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La Torre della Libertà

I luoghi della memoria: Daniel Libeskind e la ricostruzione di Ground Zero a New York

di Serena Lughi - 13 novembre 2004

La torre della libertàL'attentato terroristico dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle di New York ha segnato un dramma epocale nel modello di vita e nel sistema di valori della società occidentale. In questa immane tragedia, il mito senza tempo del sogno americano, il principio di ottimistica determinazione che informa la filosofia e la way of life della più grande democrazia occidentale ritorna a dimostrare al mondo, ancora una volta, la forza spirituale del suo popolo, segnato, ma non sconfitto, dal dolore e dal lutto.

L'area di "Ground Zero" tornerà a ricostituire il cuore pulsante della Grande Mela. Dopo mesi di dibattiti e confronti, la città di New York ha deciso di ricostruire il World Trade Center, affidando l'incarico all'architetto Daniel Libeskind, già autore di altri edifici a forte carica simbolica come il Jewish Museum di Berlino (2001) e l'Imperial War Museum di Manchester (2002). L'edificio che sorgerà dalle ceneri delle Twin Towers, coi suoi 1776 piedi (541 metri), sarà il più alto del mondo, in altezza maggiore delle Petronas Towers della Malaysia. Il numero 1776 è un emblematico richiamo alla data della Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti d'America. Il progetto di Libeskind, coraggioso e avveniristico, coniuga sapientemente architettura e ingegneria strutturale in una interpretazione coerente e convincente del "manifesto" decostruttivista.

La torre della libertàIl termine "decostruttivismo" nasce da una tendenza che dal principio degli anni Ottanta si diffonde negli Stati Uniti e nel vecchio continente. Questo Movimento viene riconosciuto ufficialmente con la mostra Deconstructivist Architecture, inaugurata nel giugno del 1988 al Museum of Modern Art di New York, dove compaiono i lavori di sette architetti: Frank. O. Gehry, Daniel Libeskind, Rem Koolhaas, Peter Eisenman, Zaha M. Hadid, il gruppo Coop Himmelblau, Bernard Tschumi. Le loro architetture, restie ad assumere assi ordinatori predeterminati o gerarchie riconoscibili, dichiarano apertamente la struttura. Tra i comuni denominatori delle loro opere, c'è una geometria in perenne conflitto, instabile e precaria.

Il principio di "decostruzione" si attua dunque non tanto «come operazione di smontaggio strutturale, ma come assunzione nell'architettura della contraddizione e della complessità di ogni intervento progettuale».

L'Ente responsabile per la gestione e ricostruzione dell'area, la "Lower Manhattan Development Corporation" (LMDC), ha selezioanto, a seguito di un concorso internazionale, il progetto vincitore tra nove proposte, molto differenti tra loro, recanti la firma di alcuni tra i più

celebri architetti operanti sulla scena mondiale, quali Sir Norman Foster e

Richard Meier.

Nel Febbraio del 2003 viene designato vincitore Daniel Libeskind, al quale verrà affiancato, dal committente e costruttore Larry Silverstein, l'architetto David Childs. La convivenza forzata crea immediate tensioni e dissapori, che ha messo a rischio anche la presentazione ufficiale del progetto definitivo, avvenuta in diretta nazionale sulla NBC.

La torre della libertàIl nuovo WTC si configura, in una larga parte dell'opinione pubblica, come un oggetto enigmatico: un prisma di luce, o più semplicemente un'antenna che vuole trasmettere al mondo il messaggio universale della grandezza e della vita. Il complesso è in realtà costituito da un insieme di grandi edifici ad angolo sovrastati da una guglia slanciata vertiginosamente verso l'alto, detta appunto "Antenna Tower". Nella primitiva versione di progetto, Libeskind aveva previsto al suo interno un'area verde. Nella versione definitiva, invece, essa è sostituita da mulini a vento, vere e proprie turbine in grado di produrre un quinto dell'elettricità consumata dall'edificio. Il nucleo centrale della torre, in cemento armato, sarà circondato da una gabbia di acciaio con forma a spirale. La guglia terminale di vetro sarà avvolta anch'essa da una rete d'acciaio che, coi suoi cavi, riprende un altro celebre elemento dello skyline di Manhattan, il ponte di Brooklyn.

Alla base dell'area, i frammenti superstiti delle grandi pareti delle Twins Towers, che hanno resistito all'attacco terroristico del 2001, capolavori di ingegneria, costruite su fondazioni di solida pietra, rimarranno a creare una sorta di luogo sacro, uno spazio della memoria e della meditazione aperto a tutti e ad ogni ora. Questo museo, allestito "nelle viscere della ferita", costituirà l'ingresso a Ground Zero.

La torre della libertàIn superficie, un'ampia area a verde pubblico di 1,8 ettari, denominata "Park of Heroes" e nel cosiddetto "Wedge of light", costituirà la grande platea. Un cuneo di luce, ideato da Libeskind, andrà a illuminare una volta all'anno, ogni 11 settembre, tra l'ora dell'impatto del primo aereo (8:46) e quella del crollo della seconda torre (12:28), l'intera piazza sottostante, simboleggiando la forza della vita.

Gli edifici della Lower Manhattan ospiteranno uffici, hotels, negozi, auditorium e spazi per la residenza. Il grattacielo avrà 65 piani, contro i 110 delle Twin Towers; oltre il 63esimo piano non sono previsti uffici (requisito di sicurezza imposto dopo la tragedia), ma un osservatorio e un ristorante panoramico girevole.

Le famiglie delle vittime hanno accolto con entusiasmo questo progetto, che sembra coniugare al meglio le due funzioni di edificio civile e monumento funebre, imponendosi con una voce solenne nell'area di Ground Zero.

Al contrario, l'opinione pubblica non ha mostrato particolare favore nei confronti del vincitore del concorso per il progetto del Memoriale; la proposta del giovane architetto israeliano Arad, è apparsa a molti troppo debole di significato per un monumento di tale rilevanza.

Il costo dell'intera operazione si aggira intorno ai 330 milioni di dollari e sarà coperto in parte dalle assicurazioni e dai fondi federali. L'inizio dei lavori è previsto per il 2005, anche se la prima pietra simbolica è già stata collocata il 4 luglio di quest'anno.

Degno di interesse, infine, è il fatto che la prima "ricostruzione virtuale" delle Torri Gemelle è stata italiana; l'intervento porta la firma di una ditta specializzata nell'illuminazione di monumenti con sede a Fubine, in provincia di Alessandria. Dall'11 Marzo al 13 Aprile del 2003, due enormi fasci di luce tridimensionali si sono innalzati ogni sera, da due speciali piattaforme, per un'altezza di circa un miglio, proiettati con 88 lampade allo xeno della potenza di 7mila watt l'una.

Serena Lughi

DANIEL LIBESKIND nasce in Polonia nel 1946. Dal 1965 è cittadino americano. Ha tenuto lezioni presso università americane (Harvard, Chicago, Yale, UCLA), europee, in Asia ed Australia. Ha fondato nel 1986 e diretto fino al 1989 Architecture Intermundium, Istituto privato per l'architettura di Milano. Ha partecipato a mostre in tutto il mondo tra cui quella sull'architettura decostruttivista al Museum of Modern Art of New York nel 1988. È stato insignito di numerose onoreficenze e premi tra cui il leone di Pietra a Venezia nel 1985. Ha uno studio a Santa Monica e uno a Berlino. Le sue opere sono state pubblicate, oltre che dalle più importanti riviste internazionali, anche in Monograph Daniel Libeskind, Coutersign, Academy Editions, Londra e Rizzoli Editions.

Ente banditore: Lower Manhattan Development Corporation

Progettista Capogruppo: Daniel Libeskind, Skidmore-Owings & Merril LLP

Gruppo di Progettazione: Studio Daniel Libeskind, David M. Childs

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
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