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Da Tintoretto a RubensCapolavori della Collezione Durazzo in mostra a Genovadi Sara Franchino - 10 settembre 2004
Nei ritratti gli artisti hanno fissato le sembianze fisiche dei componenti della famiglia, i loro tratti, le pose, gli atteggiamenti e talvolta - le mani più eccelse - addirittura caratteri e personalità. A questi si aggiungono, a darci un quadro più completo di chi fossero i Durazzo, dipinti sacri e profani, oggetti da collezione e libri che evidenziano il gusto della casata genovese, riflettendo inevitabilmente le mode e le tendenze di quegli anni.
L'intento degli organizzatori della mostra, già ambizioso, è stato forse reso ulteriormente difficoltoso dalla concomitanza in un caso e dalla estrema vicinanza temporale in un altro, a Torino e a Genova di altre esposizioni, con le quali questa si integra, che vanno a toccare medesimi periodi ed argomenti collegati, indagando nel loro complesso approfonditamente ‘600 e ‘700 genovesi. Da Tintoretto a Rubens mantiene ciò nonostante un notevole interesse autonomo sia da un punto di vista storico e storeografico sia per il luogo in cui è stata allestita, e cioè nell'antico Teatro del Falcone. Il teatro di Corte di Palazzo Reale, che fu parte fondante della storia della famiglia e riferimento irrinunciabile alla passione dei Durazzo per il mondo dell'opera e del balletto, è stato recentissimamente restaurato, nell'ambito degli interventi per Genova 2004, proprio per questo evento, costituendo adesso un ambiente ideale per ospitare mostre e convegni.
Nella medesima sala, in cui sono presenti anche due ritratti di gentiluomo e di gentildonna col guanto sempre del Robusti, si nota poi un intenso Ragazzo che accende una candela di Leandro Bassano, intento nell'azione, mentre con le gote gonfie e un po' arrossate, le labra turgide e tese, soffia su un tizzone, unica fonte di luce dell'intero quadro.
Tra i genovesi incuriosiscono particolarmente due autoritratti appaiati di Domenico Parodi, uno ufficiale, in cui il pittore si raffigura con sguardo fiero e distinto, elegantemente vestito e con copricapo accanto a testi classici mentre impugna una tavolozza che appena si intravede; mentre nell'altro decisamente più intimista il pittore si ritrae in un istante di distrazione, come avesse visto qualcosa, mentre ancora tiene in mano il pennello. La mostra, in conclusione, nonostante non raggruppi l'intera collezione ne ricostituisce un nucleo, rendendo anche discretamente l'idea di chi fossero i proprietari.
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Ragionpolitica, periodico on line n.74 del 9/9/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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