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6 marzo 2008
 
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I mille Azzurri

di Francesca Fabbri - 11 dicembre 2004

Un esercito di mille camicie azzurre che partiranno da Quarto alla conquista dell'Italia. O meglio: un esercito di giovani volenterosi che, più che alla conquista dell'Italia, si dedicheranno per un anno all' affermazione del consenso ed alla conquista di una rinnovata fiducia degli italiani.

Questo è il progetto che il Presidente Silvio Berlusconi ha immaginato per noi, Giovani di Forza Italia, progetto che abbiamo accettato con l'entusiasmo e il calore di sempre. L'incontro a Montecitorio svoltosi lo scorso 2 dicembre tra Silvio Berlusconi e i circa 150 giovani azzurri non vuole essere soltanto l'apertura del partito ai giovani, ma l'investitura di un grande incarico e di un'importante responsabilità che gli azzurrini sono pronti più che mai ad assumere.

L'essenza del progetto scaturisce proprio da quello che troppo spesso, forse impropriamente, chiamiamo sogno, ma che in realtà è uno splendido disegno di cambiamento e di affermazione di libertà, motivo per cui è nata Forza Italia. Silvio Berlusconi ha capito che un Paese che non è in grado di valorizzare i propri giovani è un Paese che ha di fronte a sé più passato che futuro e quindi per attuare una vera rivoluzione liberale aperta al nuovo è necessaria la grinta di una classe dirigente giovane. Perciò ci ha chiesto di portare avanti nel tempo e di alimentare di nuova linfa quel messaggio di libertà e di cambiamento che solo noi giovani riusciamo a trasmettere con la freschezza e l'entusiasmo che ci contraddistinguono.

L'impegno che abbiamo accolto non è soltanto una promessa al Presidente e al Partito ma soprattutto è l'impegno che noi, giovani azzurri, vogliamo assumere con tutti gli italiani. Impegno che ci vedrà protagonisti su più fronti: lo studio e l'approfondimento delle linee del "Contratto con gli Italiani" del 2001, da cui scaturirà il nostro contributo alla stesura di quello con cui Forza Italia si presenterà alle politiche del 2006. Non solo, il nostro compito sarà soprattutto quello di stare tra la gente e portare il messaggio berlusconiano dove non arriva perché immobilizzato dalla diabolica informazione di sinistra e da quei giornalisti che per non sembrare di parte non perdono occasione per sputare nel piatto dove mangiano.

Una struttura nuova insomma, parallela e non sostitutiva al partito, come qualcuno pensa. Una struttura in grado di elaborare e produrre idee vincenti e soluzioni concrete perché filtrate attraverso gli occhi di chi, come noi, ancora conserva verginità politica e una vivace passione per la politique politicienne. Una trovata davvero lungimirante, quella del nostro presidente, che porterà in campo per la prima volta nella storia d'Italia, una moltitudine di giovani, di quei giovani ai quali oggi vengono assegnati i peggiori titoli: privi di interessi, qualunquisti, scansafatiche, scioperanti, indolenti, disinteressati. Noi giovani forzisti siamo la dimostrazione che le nuove generazioni non sono affatto come vengono dipinte. Forse perché non siamo una generazione qualunque.Noi siamo la "Berlusconi Generation"!

Orgogliosi del nostro Presidente e fieri di accompagnarlo alla vittoria del 2006.

Noi non siamo mercenari perché le nostre azioni sono la messa in pratica dei valori in cui crediamo. Le nostre azioni non sono dettate da alcuna logica di salario o di potere. Logica che lasciamo volentieri al Prof. Prodi che per il potere ha cambiato nome e simbolo al suo partito e alla sua coalizione ogni volta che i precedenti subivano l'obsolescenza economica, autoindotta dall'incapacità di creare proposte e soluzioni al passo con l'evoluzione storica del nostro Paese. Diventata dunque non più vendibile la sua merce, il Prof. Prodi non l'ha sostituita con altra migliore, ma ha semplicemente cambiato l'insegna alla sua bottega. Ecco quindi il mercenario, colui che continua a vendere prodotti scaduti solo per raggiungere il tanto sospirato potere. Povero Prodi,lo sappiamo tutti che il potere logora chi non ce l'ha, ma almeno cerchiamo di raggiungerlo migliorando le proposte e non demonizzando l'avversario!

Noi non siamo come i giovani di sinistra perché nei nostri cuori e nelle nostre menti non c'è né ideologia né dottrina, ma passione e crescente entusiasmo. Passione per quella politica idealista ma non ideologica, per quella politica ambiziosa ma non carrierista, per quella politica che si dedica naturalmente agli interessi di tutti, per una politica che valorizza i giovani perchè guarda al futuro e al progresso, per quella politica elegante nella forma e nobile nella sostanza. Noi, la "Berlusconi Generation" siamo il biglietto da visita di quel tipo di politica. La sinistra ha scelto come immagine di sè stessa una vetrina distrutta. Quell'immagine, che non è altro che una rappresentazione di odio, è proprio il riflesso di una sinistra che si autolesiona con lo stesso odio con cui i giovani no-global vanno a distruggere le vetrine dei McDonald. Anche noi siamo capaci di sentimenti forti che esprimiamo con l'affermazione dell'amore per la libertà e la giustizia. Ma per la sinistra certe cose sono incomprensibili.

Noi conosciamo l'importanza del messaggio che dobbiamo trasmettere e dobbiamo avere fede, dobbiamo crederci. Dobbiamo porre la trasmissione di questo messaggio positivo quale obbiettivo della nostra attività politica quotidiana. E' un ambizioso traguardo da raggiungere. Siamo giovani e non dobbiamo lasciarci rapire dal desiderio del traguardo per il traguardo, per noi stessi, per la carriera. Ma soprattutto dobbiamo essere uniti più che mai, ora che il nostro Presidente ce lo chiede. In ogni competizione leale - cito ancora il nostro Presidente - ognuno opera per servire al meglio i bisogni degli altri. La competizione crea, non distrugge. Questo è il messaggio che Prodi e gli altri continuano a non capire. Vi prego lavoriamo insieme per continuare a capirlo, almeno noi.

Francesca Fabbri

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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero
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