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La Torre della LibertàI luoghi della memoria: Daniel Libeskind e la ricostruzione di Ground Zero a New Yorkdi Serena Lughi - 13 novembre 2004
L'area di "Ground Zero" tornerà a ricostituire il cuore pulsante della Grande Mela. Dopo mesi di dibattiti e confronti, la città di New York ha deciso di ricostruire il World Trade Center, affidando l'incarico all'architetto Daniel Libeskind, già autore di altri edifici a forte carica simbolica come il Jewish Museum di Berlino (2001) e l'Imperial War Museum di Manchester (2002). L'edificio che sorgerà dalle ceneri delle Twin Towers, coi suoi 1776 piedi (541 metri), sarà il più alto del mondo, in altezza maggiore delle Petronas Towers della Malaysia. Il numero 1776 è un emblematico richiamo alla data della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America. Il progetto di Libeskind, coraggioso e avveniristico, coniuga sapientemente architettura e ingegneria strutturale in una interpretazione coerente e convincente del "manifesto" decostruttivista.
Il principio di "decostruzione" si attua dunque non tanto «come operazione di smontaggio strutturale, ma come assunzione nell'architettura della contraddizione e della complessità di ogni intervento progettuale». L'Ente responsabile per la gestione e ricostruzione dell'area, la "Lower Manhattan Development Corporation" (LMDC), ha selezioanto, a seguito di un concorso internazionale, il progetto vincitore tra nove proposte, molto differenti tra loro, recanti la firma di alcuni tra i più celebri architetti operanti sulla scena mondiale, quali Sir Norman Foster e Richard Meier. Nel Febbraio del 2003 viene designato vincitore Daniel Libeskind, al quale verrà affiancato, dal committente e costruttore Larry Silverstein, l'architetto David Childs. La convivenza forzata crea immediate tensioni e dissapori, che ha messo a rischio anche la presentazione ufficiale del progetto definitivo, avvenuta in diretta nazionale sulla NBC.
Alla base dell'area, i frammenti superstiti delle grandi pareti delle Twins Towers, che hanno resistito all'attacco terroristico del 2001, capolavori di ingegneria, costruite su fondazioni di solida pietra, rimarranno a creare una sorta di luogo sacro, uno spazio della memoria e della meditazione aperto a tutti e ad ogni ora. Questo museo, allestito "nelle viscere della ferita", costituirà l'ingresso a Ground Zero.
Gli edifici della Lower Manhattan ospiteranno uffici, hotels, negozi, auditorium e spazi per la residenza. Il grattacielo avrà 65 piani, contro i 110 delle Twin Towers; oltre il 63esimo piano non sono previsti uffici (requisito di sicurezza imposto dopo la tragedia), ma un osservatorio e un ristorante panoramico girevole. Le famiglie delle vittime hanno accolto con entusiasmo questo progetto, che sembra coniugare al meglio le due funzioni di edificio civile e monumento funebre, imponendosi con una voce solenne nell'area di Ground Zero. Al contrario, l'opinione pubblica non ha mostrato particolare favore nei confronti del vincitore del concorso per il progetto del Memoriale; la proposta del giovane architetto israeliano Arad, è apparsa a molti troppo debole di significato per un monumento di tale rilevanza. Il costo dell'intera operazione si aggira intorno ai 330 milioni di dollari e sarà coperto in parte dalle assicurazioni e dai fondi federali. L'inizio dei lavori è previsto per il 2005, anche se la prima pietra simbolica è già stata collocata il 4 luglio di quest'anno. Degno di interesse, infine, è il fatto che la prima "ricostruzione virtuale" delle Torri Gemelle è stata italiana; l'intervento porta la firma di una ditta specializzata nell'illuminazione di monumenti con sede a Fubine, in provincia di Alessandria. Dall'11 Marzo al 13 Aprile del 2003, due enormi fasci di luce tridimensionali si sono innalzati ogni sera, da due speciali piattaforme, per un'altezza di circa un miglio, proiettati con 88 lampade allo xeno della potenza di 7mila watt l'una. Serena Lughi DANIEL LIBESKIND nasce in Polonia nel 1946. Dal 1965 è cittadino americano. Ha tenuto lezioni presso università americane (Harvard, Chicago, Yale, UCLA), europee, in Asia ed Australia. Ha fondato nel 1986 e diretto fino al 1989 Architecture Intermundium, Istituto privato per l'architettura di Milano. Ha partecipato a mostre in tutto il mondo tra cui quella sull'architettura decostruttivista al Museum of Modern Art of New York nel 1988. È stato insignito di numerose onoreficenze e premi tra cui il leone di Pietra a Venezia nel 1985. Ha uno studio a Santa Monica e uno a Berlino. Le sue opere sono state pubblicate, oltre che dalle più importanti riviste internazionali, anche in Monograph Daniel Libeskind, Coutersign, Academy Editions, Londra e Rizzoli Editions. Ente banditore: Lower Manhattan Development Corporation Progettista Capogruppo: Daniel Libeskind, Skidmore-Owings & Merril LLP Gruppo di Progettazione: Studio Daniel Libeskind, David M. Childs |
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Ragionpolitica, periodico on line n.83 del 12/11/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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