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Carlo Pelanda Futurizzazionerecensione di Margherita Orlandini - 1 ottobre 2004 L'ordine mondiale vigente è troppo lento. Ci stiamo accontentando del livello a cui siamo arrivati e non abbiamo ancora eliminato barriere politiche, culturali e sociali al progresso. Diversamente dai grandi scenari antiglobalizzanti a cui siamo avezzi, Futurizzazione vede la globalizzazione come molla necessaria verso il progresso, fenomeno non solo da cullare, ma anche da migliorare dato che non andrà avanti per inerzia come molti danno per scontato. La trottola smetterà di girare se non le si dà una spinta. Futurizzazione è un "manifesto progressista", che incoraggia il passaggio da "società lenta" a "società veloce", missione il cui successo dipende interamente dal grado di preparazione della società di oggi di affrontare il domani. Carlo Pelanda prende il lettore per mano e lo guida attraverso le sette missioni (a cui corrispondono i sette capitoli del testo) che hanno il potenziale di creare l'unico mondo, a suo parere, sostenibile. Un mondo che aumenta la produzione di ricchezza e ne migliora la distribuzione. Ciò avverrà attraverso un miglioramento/ricostruzione delle attuali strutture politiche nazionali ed internazionali, un rinforzamento del modello capitalistico, una rivoluzione cognitiva (cioè della diffusione della conoscenza), una buona gestione della rivoluzione tecnologica già in atto e un buon governo dell'ecologia artificiale. Il difetto più lampante, agli occhi dell'autore, per quanto riguarda i modelli nazionali esistenti, è la sovrabbondanza di garanzie passive e la quasi inesistenza di quelle attive. La garanzia attiva per eccellenza è l'istruzione. «Quali sono i tuoi talenti?» I giovani d'oggi si sentono spaventati ed impacciati di fronte ad una domanda simile. Nel mondo futurizzante di Carlo Pelanda, vengono individuati i talenti di ognuno, si provvede al loro sviluppo tramite un'educazione individualizzata e questo processo finisce col beneficiare sia gli individui che la società di cui fanno parte. Un'istruzione di questo tipo può essere considerata un investimento, ovvero garanzia attiva, dato che da una parte lo Stato spende (per educare) e dall'altra la società gode dei benefici che può fornire una persona istruita nel suo campo (cioè del talento che ha sviluppato). Nei modelli redistributivi europei, le garanzie offerte (istruzione, sanità, pensioni, sussidi, etc.) sono passive. Lo Stato attinge alla ricchezza creata dal mercato e la distribuisce ai cittadini senza ottenere nulla in cambio. In poche parole, la popolazione gode dei benefici della globalizzazione senza però pagarne i costi. I liberisti, dall'altro canto, propongono anch'essi una soluzione incompleta con la formula "meno stato c'è, meglio è". Bisogna prima creare le premesse grazie alle quali i cittadini avranno sempre meno bisogno di tutele: ciò avverrà grazie alle garanzie attive. Le idee proposte in questo testo sono rivoluzionarie ed innovative in sé, ma ciò che stimola di più è l'ottimismo e l'attivismo che pervadono il pensiero futurizzante di Carlo Pelanda. Al centro di tutto è l'individuo, la sua capacità cognitiva, il suo potenziale di miglioramento continuo. Un attacco a qualsiasi tipo di forza conservatrice, sia essa di sinistra o di destra. Un testo eclettico che passa dall'economia, alla politica, all'educazione, al progresso in campo tecnologico. Lo consiglio a tutti coloro che sono stufi del pessimismo e della passività dilaganti che guardano con nostalgia al passato e con paura e disprezzo al futuro. Si sentiranno dire che il futuro è affascinante, che bisogna essere prudenti nelle rivoluzioni, ma non troppo. Ogni rivoluzione implica dei grossi rischi, sta a noi tenerli a bada senza però frenare la rivoluzione. Margherita Orlandini |
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Ragionpolitica, periodico on line n.77 del 1/10/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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