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Carl Rogers Un modo di essereI più recenti pensieri dell'autore su una concezione di vita centrata-sulla-personarecensione di Raffaele Iannuzzi - 30 luglio 2004 Carl Rogers fu un grandissimo counselor, anzi, in realtà, il vero fondatore del counseling. Cos'è il counseling? E' una relazione d'aiuto fra un esperto ed una persona bisognosa di scoprire e/o riscoprire le proprie risorse, oppure uscir fuori da una situazione di malessere personale. Non si tratta di psicoterapia, poiché questa si rivolge all'ambito della patogenesi, cioè delle malattie psichiche, mentre il counseling si muove nell'ambito della salutogenesi, cioè del benessere individuale. Quest'ultimo può essere deficitario, allora, in questo caso, lavorare con un counselor può essere proficuo ed affascinante. La relazione fra un cliente (non ci sono "pazienti" nel counseling, per le ragioni dette sopra) ed il counselor sono totalmente centrate sulla persona, cioè hanno come primo scopo il recupero del benessere complessivo della persona e mai e poi mai fuoriescono da questa impostazione radicalmente personalistica. Non è un caso che questa bella visione personalistica sia scaturita dalla cultura americana e dal solco della teologia protestante, Tillich in testa, maestro di Rogers, e non è assolutamente trascurabile il fatto che questo personalismo solido e semplice abbia fatto breccia in ogni angolo del mondo. Rogers in questo libro documenta proprio il successo della sua impostazione totalmente centrata-sulla-persona, che ha smosso ogni ambito dell'esperienza umana, dalla cura del malessere personale, alla psicologia di comunità (si vedano le teorie sull'empowerment, il potenziamento delle risorse personali), alla politica, alla filosofia. Rogers aiuta le persone ad essere se stesse fino in fondo, assumendosi proattivamente le proprie responsabilità e curando gli affetti ed i rapporti interpersonali, unico cemento etico e stabile dell'esistenza. Con Rogers si entra in un mondo di saggezza ed ottimismo, altro che banale pensiero positivo! Qui c'è filosofia vera, saggezza profonda, maestria nelle relazioni d'aiuto, competenza tecnica, attenzione autentica alla persona, sempre vista come creatura amata da Dio e libera, nel bene come nel male. Una delle fonti del pensiero di Rogers è Martin Buber e la filosofia del rapporto Io-Tu; inoltre, Rogers anticiperà, e di molto, la psicologia di Martin Seligman basata sull'apprendimento dell' ottimismo. Il sostrato filosofico e culturale di Rogers è forse un po' roussouviano, tendente all'eccesso di positività della creatura e negando l'aspetto della zona d'ombra, determinata dal peccato originale. Può darsi, rimane in ogni caso il fatto che sperimentare il counseling stile Rogers è un'esperienza gratificante e foriera di nuovo benessere psicofisico. Lo posso testimoniare per esperienza diretta. Rogers aveva questa filosofia: «Se io mi trovo in un'atmosfera che promuove la crescita, allora sono in grado di sviluppare una fiducia profonda in me stesso, negli individui, in gruppi interi. Mi piace creare un ambiente di questo genere, in cui persone, gruppi, e perfino le piante, possono crescere» (p.43). In Rogers la concezione personalistica di natura più filosofica si coniuga perfettamente con un liberalismo pratico, visto come visione umana che conduce al compimento sano ed equilibrato la persona. Rogers avrebbe sottoscritto, io credo, le parole di Ortega y Gasset: «Il liberalismo prima che una questione di più o di meno in politica, è un'idea radicale della vita: è credere che ogni essere umano debba essere libero di soddisfare la propria individualità ed il proprio destino intrasferibile». Chi aiuta la persona a realizzare se stessa, aiuta Dio a salvare il mondo, e scusate se è poco.
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Ragionpolitica, periodico on line n.68 del 30/7/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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