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6 marzo 2008
 
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Attacco al sito di Forza Italia

di Alessandro Martellotta - 2 luglio 2004

Come molti sanno il sito delle bufale on-line di Forza Italia ha subito, nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 giugno, un attacco informatico in gergo definito defacement, vale a dire la sostituzione della pagina principale del sito con una differente creata dall'aggressore. Nella fattispecie la pagina sostitutiva era costituita da uno screenshot (la "fotografia" dello schermo di un computer in funzione) rappresentante una sessione di X-Windows, l'interfaccia a finestre a corredo del sistema operativo Linux, con al suo interno il pinguino Tux, simbolo del sistema operativo stesso, ed in caratteri cubitali la scritta "LINUX" con la "X" sostituita dal simbolo della falce e martello.

La violazione di un sistema informativo è un reato giuridicamente molto simile alla violazione di domicilio e, come quest'ultima, viene il più delle volte accompagnata da reati ulteriori, quali il furto, il danneggiamento o la diffamazione. Nel caso del defacement, oltre alla violazione del sistema, al danneggiamento ed all'interruzione del servizio vi è, come ulteriore conseguenza, la lesione dell'immagine del sito bersaglio, che viene usato come veicolo di messaggi perlomeno sgraditi quando non palesemente illegali, come se ad esempio un vandalo penetrasse in una casa per appendere al balcone uno striscione ingiurioso.

L'autore, o gli autori, di questo atto scellerato non hanno, come sempre accade in questi casi, assolutamente ponderato il significato della loro azione, generando malcontento un po' in tutti quanti, dai politici di centro-destra a quelli di centro-sinistra, dai cultori della sicurezza informatica ai ferventi sostenitori dell'open-source.

Dal punto di vista della comunicazione politica internet è ormai uno degli strumenti di riferimento, consentendo un'interazione elettore-partito pressoché assente nei canali più tradizionali, come i comizi o i manifesti. L'attacco ad un sito allo scopo di "defacciarlo" rappresenta un'azione equivalente all'imbrattamento di manifesti o alla violenza nel corso di comizi: tutte azioni aventi lo scopo di limitare la capacità espressiva dell'avversario attraverso la violenza, segno inequivocabile di timore di non essere in grado di contrastarla con i mezzi della democrazia.

La pagina incriminata conteneva inoltre un accenno alla Microsoft come «strumento dei capitalisti»: è veramente paradossale che tale punto di vista sull'azienda di Redmon, contrapposta a strumenti più "proletari" quali i sistemi open-source sia stato così violentemente espresso proprio sul sito di Forza Italia, il partito che per primo ha fatto concreti passi avanti nella liberalizzazione della scelta dello strumento informatico da parte delle pubbliche amministrazioni, sottolineando come la scelta della tipologia dei sistemi non sia una lotta tra il bene ed il male, o tra il giusto e lo sbagliato, ma sia semplicemente una scelta della quale, come in ogni altro ambito, bisogna lottare per garantire la libertà. Siamo di fronte, purtroppo, all'ennesimo esempio nel quale Forza Italia viene attaccata senza la minima attinenza a fatti, bensì per puro disprezzo dell'avversario.

Non soddisfatti del danno avvenuto alcuni ignoti hanno addirittura, attraverso forum di respiro nazionale, accusato Forza Italia di aver "orchestrato" l'attacco, con dichiarazioni assurde, degne dell'atteggiamento menzognero tipico della sinistra.

Da un punto di vista tecnico l'attacco perpetrato costituisce uno schema abbastanza usuale. Tutti i siti, indipendentemente dal loro contenuto, sono a rischio di attacchi di tipo sistemistico, mirati cioè a forzare vulnerabilità legate più alla macchina che li ospita che alle pagine che costituiscono il sito stesso. I firewall, filtrando la "tipologia" di richiesta che giunge alla macchina, sono i responsabili della protezione da questo tipo di attacco. I siti con contenuto dinamico (guestbook, forum, aree di upload, ecc.) corrono un rischio ulteriore: è possibile veicolare dei comandi su canali legittimi (quindi ignorati dai firewall, che in questo scenario sono inefficaci), ma con contenuto dannoso che, interpretato dall'applicativo a supporto del sito, garantisce all'aggressore diritti superiori a quelli dell'utente standard, ad esempio apre la possibilità del caricamento di pagine a sostituzione della homepage.

L'atto in questione ha forzato un punto di upload, vale a dire un pezzetto di fianco che il webmaster lascia volutamente scoperto al servizio dell'interazione con l'utente: una parentesi di democrazia nella comunicazione internet prevalentemente a senso unico.

Secondo l'etica hacker, figura da distinguere dal vandalo informatico, l'attacco così com'è stato perpetrato, viene considerato un vero e proprio atto di vigliaccheria. L'hacker, infatti, è alla costante ricerca di sfide che mettano duramente alla prova ed accrescano la propria conoscenza informatica: non conta ciò che si trova oltre la porta sfondata, quanto l'essere riuscito a sfondarla nonostante blindature ed allarmi. Quanto è accaduto rappresenta un evidente tradimento di qualsiasi forma di etica hacker, e rende i responsabili assolutamente indegni di tale definizione: come se si definisse "ladro gentiluomo" chi strappa la borsa alla signora anziana mentre si prodiga a dare una informazione chiesta da un complice.

Chi è stato pesantemente danneggiato, forse addirittura in misura maggiore del partito stesso, è proprio Linux e la filosofia open-source. Tralasciando l'evidente sfregio nell'utilizzo della falce e martello, l'esito positivo dell'attacco getta inesorabilmente nel dubbio la sicurezza del sistema Linux stesso (utilizzato dalle macchine che ospitano il sito di Forza Italia) in particolare agli occhi dell'utente non esperto di informatica, quindi non in grado di identificare immediatamente il punto debole nel concetto stesso di upload, più che nel sistema operativo utilizzato. A danno della filosofia open-source bisogna ricordare che la realizzazione di free-software, non avendo alle spalle corposi investimenti economici, è una realtà lenta a svilupparsi, e ad eccezione di Linux stesso che da anni ormai è il sistema operativo più usato per la gestione di server web, tutto il resto del mondo open-source (applicativi, tools, giochi, ecc.) rimasto gravemente indietro rispetto ai sistemi operativi della famiglia Linux, ha invece un gran bisogno di crescere ulteriormente, ma la sua unica possibilità è rappresentata dal lavoro e dall'impegno degli esperti informatici volontari come coloro che hanno portato al successo ed alla maturità tecnologica il sistema del pinguino. Di fronte ad uno scenario ideale nel quale software commerciale e open-source procedono in una costruttiva concorrenza allo sviluppo tecnologico mondiale fa particolarmente riflettere lo spreco di risorse che i vandali, responsabili di questo e di ogni altro gesto di violenza informatica, generano a danno del bene comune.

Alessandro Martellotta

Alessandro Martellota gestisce il sito www.alexart.it

Gli ultimi commenti
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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