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Effetto stagionedi Mariacristina Nasi - 4 dicembre 2004 Talvolta, fenomeni banalmente liquidati come trascurabili o, viceversa, caricati di significati introspettivi reconditi, altro non sono che il normale adattamento di un organismo all'alternarsi delle stagioni. Capita, così, sovente, che l'arrivo dell'autunno, prima, e dell'inverno, poi, induca ad un torpore, se non fisico, quanto meno mentale; si sprofonda nella malinconia, nel malumore, nell'inquietudine, oppressi da sentimenti e sensazioni contrastanti: da un lato indolenza e apatia; dall'altro nervosismo e ansietà. In realtà, ciò che avviene ha una spiegazione ben precisa: poiché l'organismo deve affrontare un periodo, caratterizzato da una minore esposizione ai raggi solari, è costretto a riprogrammarsi, ristabilendo i ritmi necessari ad un suo corretto funzionamento nelle mutate condizioni. E' normale, perciò, che, momentaneamente, vi sia una fase di assestamento e che questa comporti un disagio per il soggetto, inizialmente disturbato da tale variazione, in seguito chiamato a fronteggiarla, con una risposta tanto sollecita quanto appropriata. Il buon funzionamento del corpo umano, come di quello sociale, d'altronde, non deriva solo dall'efficienza dei suoi componenti, ma altresì dalla sua capacità di riorganizzarsi, ogniqualvolta fattori interni e/o esterni sopraggiungano a modificarne il corso usuale. Gli abituali equilibri ormonali vengono, difatti, alterati dalla riduzione della luce, che regola la produzione degli ormoni, che controllano il ritmo sonno-veglia, serotonina e melatonina: mentre, durante il giorno, a seguito della stimolazione luminosa, aumenta la produzione di serotonina, che favorisce lo stato di veglia e controlla l'energia, la voglia di fare, la capacità di concentrazione, nonché l'appetito; al sopraggiungere del buio, cala la produzione di serotonina e aumenta quella di melatonina, l'ormone del sonno, che prepara l'organismo al riposo. Nei mammiferi, infatti, specie umana compresa, la produzione e la liberazione in circolo della melatonina sono condizionate dall'alternanza luce/buio: il buio stimola la sintesi della melatonina; la luce l'inibisce. Si configura così un caratteristico ritmo giornaliero (detto ‘circadiano'), con livelli ormonali alti durante la notte e bassi durante il giorno. Questo ritmo si dimostra valido, perché capace di adattarsi e riprogrammarsi, segnalando al corpo le variazioni del ciclo luce/buio, ridefinendo la produzione e liberazione degli ormoni, controllando l'organismo e mantenendolo in sintonia con l'ambiente esterno. Tale alternanza garantisce, perciò, la salute del soggetto. Quando le ore di luce diminuiscono, sopraggiunge un problema di adattamento, poiché l'organismo può produrre meno serotonina della norma, favorendo la comparsa di stanchezza, mancanza di energia e attenzione, indicative di un calo di energie, ripristinate dal corpo con i dovuti accorgimenti. In natura esistono fenomeni, quali il letargismo per gli animali, o la caduta delle foglie per le piante, che altro non sono, se non soluzioni diverse ad uno stesso problema di maggiori o minori fonti di energia utilizzabili, per cui animali e piante modificano il loro ciclo biologico, finché ciò si rende necessario. L'uomo non è costretto ad interrompere le sue attività, per il sopraggiungere di una stagione, eppure talora i cambiamenti hanno effetti più destabilizzanti su di lui, che non sulle altre specie. La consapevolezza dell'influenza che la natura esercita su di noi, perché in definitiva è in noi prima che fuori, non deve rendere intolleranti con se stessi e con gli altri, ma ricordare che il cambiamento è parte dell'esistenza. L'uomo vive l'alternarsi delle stagioni; ma può elevarsi al di sopra di esse, perché in grado, più di altri organismi, di sfruttare le risorse e beneficiare delle proprie capacità. La natura, fuori e dentro di noi, dimostra continuamente che il cambiamento è speranza di un mondo migliore e volontà di non rinunciarvi, nonostante le contrarietà, con pioggia o vento, in ogni stagione.
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Ragionpolitica, periodico on line n.86 del 4/12/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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