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6 marzo 2008
 
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Smemorata Unità

di Davide Cosmello - 19 novembre 2004

Su l'Unità del 16 novembre, una delle notizie in prima pagina ricordava la manifestazione del giorno prima a Roma contro la riforma Moratti. La solita dose di ineluttabilità tragica marcava, come è consuetudine da quelle parti, il titolo: Tutta la scuola si ferma per impedire il disastro. A questo punto viene spontaneo rammentare il grande Flaiano, che scrisse in merito ai debolissimi dubbi dei comunisti nostrani relativamente ai fatti di Ungheria in questi termini: «sono come i topi in trappola, che non contestano la trappola, bensì la cattiva qualità del formaggio».

E si, perché le cose stanno proprio in questi termini. Che il baraccone della scuola non funzioni lo sanno tutti, addetti ai lavori e genitori. Il problema semmai sta nell'individuarne le cause e nel porvi rimedi, ed è a questo punto che i signori de l'Unità perdono la memoria anche se non dovrebbero. Giacché scrivendo dal pulpito che fu di Gramsci, uno che di cultura se ne intendeva al punto che i suoi nipotini hanno colonizzato quei territori per un cinquantennio, dovrebbero rammentare che la trappola (leggi il carrozzone scuola) è stata da loro assemblata: come? È semplice. Con un processo lento ma inesorabile, che è iniziato con la sindacalizzazione esasperata del corpo docente, si è fatto della scuola un'appendice del partito, una sorta di cassa di risonanza per le idee di quest'ultimo, più flebile è vero, ma più pericolosa perché ammantata della patina culturale che in un paese provinciale come l'Italia ha la sua importanza (lo ha detto il professore!). A seguire viene lo svuotamento della didattica come possibilità formatrice, sostituita da una pedagogia di controllo e di livellamento che sempre ha soffocato la sana disuguaglianza intellettiva degli studenti, operando il nefasto piallamento verso il basso che per anni ha costretto le menti migliori a cercare gratificazione culturale (ed economica) all'estero.

In ultimo, anche se il discorso sarebbe ancora lungo, tanti sono i danni che la sinistra ha apportato alla scuola. C'è la riforma Berlinguer che, d'incanto, fa sparire la scuola e la riempie di nomi: p.o.f., percorsi formativi, schede mirate, pianificazione dell'offerta, processi consapevoli (esistono anche quelli inconsapevoli, ma sono trattati nelle ASL di competenza) e via di seguito, in una sorta di ludoteca per burocrati. Ora che i danni da loro apportati hanno raggiunto un punto di non ritorno, dal momento che al mondo nel quale viviamo non si adegua più un modello simile di istruzione, criticano, come è nella loro dialettica natura, il tentativo di rendere la scuola italiana competitiva e non in soggezione culturale rispetto agli altri sistemi europei ed extraeuropei. Dopo aver distrutto il sistema Gentile, che era solo da correggere, la sinistra ha inventato e difeso un simulacro di istruzione che ci ha condotto ad un punto morto e continua, contro ogni logica e buon senso, a difenderlo. Aveva ragione Flaiano, è sempre il formaggio quello che non va bene, non la trappola.

Davide Cosmello

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Ragionpolitica, periodico on line n.84 del 19/11/2004
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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