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Action Painting. Dal disegno all'opera, arte americana 1940-70di Paola Di Giammaria - 19 novembre 2004 La grande popolarità della Pop Art ha soppiantato da tempo nell'immaginario del grande pubblico un movimento artistico americano che per tutti gli anni Cinquanta del secolo scorso era stato sinonimo di ricerca e sperimentazione: si tratta di quel movimento che Harold Rosenberg definì Action Painting, ossia pittura d'azione. Guidata idealmente da Jackson Pollock, la compagine varia ed eterogenea che si riunì sotto quel nome, fu per tutte le generazioni del periodo una guida e un punto di riferimento nel mondo dell'arte. La vita ribelle di alcuni suoi rappresentanti, spesso esasperata in chiave romantica dai media, la provocazione nel modo di dipingere e l'aspirazione a comporre opere prevalentemente astratte, colme di colori e attraversate da segni impetuosi, fecero dei protagonisti di questa corrente i personaggi del mondo culturale del dopoguerra, facendo degli Stati Uniti il nuovo paese di riferimento dell'arte contemporanea e strappando a Parigi, in particolare, lo scettro di capitale dell'arte. Capolavori di Pollock, Kline, de Kooning, Gorky e di altri protagonisti dell'Action Painting, sono visibili dal 20 novembre 2004 al 27 febbraio 2005 al Foro Boario di Modena in un'esposizione che non trova alcun precedente in Italia. Aspetto non secondario e in controtendenza, la mostra gode di ingresso gratuito, così come gratuite sono le visite guidate. "Action Painting. Dal disegno all'opera, arte americana 1940-1970", questo il titolo dell'iniziativa, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena in collaborazione con la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia, presenta un centinaio di opere riunite per la prima volta nella stessa sede e provenienti, oltre che dalla prestigiosa collezione veneziana, dal Museo Solomon R. Guggenheim di New York, da collezioni private, archivi e fondazioni degli artisti. A contenere questa magnifica carrellata di capolavori è una scenografia di grande suggestione, il tutto a comporre un percorso artistico ed emotivo lungo uno dei momenti di maggiore capacità innovativa dell'arte contemporanea. Disegni e documenti affiancano alcune delle grandi opere esposte, a significare come dietro l'esternazione immediata, fisica dell'intera esperienza dell'artista che si fa "gesto del dipingere" o, meglio, "azione del dipingere", ci sia una fase di preparazione spesso lunga e intensamente elaborata. Si tratti del dripping, ovvero del gocciolamento della pittura dall'alto, sulle tele di Pollock, oppure della sintesi coloristica di impronta espressionista di de Kooning, o dei grandi segni neri su fondi bianchi di Kline. L'arte astratta americana, nota generalmente con la denominazione di Action Painting, ha origini e sviluppi complessi che, a partire dagli inizi degli anni Quaranta, si diramano in varie correnti e denominazioni: dall'espressionismo astratto, al gruppo degli Irascibili, alla scuola di New York ed altri movimenti ed autori, che continueranno la ricerca sino agli anni Settanta. Per la prima volta, in occasione di questo evento, è stato creato un percorso inedito in cui gli autori più noti, come Pollock, Kline, Rothko, de Kooning, Gorky sono esposti accanto a compagni di percorso come Baziotes, Motherwell, Francis e Hofmann. Insieme ad alcuni capolavori provenienti dalle collezioni di New York viene presentata, per la prima volta in Italia, una serie di opere su carta e disegni delle fasi preparatorie, così da mostrare al pubblico le diverse tappe creative compiute dall'artista prima di giungere alla versione pittorica definitiva. All'interno dell'esposizione è stata attribuita attenzione ad alcuni autori in particolare, allo scopo di suscitare l'interesse del pubblico italiano: è il caso di Adolph Gottlieb, maestro meno noto nel nostro paese e presente in mostra con tredici lavori, e di Sam Francis, particolarmente amato per il suo stile, presente anch'egli con oltre dieci opere. Un'imponente opera di Motherwell, Elegy to the Spanish Republic, è affiancata ad importanti disegni dello scultore Smith; è possibile confrontare disegni preparatori di Arshile Gorky ed il famoso dipinto Senza Titolo, 1944 (dalla Collezione Peggy Guggenheim), nonché opere fondamentali di uno dei maestri più noti dell'arte astratta americana, Rothko, presente con un importante e drammatico dipinto del periodo conclusivo del suo lavoro, Untitled (Black on Gray), del 1970. Per Pollock, il grande protagonista dell'arte astratta americana, è prevista una sezione importante, con cinque opere fondamentali degli anni Quaranta e quattro disegni (1939-45), che ben illustrano la nascita del suo segno passando dalle ispirazioni surrealiste agli originali esperimenti pittorici. L'obiettivo della mostra è quello di presentare un viaggio tematico, più che uno spaccato cronologico, attraverso l'Action Painting che tanto influenzò l'arte dell'intero secondo dopoguerra. É questa un'occasione per ammirare opere considerate internazionalmente dei capolavori e per apprezzare anche un itinerario più intimo in cui disegni, bozzetti e studi su carta accompagnano ogni lavoro come una sorta di controcanto complementare. Apre l'esposizione uno spazio dedicato ai grandi autori europei di inizio secolo che, grazie anche all'operato di Peggy Guggenheim, segnarono i percorsi dei giovani americani nel loro stile e nel loro viaggio verso l'astrazione. Si tratta di un omaggio ideale a Kandinsky, Mondrian, i veri padri dell'astrazione, a Matta, Klee, Ernst, Schwitters ed altri ancora. Paola Di Giammaria |
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Ragionpolitica, periodico on line n.84 del 19/11/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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