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I maestri dalla penna rossaCaso-denuncia di uno studente licealedi Davide Zoppi - 27 novembre 2004 Accade spesso di assistere a vere e proprie arringhe. Veri e propri dibattimenti giudiziari. Il problema è che non siamo in un'aula di tribunale, ma in un'aula scolastica. Come sempre il bersaglio prediletto, così come in un tribunale, è Silvio Berlusconi e la maggioranza parlamentare, messi sempre sotto accusa da insegnanti che ci dovrebbero "educare", quando invece ci indottrinano. Il percorso formativo, infatti, oltre a fornire istruzione e "nozionismo", dovrebbe affrontare la vera e propria formazione di un ragazzo, cui si dovrebbero insegnare ed affidare gli strumenti necessari per discernere la realtà e leggere il vero significato tra le righe di un giornale. Purtroppo la maggior parte delle volte questo non accade, non per colpa dell'alunno, ma a causa del docente che, strumentalizzando le ore di lezione, impone una rigorosa pressione ideologica e una visione prettamente faziosa dell'attualità, ovviamente in chiave marxista. In questo ambiente, che tratteggia la realtà della maggioranza delle scuole italiane, si inserisce il caso, di cui sono protagonista, di gravi abusi nei licei chiavaresi, in provincia di Genova. Giovedì 18 novembre è stato convocato il Comitato Studentesco del Liceo Marconi-Delpino, che riunisce i rappresentanti di classe, per l'insediamento dei quattro nuovi rappresentanti d'Istituto eletti e per stabilire alcune scadenze. Al momento della presentazione delle assemblee studentesche in programma per l'anno scolastico, i rappresentanti informano il Comitato che il 29 novembre si sarebbe andato a vedere, al Teatro Cantero, il contestatissimo e faziosissimo film Fahrenheit 9/11. Legittimamente è stata presentata questa proposta e messa a votazione, dove una schiacciante maggioranza ne ha assicurato la prevedibile approvazione. Ma il punto non è neanche cosa si va a vedere, perché una giunta e una maggioranza elette sono legittimate a proporre e approvare ciò che vogliono, naturalmente nei limiti della legalità, nel rispetto dei diritti e delle libertà altrui. Il problema sta, piuttosto, nel fatto che chi ha organizzato questa assemblea abbia stabilito un costo di due Euro e mezzo a testa per parteciparvi. E da regolamento le assemblee d'Istituto, o in ogni caso quelle che sono spacciate come tali, devono essere gratuite e aperte a tutti. Ma non solo. Oltre a questa "anomalia", chiedendo ai rappresentanti cosa avrebbe fatto chi non avesse voluto prendere parte alla visione del film, ci si sentiva rispondere che avrebbe dovuto restare a casa e portare successivamente una giustificazione per l'assenza, mettendo sullo stesso piano Micheal Moore, Leopardi, Torricelli e Manet. Inoltre, c'è da far presente che questa giustificazione andrebbe a gravare sul numero complessivo delle dieci annuali, superate le quali non si ha diritto al punto di credito extrascolastico, come stabilito dal nostro Istituto. Ma ci rendiamo conto? E dove sta la libertà di scelta? Dov'è la libertà d'espressione e l'esercizio democratico? Viene proprio il caso di dire, sotto la suola delle scarpe di questi ragazzotti che la consumano a suon di scioperi e manifestazioni. Questi gravi comportamenti della componente studentesca, sono altresì approvati, più o meno indirettamente, da un corpo docenti che con omertà non denuncia questi episodi. Possiamo benissimo affermare che almeno l'80 per cento dei docenti sia di stampo dichiaratamente marxista e, durante le lezioni, eserciti il proprio potere e la propria autorità per spacciare come verità assolute teorie aberranti e condannate dalla storia. Per questo sono uscito allo scoperto. Per non sentirmi anch'io complice, con un comportamento omertoso, di questo soffocamento di libertà e di pluralismo, nell'interesse di tutti. Per questo ho voluto denunciare la vergognosa situazione, che perdura da anni ed ogni giorno di più si aggrava. L'ho fatto per avere la coscienza pulita e un giorno non ripensare "però avrei potuto...". Spero inoltre che questo articolo-denuncia sia da molla per tutti quei ragazzi che vivono una situazione analoga e che, finalmente, trovino il coraggio di raccontare la verità. Per questo, il giorno 29 novembre, i miei amici ed io di scuola rimarremo nelle classi per difendere e tutelare le nostre inviolabili libertà. Davide Zoppi |
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Ragionpolitica, periodico on line n.85 del 26/11/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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