RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

La "grande riforma" in zona Cesarini

di Andrea Borneto - 25 giugno 2004

Alla Camera, rimangono ancora pochi giorni per de-ulivizzare la "grande riforma" della seconda parte della Costituzione. L'on. Donato Bruno (FI), Presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera, ha fissato il termine del 29 giugno per la presentazione degli emendamenti. Il "G8", ossia il gruppo di lavoro formato dai quattro saggi del Senato e dai quattro capigruppo della CdL in Prima Commissione della Camera, lavora freneticamente.

La correzione del testo approvato dal Senato il 25 marzo u.s. è necessaria, poiché l'articolato originale del Disegno di Legge presentato dal Governo è stato storpiato dall'approvazione di emendamenti presentati dalle sinistre su iniziativa di alcuni vecchi legulei e, in primis, dal sen. Bassanini. Il Senato Federale, che - ricordiamo - non sarà più legato al Governo dal rapporto di fiducia e sarà eletto con una legge di tipo proporzionale, è stato rimpinzato di poteri eccessivi. Già nel D.d.L. presentato dal Governo, il Senato Federale era troppo potente, poiché gli era stata attribuita l'ultima parola sulle "leggi quadro" nelle materie di competenza regionale, escludendo così il Governo dalle più rilevanti politiche di settore (come la produzione, il trasporto, la distribuzione nazionale dell'energia, il commercio estero, le grandi reti di trasporto e di comunicazione, la politica della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica).

Le modifiche approvate hanno peggiorato la situazione, estendendo l'area delle leggi a competenza compartita tra Camera e Senato a tutte le leggi statali in materia di diritti e libertà (tutte le riserve di legge) e -bum- anche alla legge finanziaria (fino a quando non sarà approvato il federalismo fiscale). Inoltre è previsto l'affidamento congiunto ai Presidenti di Camera e Senato del compito di risolvere i conflitti di competenza che si svilupperanno tra le due Camere a causa della ripartizione delle competenze.

Secondo la migliore dottrina, e -fondamentale!- secondo il Presidente Pera, la competenza sulle "leggi quadro" dovrebbe rimanere condivisa tra le due Camere, mentre, sulle altre leggi statali e soprattutto sulla legge finanziaria, la competenza dovrebbe spettare esclusivamente alla Camera. Infine, gli eventuali conflitti di competenza tra Camera e Senato dovrebbero essere risolti dalla Camera o dal suo Presidente.

Queste opinioni sono espresse in due libri, molto simili, recentemente pubblicati: La Costituzione promessa (Rubbettino), a cura di Giuseppe Calderisi, Fabio Cintoli e Giovanni Pitruzzella (area CdL), e Come chiudere la transizione (il Mulino), a cura di Stefano Ceccanti e Salvatore Vassallo (area Ulivo). La principale differenza è che gli autori del primo si limitano ad un sobria esposizione dei pregi e dei difetti della "grande riforma", mentre gli autori ulivisti del secondo -indossano le piume del pavone- e rivendicano di essere stati i primi sostenitori dell'introduzione del "premierato" , prendendosi -meritoriamente- anche l'onere (e il piacere) di stroncare i detrattori del "governo del Primo Ministro" e quello di sbugiardare i tanti legulei rossi che hanno cambiato idea con l'alternanza di governo.

Questi giuspubblicisti propongono, inoltre, di accompagnare il necessario ridimensionamento dei poteri del Senato Federale con l'introduzione di uno Statuto dell'Opposizione "nel" maggioritario e non "dal" maggioritario. Il cuore di questo Statuto sta nel potenziamento della figura del "Capo dell'Opposizione", già prevista nel testo approvato dal Senato, cui andrebbe attribuita la garanzia di disporre di tempi, spazi e risorse organizzative comparabili a quelle del Primo Ministro, senza però alcun potere di veto, sull'esempio dell'esperienza del Regno Unito.

Anche il solito Bassanini, la cui assenza alla Camera ha permesso una maggiore concordia e l'emersione di preoccupazioni comuni tra commissari di maggioranza e delle opposizioni, ha curato la pubblicazione di un libro: Costituzione una riforma sbagliata (Passigli) in cui ha raccolto il parere di molti nostalgici delle vecchie regole assembleariste. E' meglio che Bassanini stia in libreria piuttosto che alla Camera: questo è poco ma sicuro.

! Andrea Borneto
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.63 del 25/6/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata