soccorso lo straniero, e che al cassiere spetta identificare, grazie alla lettera, in cui viene riportata la frase con la quale il buon cittadino congedò lo straniero. Questo fatto innesca una serie di mutamenti negli abitanti della cittadina, coinvolti e corrotti dalla lusinga del denaro e vittime della trappola. Hadleyburg perde così la sua fama.

Il racconto descrive gli effetti nefasti che il dono produce sugli abitanti di Hadleyburg. Ricorrente in Twain è la promessa di una ricchezza, che poi però rimane irraggiungibile, o addirittura procura sfortuna a chi tenta di possederla. Quello che in teoria dovrebbe favorire un miglioramento, diviene in pratica un ostacolo ad esso, quando non procura un danno, talvolta irrimediabile. Perché?

Perché si tratta di una non conquista, di un premio che piove sulla persona, senza che questa se lo sia meritato, perciò non riesce ad apprezzarlo, né a farne un buon uso. Sia chiaro, però, che, se anche il dono favorisce la caduta, esso non ne è causa, bensì mezzo: se gli abitanti di Hadleyburg fossero stati realmente onesti, il denaro non sarebbe stato causa della loro rovina; essendo invece la loro un'onestà di facciata, divengono preda della bramosia di possedere i soldi e rivelano la loro reale natura.

Twain sviluppa il problema morale dell'onestà, e lo fa presentando una società invasa, disturbata e distrutta da un viaggiatore, la cui unica funzione è quella di rovinare Hadleyburg, di scardinarne le finte certezze. Twain sviluppa spesso il tema dell'invasore, dello straniero, che penetra in una cultura, che non è la sua, e che in maniera più o meno conscia la influenza, quando addirittura non la devasta. Il visitatore osserva e poi agisce, si insinua nelle cittadine sonnolente, costringendole a risvegliarsi o condannandole alla rovina, a seconda della forza morale dei suoi abitanti. Lo straniero smaschera gli abitanti di Hadleyburg, che rivelano la loro avidità e corruzione, nonostante questa apparisse come «la città più onesta e integra di tutta la regione circostante».

Ma che tipo di virtù è quella di Hadleyburg? Come è stata ottenuta e come viene preservata? «Le tentazioni erano tenute lontane dal cammino dei giovani": Hadleyburg vive cioè in una sorta di falso Eden, esibendo una fama immeritata, poiché mai messa alla prova. Purtroppo, o per fortuna, "ebbe la mala sventura di offendere un forestiero di passaggio, [...] un uomo implacabile e vendicativo», che si disse: «corromperò la città».

Il sacco d'oro rappresenta la prova, richiede la vera onestà, quella vissuta, non solo dichiarata. E qui Hadleyburg comincia a scricchiolare, a rivelare la sua fragile natura, ma soprattutto i suoi errori, nel volersi chiudere al mondo, nell'illudersi che una virtù di facciata basti a preservarla dall'incontro e dal confronto con la realtà. Gli abitanti cominciano a lagnarsi, ad accusarsi, ad avere paura. Attraverso le parole di due anziani cittadini, Twain svela il problema di Hadleyburg:

«Tu sai che siamo stati abituati tutta la vita [...] a non soffermarci un solo momento a pensare quando c'è una cosa onesta da fare...
«Oh, lo so, lo so, è stato un eterno tirocinio e tirocinio all'onestà... onestà armata, fin dalla culla, contro ogni possibile tentazione, e quindi un'onestà artificiale, e debole come l'acqua quando viene la tentazione [...]. Dio sa che non ho mai avuto la minima ombra di dubbio circa la mia pietrificata e indistruttibile onestà fino ad ora; e ora, alla primissima e reale tentazione, io... [...] è mia credenza che l'onestà di questa città è guasta come la mia; guasta come la tua. [...] Credo che se mai viene il giorno che la sua onestà cada sotto una grande tentazione, la sua buona reputazione crollerà in rovina come un castello di carte».

L'onestà, come qualsiasi altra virtù o valore, non può essere "pietrificata", racchiusa in una teca, in mostra per sé o per gli altri, ma deve essere vissuta, praticata nel reale; altrimenti è fasulla, destinata ad infrangersi come un cristallo bellissimo, ma fragile, contro gli scogli quotidiani della nostra esistenza terrena.

La contrapposizione tra l'onestà "pietrificata" e la tentazione "reale" è l'essenza del racconto: è lo scontro tra chi si vanta dei propri presunti valori e chi li pratica. Hadleyburg esibisce la sua "onestà armata", da parata, artificiale, perciò debole, perché mai scesa nel reale, dunque sconfitta in partenza.

Da notare altresì il valore dell'interrogarsi: i cittadini di Hadleyburg non sono stati abituati a pensare, quindi a fare proprio, il valore dell'onestà, della virtù, ma solo a considerare l'eventuale plauso che questi possono dare; non hanno colto la bellezza reale del bene. Quanti sistemi hanno voluto eliminare il dubbio ed il pensiero dal singolo, sostituirsi ad esso, illudere di poter pensare per tutti, cancellare ogni incertezza! Il risultato è stato nefasto, perché il singolo ha perso la consapevolezza di ciò che fa e dice. Onesto sì, ma per scelta, non per obbligo o per comodo, come avviene per gli abitanti di Hadleyburg.

Disseminate nel racconto vi sono delle frasi rivelatrici: l'onestà di Hadleyburg è definita "un'eredità", qualcosa che viene tramandato agli abitanti, senza che essi ne comprendano il senso e l'onere, qualcosa che non devono conquistarsi, che hanno di diritto, ma che non sentono come dovere; altrove si afferma: «la responsabilità è individuale, non della comunità», mentre l'onestà ostentata a Hadleyburg è collettiva; il forestiero, che ha architettato il progetto contro Hadleyburg, spiega: «ricevetti una grave offesa che non avevo meritato. [...] Volevo danneggiare ogni uomo del luogo e ogni donna... non nei loro corpi e nei loro beni, ma nella loro vanità, il luogo dove tutti i deboli e gli sciocchi sono più vulnerabili. Così mi travestii, ritornai indietro e vi studiai. Foste facile preda. Avevate un'antica e grande reputazione d'onestà, e naturalmente ne eravate fieri: era il vostro tesoro dei tesori, la pupilla dei vostri occhi. Non appena scoprii che vigilavate assiduamente per tenere voi e i vostri figli lontani dalle tentazioni, seppi come procedere. Sì, anime semplici, la più debole tra le cose è una virtù che non è stata provata al fuoco. [...] Il mio progetto fu di corrompere Hadleyburg l'Incorruttibile».

Il discorso mette in luce la superbia e la debolezza di Hadleyburg, che si è illusa in un'onestà fittizia. Non a caso l'unica persona che, a detta del forestiero, avrebbe potuto infastidire i suoi piani, è un uomo, che non era nato, né stato educato, a Hadleyburg, quindi poteva intravedere il pericolo, a differenza delle «povere, tentate e male allevate creature, sue vittime. Uno dei cittadini afferma: «Ero pulito... artificialmente, come gli altri; e come gli altri caddi quando venne la tentazione».

La prova scuote e cambia la città; la frase da indovinare per entrare in possesso della ricchezza, dispensata al forestiero in difficoltà da chi gli ha prestato soccorso, valida per ogni abitante di Hadleyburg, e del mondo, è: «Siete lontano dall'essere un uomo cattivo: andate e correggetevi».

Il finale è un omaggio al reale, poiché, pur descrivendo l'onta subita dai cittadini di Hadleyburg: «Per atto legislativo, in seguito a supplica e petizione, fu permesso a Hadleyburg di cambiare nome [...], e di tralasciare una parola dal motto che per molte generazioni aveva adornato lo stemma ufficiale della città», non manca di aggiungere: «Oggi è nuovamente una città onesta, e chi voglia sorprenderla di nuovo nel sonno dovrà alzarsi di buon'ora».

! Mariacristina Nasi
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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