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6 marzo 2008
 
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I libri scolastici non sono un optional

di Sandra Giovanna Giacomazzi - 19 novembre 2004

Non è la prima volta che la verità tragicomica esce dall'essenzialità del disegno di un vignettista. Questa volta è dalla matita di Ettore Frangipane che raffigura un padre che si sconsola con un amico, raccontandogli di aver acquistato per suo figlio ogni ben di Dio di gadget elettronico che il mercato ha da offrire e così non ha i soldi per i libri scolastici.

Già, la scuola è cominciata da più di due mesi e ancora ci sono tanti ragazzi che non hanno i libri di testo. Manca loro il più fondamentale degli strumenti didattici. Così, quando i professori assegnano una lettura in classe o li invitano a guardare e riflettere sull'informazione contenuta in una tabella o in un grafico del testo, non possono farlo. Ho saputo, poi, che gli studenti non hanno neanche l'obbligo di comprare i libri, poiché potrebbe trattarsi di un onere economico per le famiglie.

Poi, ci sono le famiglie che giustamente cercano di risparmiare e quindi comprano libri usati, spesso vecchie edizioni. Il problema minore di questo è che se l'argomento che si sta studiando si trova a pagina 40 del testo nuovo che ha assegnato l'insegnante, ma nell'edizione vecchia che ha comprato lo studente si trova a pagina 25, ogni volta si perde tempo prezioso e concentrazione per cercare se e dove si trova l'informazione che è all'ordine del giorno. Il problema maggiore è quando il testo vecchio contiene informazioni non aggiornate, particolarmente importante in una materia come Diritto ed Economia.

Mentre ci sono colgo l'occasione per demolire un mito. Non so come sia possibile che si continui a propagandare un'informazione così clamorosamente falsa, ma ogni tanto sento dire che negli Stati Uniti non esistono le scuole pubbliche. Specie nel contesto "la Moratti vuole distruggere la scuola pubblica in Italia, così ci saranno solo scuole private come negli Stati Uniti."

Apriti cielo, aprite le orecchie. Le scuole pubbliche in America ci sono, eccome! Non solo: ci sono molto meno scuole private negli Stati Uniti che in Italia, questo perché se ne sente meno la necessità di offrire un'alternativa a quelle pubbliche. Non ci sono tutti gli scioperi che costringono i genitori italiani a cercare scuole più ordinate e funzionali per i loro figli.

Ma non solo le scuole pubbliche vivono alla grande negli Stati Uniti, forniscono anche pranzi caldi alle mense interne e, tornando al nostro argomento di partenza, appunto, libri gratis per tutti gli studenti. Sì, avete capito bene. I libri sono gratis, in prestito per tutti.

Ogni anno i testi sono distribuiti dagli insegnanti di ogni materia ad ogni studente. Il nome dello studente e la condizione del libro vengono registrati e si pretende che alla fine dell'anno il libro sia restituito in una condizione tale che rappresenti l'usura di un anno. Lo studente deve pagare il libro solo in caso di smarrimento o danneggiamento eccessivo. Così, ricchi o poveri, diligenti o negligenti, gli studenti hanno tutti i libri che servono a partire dal primo giorno di scuola.

Alla faccia della demagogia demonizzante della sinistra sulla deriva democratica delle scuole negli Stati Uniti.

! Sandra Giovanna Giacomazzi
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Ragionpolitica, periodico on line n.84 del 19/11/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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