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Ladykillersdi Andrea Fontana - 9 luglio 2004
Ancora una volta i fratelli Coen (Ethan produttore e sceneggiatore, Joel regista e sceneggiatore) dimostrano questo strano (e quanto mai vero) assioma. Ladykillers è il remake di un film uscito nelle sale nel lontano 1955, sotto la regia di Alexander Mackendrick e con il titolo italiano de La signora omicidi. Ma come sempre i Coen rivisitano cinema e storia (spesso anche Storia) realizzando qualcosa di nuovo e inedito. Una vecchia simpatica signora di colore, vedova del marito tanto amato, affitta una camera al sinistro Tom Hanks, il quale progetta e realizza una rapina. Il vero problema sarà eliminare la signora, dopo che questa ha scoperto tutto. Ladykillers è una commedia nera. Sia nel senso che utilizza un'ironia quasi macabra, ma mai gratuita, sia nel senso che abbraccia molta della cultura di colore. Già una volta i Coen avevano dimostrato il loro amore per l'ambiente di colore, in particolar modo quello nel Sud degli Stati Uniti, basti pensare al bellissimo Fratello, dove sei? dove le musiche comprendevano anche un piccolo repertorio della black music. Con Ladykillers quest'elemento è approfondito ulteriormente, ed è evidente già nella presenza massiccia d'attori neri (la vecchietta protagonista, lo sceriffo, un membro del gruppo), della musica hip hop (chiamata dalla vecchietta pip pop), ma anche nell'uso funzionale dei cori gospel, nel confronto tra la vecchia generazione nera e quella nuova, costantemente criticata nell'uso frequente della violenza (la rapina sventata dal generale).
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Ragionpolitica, periodico on line n.65 del 9/7/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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