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numero 280
6 marzo 2008
 
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Sanità plagiata

L'OMS e i farmaci anti-HIV

di Waldemar Ingdahl - 17 settembre 2004

Inizialmente vennero poste grandi speranze sul Direttore Generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS - World Health Organization), Dr. Lee Jong-Wook, affinché aprisse un nuovo capitolo nella storia di quest'organizzazione spesso altamente criticata. Il futuro sembrava luminoso quando il dr. Lee fece della lotta contro l'AIDS una delle principali priorità nel lavoro dell'organizzazione. Ma in seguito cominciò a delinearsi uno scandalo che attualmente minaccia la credibilità dell'OMS.

Nel mese di agosto di quest'anno venne presa da parte dell'OMS la strana decisione di togliere dalla lista dei farmaci approvati tre medicinali generici contro l'AIDS sviluppati in India. Tre anni dopo l'approvazione di questi medicinali per l'uso nei paesi in via di sviluppo, l'OMS rese noto publicamente il 4 agosto che non poteva più garantire per la sicurezza di questi farmaci - prodotti da la ditta Ranbaxy - o avere la certezza che fossero biologicamente simili ai loro equivalenti forniti di brevetto. A questa notifica seguì un'altra eliminazione dalla lista dei farmaci generici contro l'AIDS (anche questi prodotti da una fabbrica indiana, la Cipla) effettuata dall'OMS in data 27 maggio.

Queste eliminazioni avvennero in un momento in cui l'organizzione aveva ricevuto gravi critiche per la sua discussa iniziativa "Roll back malaria" ("Indietro la malaria"), che molti esperti la primavera scorsa accusarono di aver provocato un aumento di decessi, dal 1998, attraverso la diffuione di farmaci a basso costo che causano resistenza alle medicine. Poiché questi farmaci costituiscono la struttura terapeutica dell'iniziativa "3x5" dell'OMS (che consiste nel trattare 3 milioni di contagiati dall'HIV nei paesi di sviluppo fino all'anno 2005), il divieto a queste copie prodotte in India mette a rischio tutta l'ambiziosa iniziativa globale e la situazione sanitaria di migliaia di malati di AIDS che hanno assunto questi prodotti scadenti negli ultimi 18 mesi e che rimangono nell'incertezza. L'uso di medicinali di qualità inferiore può causare mutazioni del virus dell'HIV e creare nuove forme resistenti a tutti i farmaci disponibili.

L'OMS, in base a varie fonti di informazione, probabilmente non raggiungerà le mete e le aspettative poste nel suo inizialmente stimato programma "3x5" e si intravedono accuse di grandi proporzioni contro l'organizzazione. Specialmente dopo che essa ha dovuto ammettere, recentemente, che molti obiettivi chiave dei primi sei mesi non sono stati raggiunti. Questo, visto in retrospettiva nella storia dell'organizzazione, non è un caso isolato, siccome gli obiettivi dell'OMS sono sempre stati molto elevate - a parere di alcuni anche troppo elevate per essere realistici.

L'OMS dovrebbe emettere pubblicamente una notifica e una spiegazione alle nazioni, alle istituzioni governative mondiali, alle organizzazioni non-governative e sopratutto ai malati di HIV/AIDS riguardo ai farmaci prodotti dalle ditte Ranbaxy e Cipla che sono stati espulsi dalla lista. È tempo che l'OMS agisca e sostenga un'analisi trasparente dei farmaci approvati sotto il suo progetto di pre-qualificazione, per garantire che questi garantiscano uno standard di sicurezza ed efficacia simile a quello dei regimi regolatori, come l'agenzia Europea per la valutazione dei farmaci (EMEA) o l'FDA americana (Food and drug administration). L'OMS dovrebbe agire per rendere certo che vengano seguite direttive per buone pratiche cliniche e buone pratiche di laboratorio da parte delle ditte produttrici che avanzano richieste di approvazione al progetto di pre-qualifica.

I dirigenti dell'OMS sono in grado di presentare una spiegazione sul perché generici farmaci contro l'AIDS, tre anni dopo essere stati approvati sotto il progetto di pre-qualifica, vengano ora scoperti come non soddisfacenti in relazione allo standard internazionale di buona pratica clinica?

I recenti sviluppi evidenziano il bisogno di una nuova dirigenza responsabile ed il raggiungimento di un più alto livello di affidabilità. Solo a questo livello l'OMS potrà essere vista come la maggiore istituzione per la sanità mondiale. Circa il 95% delle persone affette dal'HIV nel mondo vivono in paesi in via di sviluppo (circa 38 milioni). I programmi medici e farmaceutici dell'OMS sono di vitale importanza per queste persone che meritano molto di più che cattive decisioni, falliti tempi di scadenza e farmaci fasulli contro la loro terribile malattia.

Waldemar Ingdahl

Waldemar Ingdahl è direttore di Eudoxa (Stoccolma, Svezia)

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Ragionpolitica, periodico on line n.75 del 17/9/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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