RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

Maestri genovesi in Piemonte

di Sara Franchino - 30 luglio 2004

Gioacchino Assereto: Annunciazione"Maestri genovesi in Piemonte" questo il titolo della mostra allestita presso la Galleria Sabauda di Torino che si propone di indagare gli intrecci esistiti tra corte torinese e talenti della capitale ligure nel periodo che intercorre tra l'inizio del Seicento ed i primissimi decenni del diciottesimo secolo, in quel framezzo di tempo che iniziando col regno di Carlo Emanuele I giunge sino agli anni di Vittorio Amedeo II.

Un'esposizione di modeste dimensioni, che raggruppa 23 opere, raccolte in due sale, oltre a quelle già presenti nelle collezioni della pinacoteca torinese. Un percorso che da un lato indaga l'opera delle personalità dei pittori che operarono in quella fascia di Piemonte sud orientale, «divenuta solo tardi sabauda ma per lungo tempo politicamente legata al genovesato», compresa fra l'Oltregiogo e il Po (quella zona - per intendersi - su cui sorgono Novi, Gavi, Voltaggio e Ovada), così come nell'astigiano e ancor più nel cunese - area, quest'ultima, culturalmente indipendente e che da sempre mantiene stretti legami con la Liguria; dall'altro la mostra - e non poteva essere altrimenti - è incentrata pure sull'attività artistica dovuta alle committenze stesse dei Savoia e alla produzione di quegli artisti genovesi che si trasferirono a Torino per lavorare alla corte sabauda: a partire da Bernardo Castello, autore delle illustrazioni della Gerusalemme Liberata dedicata a Carlo Emanuele I, fino ad arrivare alle realizzazioni di Gregorio De Ferrari, a quelle dei fratelli Bartolomeo e Domenico Guidobono, «alle colte immagini ideate da Domenico Piola» o ai ritratti di Giovanni Enrico Vaymer.

Superati dunque i problemi tecnici di accesso alla mostra che rispetta i ristretti orari di visita della Galleria Sabauda, aperta alternativamente solo il mattino o il pomeriggio, è possibile accedere all'esposizione che si apre con "Una Santa Maria della Pietà con i santi Ludovico re di Francia, Giulia, Caterina, Giorgio, Filippo Neri e il beato Amedeo" di scuola ligure attribuita a Domenico Piola. Nella pala, proveniente dal duomo di Mondovì, lo sguardo del visitatore viene catalizzato dal gruppo centrale, che vede il corpo esamine di Cristo, ancora possente e relativamente composto, sorretto dalla Vergine la quale affranta dal dolore e come incredula pare appellarsi domandando il motivo, il perché.

Certamente di notevole interesse è poi un'Annunciazione inedita di Gioacchino Assereto. Opera al momento custodita nella sacrestia della parrocchia di Rigoroso (nei pressi di Arquata Scrivia), dalla composizione semplice e sintetica che vede l'arcangelo Gabriele in alto a sinistra e la madonna sulla destra accanto ad un leggio. Una scena giocata poco sulla profondità, ambientata in un interno scuro ove i mobili e gli oggetti (il leggio, la sedia, un accenno di cassettone in secondo piano e a terra un particolare di vita quotidiana: la cesta con i panni che probabilmente stava reggendo Maria) sono sottratti all'ombra da tratti di luce che ne delineano i contorni, illuminandone gli spigoli. Un'opera in cui si evidenziano la pennellata densa ed i chiaro scuri, tipici del pittore, frutto di un'attenta osservazione dei modi lombardi.

Valerio Castello: Morte di LucreziaNon possono poi passare inosservati i due straordinari capolavori del seducente Valerio Castello (Genova 1624 - 1659), di norma difficilmente ammirabili in quanto conservati nel Museo Civico di Asti, tuttora chiuso al pubblico. Si tratta di tele di medio-grandi dimensioni, che narrano due momenti epici della vita di eroine latine, la "Morte di Lucrezia" e "Ersilia che si frappone tra i contendenti Sabini e Romani". Nel primo ritenuto opera più risalente, dipinta da un Valerio Castello più giovane, di grandissima teatralità barocca e dallo stile eclettico pago di numerose suggestioni, la vicenda viene descritta quando ormai Lucrezia, per preservare il suo onore, s'è data la morte. Ora giace, al centro della scena col braccio destro allungato cadente e il volto reclinato all'indietro, attorniata da gente e soldati. Nella seconda tela invece, considerata più matura, caratterizzata da una pennellata più sicura, energica e veloce l'impianto compositivo, giocato su direttrici oblique, si fa più complesso, così come la scena più concitata e movimentata. Ersilia - nel mito la figlia del re sabino Tazio divenuta poi sposa di Romolo - d'impeto con determinazione e coraggio si getta fra i due fronti, nel tentativo di porre fine alla guerra. I soldati sono raffigurati nel pieno del combattimento mentre brandiscono spade, le cui lame convergendo vanno ad indicare la protagonista al centro, preceduta in primo piano da due contendenti di cui si vedono le terga i quali a distanza ravvicinata lottano, difendendosi con gli scudi.

In fine non potevano mancare i due famosi ovali del Palazzo della Provincia di Torino, raffiguranti "Il Tempo con Minerva e la Fama" e "L'Incontro di Mercurio e Minerva", realizzati da Gregorio de Ferrari, su commissione del duca Vittorio Amedeo per "l'appartamentino" al piano terreno di Palazzo Reale. Due tele che anticipano quello che sarà il linguaggio del rocaille, dal cromatismo brillante e acceso, fortemente scorciate proprio perché dovevano essere viste dal basso. In esse, come descritto nella scheda del catalogo della mostra, sono rappresentate «figure, allungate e disarticolate, colte in arditi movimenti accentuati da friabili panneggi a strascico vitalizzanti da tonalità acide».

! Sara Franchino
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.68 del 30/7/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata