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Forza Italia in movimento...con i suoi giovani

di Gianteo Bordero - 4 dicembre 2004

Silvio Berlusconi ha scelto di investire sui giovani per il rilancio di Forza Italia, di puntare sul loro entusiasmo e sulla loro freschezza affinché il movimento politico da lui fondato possa presentarsi forte alle prossime sfide elettorali e far fronte al calo di consensi emerso alle elezioni europee dello scorso giugno e a quelle suppletive dello scorso ottobre.

Vi sono stati due momenti, negli ultimi dieci giorni, in cui il presidente del Consiglio ha manifestato in maniera chiara questa volontà. Il primo momento è stato il terzo seminario di Formazione organizzato da Forza Italia Giovani, svoltosi a Rigutino (AR). In una lettera inviata al Coordinatore Nazionale dei Giovani azzurri, Simone Baldelli, e agli oltre duecento partecipanti alla tre giorni toscana, il premier ha scritto: «Desidero rivolgere a Voi e a tutti i giovani questo mio messaggio affinché sappiate interpretarne il significato autentico di cambiamento e di rinnovamento, e diventiate i testimoni, dentro Forza Italia e nella società italiana, dei valori in cui crediamo. Confido in voi per il futuro di Forza Italia e per il futuro del nostro Paese».

A Rigutino, nel suo intervento, anche il Coordinatore Nazionale Sandro Bondi ha ribadito la ferma intenzione, di Berlusconi e Forza Italia, di coinvolgere i giovani azzurri in un progetto politico di ampio respiro, riservando loro un ruolo di spicco nelle prossime campagne elettorali: le regionali del 2005 e le politiche del 2006.

Lo stesso Berlusconi ha precisato questo progetto mercoledì durante la riunione del gruppo di Forza Italia alla Camera e in un incontro avuto con numerosi giovani giovedì 2 dicembre nella Sala della Regina di Montecitorio. Il premier ha parlato, in quest'occasione, di una nuova «spedizione dei mille», delle «mille camicie azzurre» - come lui le ha definite - inviate nei vari collegi del territorio nazionale per seguire e guidare le campagne elettorali. Due giovani per ogni collegio, dunque, una lui ed una lei, con lo scopo di raggiungere in maniera capillare tutti gli elettori, comunicando loro l'operato riformatore del governo e le ragioni ideali e politiche del voto a Forza Italia.

Un progetto ambizioso, quindi, quello ideato da Berlusconi. Un progetto che si comprende meglio se si tiene conto di quanto affermato dal premier stesso nell'incontro di giovedì: «Guai se dopo di me si dovesse perdere l'esperienza e il patrimonio di Forza Italia. Non c'è bisogno di un delfino di Berlusconi, ma di una classe dirigente».

Terminata la fase burrascosa dell'ultimo mese, conclusasi positivamente con la vittoria della linea Berlusconi sulla riduzione delle imposte («E' solo un primo passo» - ha precisato il premier) e con l'aggiustamento della squadra di governo (con la nomina di Follini a vicepremier e Baccini a ministro della Funzione Pubblica), il presidente del Consiglio ha scelto di puntare la sua attenzione sul rilancio di Forza Italia che, parole sue, «ultimamente è un po' imbalsamata». Ma - ha proseguito Berlusconi - proprio il provvedimento della riforma fiscale ha già invertito la linea di tendenza nei sondaggi, e Forza Italia può sperare in un ottimo risultato alla prossime scadenze elettorali, rivendicando come sua la maggior spinta all'azione riformatrice del governo, nei campi della scuola, del mercato del lavoro, del fisco.

La condizione fondamentale perché ciò avvenga - ha precisato il premier - è che vi sia un impegno di tutti per comunicare ad ogni elettore quanto messo in opera dall'esecutivo e il mantenimento del Contratto stipulato con gli italiani alla vigilia delle elezioni politiche del 2001. E' dunque necessaria una spinta, una forza propulsiva fresca, e questa Berlusconi l'ha individuata proprio nei giovani.

Ma il Cavaliere non ha intenzione di riproporre alle sue «camicie azzurre» il vecchio modello della politica di mestiere, la politica dei «politicanti della politica», che credono di aver fatto il loro dovere solo attraverso le dichiarazioni ai giornali e alle agenzie di stampa; a questo modello Berlusconi oppone, come cifra più autentica dei giovani di Forza Italia, l'idea della politica «intesa nel suo senso più nobile», la politica fondata sui valori e, in primis, sul grande, irrinunciabile valore della libertà. La cultura liberale, con la sua idea del primato della persona sullo Stato e della libertà individuale rispetto all'invadenza delle concezioni stataliste, deve essere dunque il primo strumento che supporti l'entusiasmo dei "mille" nella loro azione comunicativa.

Per questo Berlusconi ha indicato in Forza Italia tre punti di riferimento - Gianni Baget Bozzo, Sandro Bondi e Marcello Dell'Utri - simbolo di un impegno politico non fine a se stesso, ma inteso come sviluppo organico di una passione per la costruzione di una società più libera e più giusta.

Nell'attesa che il progetto descritto dal presidente del Consiglio diventi operativo a tutti gli effetti, già ora si può rilevare come ancora una volta il Cavaliere abbia scelto di percorrere, come già avvenuto di recente nel caso della riduzione delle imposte, una strada coraggiosa e difficile. Puntare su dei giovani non adusi alla "politica politicante" per rilanciare Forza Italia e costruire la classe dirigente del futuro è l'ennesima sfida che Berlusconi mette in campo nel nostro Paese, con la consapevolezza che proprio i giovani incarnano in sé e rappresentano - più di chiunque altro - i cambiamenti vissuti dalla società italiana negli ultimi quindici anni. E la politica non può che seguire questi cambiamenti, se vuole produrre una dirigenza all'altezza delle sfide che il nostro tempo pone.

! Gianteo Bordero
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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