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Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

di Andrea Fontana - 25 giugno 2004

Harry PotterÈ impressionante quanto la saga cinematografica di Harry Potter sia rimasta coerente ad una visione del mondo particolare, senza cedere a stereotipi del genere, nei limiti del possibile. Il primo capitolo, Harry Potter e la pietra filosofale, diretto da Chris Columbus, lo stesso di Mamma ho perso l'aereo, era in tutto e per tutto un film per bambini, senza troppe pretese. Ma già conservava al suo interno una capacità di stupire, intellettualmente parlando, anche chi aveva più di tredici anni. Assolutamente fedele al libro di J. K. Rowling, era coerente alla poetica di Columbus e divertiva per la semplicità narrativa e la simpatia dei tre personaggi principali. Il secondo capitolo, Harry Potter e la camera dei segreti, oltre ad essere stato uno dei film più proiettati al cinema nella scorsa stagione, approfondiva ulteriormente il mondo della Rowling, e in particolare la storia di Harry, senza lederne lo spirito spensierato della serie. L'ultimo capitolo di Harry Potter vede cambiare regista (da Columbus allo spagnolo Alfonso Cuaron, regista del conturbante Y tu mama tambien), tempi (il primo film durava 152 minuti, il secondo 161 l'ultimo 136) e decisamente atmosfere.

Harry PotterL'inizio vede il nostro eroe, stanco dei soprusi subiti da parte degli zii, scappare di casa ed essere raccolto da un pullman assolutamente originale (la sequenza in cui passa in mezzo ad altri due autobus è veramente spettacolare). Un nuovo anno inizia alla scuola per maghi, ma una seria minaccia sconvolge le tranquille vite degli studenti. Infatti, Sirius Black è riuscito a scappare dalla prigione di Azkaban, intenzionato ad uccidere Harry Potter.

Non c'è dubbio che la maturità raggiunta dal protagonista principale sia, in questo capitolo, espressa al meglio. Le atmosfere sono cupe, ricordano quelle di un noir a metà strada fra un horror e un thriller, ci sono echi espliciti ai film di Burton (soprattutto Il mistero di Sleepy Hollow). La tensione è comunque spezzata da un sottile filo d'ironia che percorre tutto il film.

Harry soffre, fisicamente ma soprattutto mentalmente, tormentato da un passato di cui poco conosce e che continua a tornare, come qualcosa da affrontare inevitabilmente. Ma Harry, come i suoi amici, sta crescendo, non è più il bambino del primo episodio e, quindi, è colpito frontalmente da tutti quei problemi connessi al passaggio dall'infanzia all'adolescenza, i quali comprendono, nel suo caso, una maggior presa di coscienza sul suo ruolo. Al di là dei temi tipici per le produzioni destinate ai bambini, bisogna ricordare alcuni elementi a favore dell'ultimo lavoro di Cuaron. Innanzitutto una solida costruzione narrativa, districata su più livelli, minata di trabocchetti e colpi di scena che il regista sa utilizzare al meglio. Riesce, infatti, a tenere in tensione lo spettatore, dandogli gli inizi sufficientemente necessari per illuderlo, per poi stupirlo con un finale tutto sorprese. Poi l'ottima, pur se breve, interpretazione di Gary Oldman, da sempre bravissimo caratterista sottovalutato (come dimenticarlo in Leon o Il quinto elemento?). Le atmosfere dark, potenziate da una buonissima fotografia e dai sempre eccellenti effetti speciali.

Harry PotterInfine, almeno due sequenze da antologia: quella del pullman iniziale e quella finale, dove Harry ed Hermione tornano indietro nel tempo (reminiscenze di Ritorno al futuro). Quest'ultima, originalissima scena è costruita come un ideale piano sequenza, spezzato paradossalmente dal montaggio. Cuaron ci presenta un doppio punto di vista, immagine riflessa sullo specchio, l'uno che segue le vicende normali dei personaggi, l'altro che spiega ciò che di misterioso caratterizzava il primo. La sequenza inizia con una carrellata che segue i due ragazzi correre e finisce con la stessa carrellata, riproposta al contrario. D'altronde per tutta la durata del film Cuaron dimostra come ci sappia fare con la macchina da presa, con movimenti senza sbavature, spesso originali.

Alcune curiosità: le riprese del film sono durate tantissimo (da Febbraio a Novembre 2003), perché per una legge inglese i minorenni non possono lavorare più di quattro ore al giorno. Il quarto capitolo tratto dalla saga della Rowling, Harry Potter e il calice di fuoco, sarà probabilmente diretto da Mike Newell, regista di Quattro matrimoni e un funerale e dell'ultimo Mona Lisa Smile.

! Andrea Fontana
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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