|
|||||||
|
|
Ben HurIl film più premiato della storia del cinemadi Andrea D'Elia - 23 luglio 2004
Più di trecento i set utilizzati, tratti da quindicimila bozzetti preparatori, che occuparono oltre un milione di metri quadri di terreno a Cinecittà. Per il ruolo di Ben Hur (Charlton Heston), la MGM, aveva contattato, inizialmente, Burt Lancaster che però rifiutò, a causa di quella che egli ritenne "violenza morale" del film. Tratto dal romanzo di Lew Wallace e firmato da Wyler, il film impegnò un intero gruppo di registi come Andrew Marton, Richard Thorpe ed il nostro Mario Soldati. Girato nella chiave del grande sentimento, del fasto e delle scene madri, più o meno tutti, chi prima e chi dopo ha perlomeno sentito parlare del famigerato ed osannato Ben Hur, e, la maggior parte di noi, anche vinta dalla curiosità, è corsa in videoteca a noleggiare la famosissima pellicola, rimanendo colpita per la maestosità e la ricchezza dei temi.
Liberato e tornato in Palestina, sfiderà l'amico d'infanzia Messala (Stephen Boyd), divenuto nel frattempo Tribuno e causa delle disgrazie di Ben Hur, in una corsa mortale con le bighe: una scena mitica entrata nella storia del cinema, come una della più entusiasmanti e pericolose che siano mai state girate, tanto da essere emulata dallo stesso Lucas, ed a far circolare per molti anni la voce, poi smentita, secondo la quale, durante le riprese della corsa, la controfigura di Boyd fosse morta, travolta dai cavalli. Gli avvenimenti sono talmente numerosi, da farci ricordare l'odissea di Omero, tuttavia non eccessivi, per cui la rappresentazione risulta tra quelle più riuscite del genere storico/biblico tanto in voga negli anni cinquanta - sessanta ed imitata da innumerevoli produzioni successive. Una pellicola che ha richiesto sforzi eccezionali: si pensi che le stesse macchine da presa erano enormi, tanto che non riuscirono ad entrare nella galera costruita per la scena della battaglia navale che dovette essere "segata in due" per permettere le riprese e che fu travolta e ribaltata da un'onda per il peso eccessivo.
Una miscela a dir poco esplosiva ed irripetibile che ha creato, nel complesso, un lavoro ed un epopea "enorme", nel senso stretto del termine (fuori dalla norma), che richiese sforzi economici tali da portare la MGM sull'orlo della bancarotta (il film è costato dodici milioni e mezzo di dollari), ma in seguito ampiamente ripagata e che ha reso le fatiche sopportabili proprio in previsione dell'enorme successo riscosso all'epoca, e che continua a riscuotere ancora oggi grazie alla freschezza ed alla originalità che lo rendono indiscutibilmente un classico intramontabile.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.67 del 23/7/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||