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"Mercenari", il silenzio della Trimurtidi Francesco Pasquali - tratto da Avanti! del 9 dicembre 2004 Prodi mostra ancora una volta la sua inconsistenza politica, nonostante gli anni trascorsi ad occupare i più alti incarichi istituzionali. L'insulto lanciato con vigliacca disinvoltura ai giovani di Berlusconi, oltre ad essere un chiaro segnale di nervosismo e di assenza di idee che regnano a sinistra, conferma che da quella parte non c'è un interlocutore politico credibile. Il fatto che Prodi viva una costante competizione all'interno della sua coalizione, e che, quindi, nel tentativo di dettare la linea politica giochi a chi la spara più grossa, non è sufficiente per fornirgli un alibi. Tanto più se si considera che spesso, a sinistra, anche la scelta delle parole non è quasi mai casuale. Prodi ha rispolverato una parola, "mercenari", che sembra essere molto cara ad una parte della sinistra massimalista; la triste ironia del Manifesto fatta sulla pelle di Quattrocchi è ancora impressa nella nostra memoria. Alzare in questo modo il tono dello scontro a più di un anno dalle elezioni politiche, oltre ad essere dannoso, è molto pericoloso, specie se si tirano per i capelli i giovani. La politica in età giovanile è per lo più fatta di passione e sentimenti, e Berlusconi, tra i vari meriti, ha anche quello di aver stimolato le emozioni di molti ragazzi, quei ragazzi che, prima della sua "discesa in campo", guardavano i "palazzi" ed i loro inquilini con diffidenza. La politica per i giovani di Berlusconi, lo sappiano quanti parlano senza conoscerli, è concepita con partecipazione e quotidianità, come cittadinanza attiva. L'impegno di questi giovani è certamente un punto in più a favore della democrazia. A Prodi, inoltre, andrebbe ricordato che il sindacato, al quale la sinistra, con una certa regolarità, si appoggia sia sul piano politico che organizzativo, in occasione di manifestazioni e cortei di protesta, si finanzia con un fiume di denaro pubblico. Si tratta di finanziamenti, che attraverso un meccanismo perverso (CAF e Patronati), purtroppo reso legale dai governi di sinistra, arrivano nelle casse dei sindacati per le vie più diverse. Molti dei suoi "volontari", per non parlare dei teppisti che si spacciano per proletari, alle tasche degli italiani costano molto caro. Ma l'aspetto più singolare di tutta la vicenda è stato assistere al silenzio assordante e insolito dei leader sindacali, sempre troppo attenti alle vicende politiche. In modo particolare, quello che più ci sorprende è il mutismo di Epifani, se non altro perché correlatore nella stesura del programma della Gad o come altro si chiami. Deduciamo sia un segno di imbarazzo o di faziosità; diversamente non si sarebbe "estraniato dalla lotta" così facilmente.
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Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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