RAGIONPOLITICA.it - Giornale online di cultura e politica Logo RAGIONPOLITICA.it
numero 280
6 marzo 2008
 
HOMECHI SIAMOCREDITSSCRIVI  
 
 
segnala ad un amicosegnala l'articolo ad un amico stampa l'articolostampa l'articolo

The Ron's question

di Marco Turco - 17 dicembre 2004

C'e' un filo rosso sottile, ma resistente persino alle mode ed ai cambiamenti di stile, che lega la Musica alla Vita e la Vita alla Musica. Tra le due, ognuna espressione dell'altra, vi sono ostacoli posti solo dalla banalità, dai luoghi comuni e dalla poca accuratezza. Così, conservando vivo in me il fascino dei ricordi dei primi studi di Musica, quando mi sono ritrovato giovanissimo ad insegnare ho cercato di destare curiosità per il Jazz e la Classica disponendo gli animi all'ascolto con aneddoti, racconti, dettagli, qualche immagine della vita quotidiana dei Grandi Maestri.

Vi sono, non a caso, molti libri in proposito e di qualcuno di essi sarà opportuno parlare in qualche futuro articolo. Inoltre, la curiosità per il Genio, la sua vita, il fascino quasi morboso per il talento innato ed unico è una costante di ogni epoca. Piero Buscaroli dedica alla problematica della definizione e del riconoscimento del "Genio" le prime cento pagine del suo voluminoso saggio su Bach. Miles Davis, una volta, chiese al giovane Keith Jarrett: «Allora, come ci si sente ad essere un Genio?» «Come mi sento ogni giorno>, rispose lui sicuro.

Non e' un caso quindi, nell'accettare l'invito degli amici di Ragionpolitica.it a scrivere di Musica, che io senta come un dovere, una necessità nel mio primo intervento. Il dovere e la necessità di invitare alla riscoperta dei "classici". Nel Jazz come nella Musica classica. Nel ritrovare, attraverso il respiro dei temi e dei tempi dei giganti del passato, il filo dei sentimenti e dell'ascolto. Pur consapevole della necessità di confrontarsi quotidianamente col chiassoso presente dall'andamento spesso urlato più che frenetico, poco allegro o men che mai delicato. Se, oltre che un invito all'ascolto, ciò può recare un messaggio di attenzione al silenzio. Ebbene sia. Di riguardo alla pausa? Ben venga.

Non potete aspettarvi altro da un musicista che scrive di Musica. Egli parlerà con la sensibilità e la delicatezza di colui che cura ciò che ama. Con il vigore ed il timore che qualcosa oggi vada perduto. Sembra apparire anacronistico infatti descrivere la Musica come espressione di vita, educazione della mente, disciplina dello spirito. Lo è però solo sulle onde di frequenza delle radio che trasmettono brani usa e getta. Nei teatri, negli spartiti, nei club, a saper aprire le nostre orecchie, e porte e finestre, vive e pulsa l'intero mondo di cui scriverò, di cui incontreremo i personaggi, di cui narreremo le storie, gli stili, lo swing. E' il mondo di Count Basie, di Mozart, di Charlie Parker, del Salieri "ritrovato", di Coltrane e Sonny Rollins, e anche di Giuseppe Verdi.

Grazie a molti giovani che incrociamo per strada, a volte dall'espressione indaffarata, a volte sonnecchiosa, questa Musica non muore. Sono i piccoli Beethoven dei nostri tempi, almeno per il fatto di aver sempre i quadernoni ficcati nelle tasche. Sono i ragazzi delle scuole di musica private, i ragazzi dei conservatori. I giovani del campus della Berklee a Boston, a Perugia, a Roma, a Los Angeles. E in questi luoghi sono stato anch'io. Perennemente indaffarato, assetato di sapere, come loro indistruttibile, infaticabile, sempre con la chitarra e la matita in mano. E poi, anni dopo, qualcuno di questi ragazzi è stato pure mio allievo.

La Grande Musica sopravvive alla brevità della nostra vita. Se la ascoltiamo, potremo avere il privilegio di portarne sempre dei pezzettini con noi. Dei frammenti di felicità. Cocci amorevolmente raccolti dei nostri giorni migliori che scorrono. Quando insegnavo a Los Angeles, il mio allievo Ron una volta mi chiese, traduco letteralmente: «Marco, hai questo pezzo memorizzato dal tuo cuore?». E' l'espressione che usò per chiedermi: lo sai a memoria? «You got this memorized by your heart?» E' vero, è così che funziona. Il cuore decide di memorizzare, il cervello immagazzina.

Ecco perché, alla fine del mio primo articolo per Ragionpolitica.it manca solo una domanda fondamentale che chiamerò the Ron's question o la variante di Ron. Essa ci chiede: «Cosa abbiamo memorizzato nel nostro cuore?». Insieme ai tramonti, alla voce dei nostri genitori, qual è la Musica all'altezza della meraviglia della Vita?

! Marco Turco
Gli ultimi commenti
SCRIVI UN COMMENTO A QUEST'ARTICOLO

i migliori verranno pubblicati in queste pagine

Nome o nickname:
Titolo:
Commento:
Caratteri disponibili:


 

Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail

IN QUESTO NUMERO

Ragionpolitica, periodico on line n.88 del 17/12/2004
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008
Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero
© 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata
Riproduzione riservata