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Il paradosso dei cattolici antireligiosidi Gianni Baget Bozzo - tratto da Il Giornale del 21 ottobre 2004 Sandro Bondi ha scritto un efficace articolo sulla recente Settimana sociale dei cattolici italiani sulla democrazia e ha fatto interessanti rilievi alla distinzione tra democrazia formale e democrazia sostanziale. La democrazia in se è un principio formale, un principio di legittimità accettato come regola di soluzione dei conflitti indipendente dai contenuti delle parti contrapposte: qualunque siano le tesi di conflitto, viene accettato che l'unico criterio di composizione del conflitto è la maggioranza del corpo elettorale espressa in libertà. Accettando il principio della democrazia come principio formale, la Chiesa ha anche accettato la laicità dello Stato in un senso compatibile con il pensiero cattolico. La laicità non consiste in una affermazione dottrinale ma, al contrario, in un principio formale di composizione delle differenze e dei conflitti. Accettando la democrazia la Chiesa ha così distinto tra laicità e laicismo. Il laicismo è una definizione della laicità come contrapposizione alla religione. La laicità, come i cattolici la intendono e come è ormai scritta in tutti i testi costituzionali democratici, è l'affermazione di un principio formale di composizione dei conflitti senza definizione del loro contenuto. I cattolici italiani si sono inchinati, con il consenso della gerarchia, alla decisione del Parlamento e del corpo elettorale che introducevano nella legislazione italiana il divorzio e l'aborto. In quella occasione i cattolici accettarono la democrazia pur confermando il loro dissenso e rifiutarono quindi una guerra di religione. Oggi i cattolici possono essere i difensori del concetto di laicità e di democrazia comunemente accettato nel mondo. La democrazia è dunque in se un principio formale che non ha contenuto e per questo parlare di democrazia sostanziale non ha propriamente significato. Oggi il conflitto in Europa è stato quello tra laicità e laicismo e, come Bondi ha sottolineato, il laicismo anticristiano è tornato in politica proprio sui temi della vita su cui il magistero della Chiesa si è così fortemente impegnato. Nel mondo cattolico è oggi in corso, in forma inedita, il conflitto che ha diviso il mondo moderno: il primato del principio di libertà o il primato del principio dell'eguaglianza. Il primato dell'eguaglianza è stato alla base del principio rivoluzionario ed ha avuto la sua forma massima nel comunismo che ha fatto dell'eguaglianza sociale il principio di un totalitarismo politico sanguinario e feroce. L'utopia degli eguali si è sempre realizzata tagliando le teste. Il principio di libertà significa invece il riconoscimento della differenza: gli uomini sono diversi, hanno diverse capacità, diversa storia, diversa iniziativa. La forma della libertà, che è anch'essa un principio formale, riconosce la differenza come valore fondamentale. Ed essa determina diversa ricchezza, diversa potenza, diversa prosperità. La democrazia come principio formale accetta queste differenze e le legittima, pur cercando, proprio per ottenere il consenso, delle condizioni di equità e di equilibrio. Il principio di eguaglianza tende alla soppressione delle differenze e quindi intrinsecamente alla totalità: non può realizzarsi che facendo della società un assoluto e della persona un incidente. La dottrina sociale della Chiesa è nata sul principio della legge naturale e quindi della differenza e della libertà. Tuttavia il principio di utopia ha fatto comparsa nel mondo cattolico da molti anni e ha condotto alla confusione tra assistenza pubblica e amore per i poveri: basti pensare alla teologia della liberazione che ha influenzato sensibilmente il mondo cattolico europeo da cui, del resto, essa era nata. Così è accaduto che, finito il comunismo, l'istanza egualitaria sia diventata propria del mondo cristiano, riproducendo, in forma d'attesa, quella confusione tra spirituale e politico che era stata definita come integralismo. Ciò conduce ai fenomeni che Sandro Bondi ha notato, cioè alla posizione antiliberale e antioccidentale di tanti cattolici che li conduce, paradossalmente, a posizioni vicine a quelle laiciste della sinistra. E' un paradosso singolare che i cattolici, schierati per la difesa della vita, siano poi vicini a coloro che sostengono il principio della assoluta libertà di scelta e l'assoluto potere della ricerca scientifica. Come spiegare questo paradosso, dopo che i cattolici erano riusciti a isolare le verità del moderno senza cadere nei suoi miti? E' un problema che la Settimana sociale ha posto e che non ha risolto.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 9/9/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero © 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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