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Requiem for a Dream

di Andrea Fontana - 27 agosto 2004

Requiem for a DreamPer una volta vorrei scrivere di un film uscito in dvd recentemente, ma che non è mai stato proiettato nelle sale cinematografiche italiane. È un film ormai di culto, diretto da un regista poco conosciuto (Darren Aronofvski), che in dieci anni ha diretto pochi film (tra cui PI) e scritti diversi (tra cui Below, diretto da David Thowy, lo stesso di Pitch Black). Requiem for a dream è l'ultimo lavoro diretto da un autore che si mantiene in seconda fila, ma che, non per questo, è da considerarsi di minor importanza. Basti pensare che tra i progetti futuri di Aronofvski c'è la realizzazione di un progetto da sempre considerato utopico (scartato persino da un visionario quale Terry Gilliam): la trasposizione cinematografica di Watchmen, fumetto summa di Alan Moore, autore geniale, il migliore in circolazione, la cui firma ha dato genesi anche a From Hell e La lega degli straordinari gentlemen.

La storia gira intorno a Harry e alle persone che più gli stanno vicino, la madre, la ragazza (una perfetta Jennifer Connely) ed il miglior amico. Harry è un drogato, deciso a fare il salto di qualità mettendosi a spacciare. Il film è suddiviso in tre blocchi narrativi, ciascuno corrispondente ad una stagione: estate, autunno e inverno. Sono le tre fasi di progressivo decadimento (fisico e morale) dei personaggi filmici. Dal punto di vista tecnico, Requiem for a dream spicca per le trovate registiche, per l'uso funzionale della fotografia, per le melodie ora strazianti ora paradossalmente ritmiche, per l'ottima interpretazione del quartetto d'attori. È un film giovane, per giovani, che spesso usa un montaggio veloce per potenziare ed accumulare all'estremo l'insieme di sentimenti e passioni trasmesso dalla storia. Requiem for a dream è un film che si fonda su due concetti base: l'aspirazione fallita e la dipendenza.

Mamma mia, io ce la farò

È il piccolo Tyrone che parla a sua madre, assicurandole un futuro promettente. Ogni personaggio del film ha un'aspirazione, un sogno da esaudire, destinato a rimanere tale, una mera fantasia. Il futuro è pervaso di speranza, nonostante un'ombra opprimente (la droga) faccia da muro impenetrabile per queste speranze. Tutti mirano a raggiungere una meta, che sarà fatta propria unicamente nell'utopia e nel sogno, fatto evidenziato peraltro dal titolo stesso.

Dipendenza

Requiem for a dream è un film sulla dipendenza, qualsiasi dipendenza. L'assuefazione assume diverse forme: cibo, televisione, sesso e, ovviamente, droga. In questo senso l'opera è assolutamente radicale, contro ogni forma di liberalizzazione. Poiché la droga è il male dei nostri giorni. Il regista affronta l'argomento rappresentando un mondo sull'orlo della disperazione più totale, caratterizzato da solitudine e pianto. E infatti il film appare a tratti irreale, decisamente estremo, appunto per meglio rendere l'idea degli effetti deleteri che la droga ha sul corpo e sulla mente.

Requiem for a Film

In conclusione Requiem for a dream è un lavoro tra i più forti e scioccanti degli ultimi anni. Un film che tende all'assolutizzazione dei sentimenti, alla generalizzazione della angoscia, del tormento, dell'afflizione dell'animo. Un film dove ogni speranza è ridotta ad un gesto (quello finale, una delle sequenze più belle del film): rannicchiarsi a letto in posizione fetale, nel vano tentativo di ricerca di un'innocenza ormai distrutta.

! Andrea Fontana
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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