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L'uomo senza sonnoThe machinistdi Andrea Fontana - 17 dicembre 2004
L'uomo senza sonno (The machinist) è un film anomalo. Già dalla costruzione narrativa presenta certa tematica che si è fatta strada nel corso dell'ultimo decennio, diventando vera e propria ossessione filmica dell'oggi. La memoria, la realtà e il sogno sono tutti ambiti di cui il cinema si è occupato assiduamente, spesso con ottimi risultati. Il film inizia con una sequenza, che si spezza per dar vita ad un flashback, che brevemente ci illustra i fatti antecedenti. Ma la realtà oggettiva dell'immagine è viziata. Se una volta non c'erano dubbi su ciò che vedevamo, oggi i registi contemporanei si divertono a destrutturate tale certezza, per rendere immagine e cinema qualcosa di fittizio, di relativo. In effetti L'uomo senza sonno è un viaggio nella mente del protagonista, è lui che ci guida, spesso inconsapevolmente, nei meandri delle sue immagini, dei suoi ricordi. E come ben sappiamo, la mente non è elemento fisso e assoluto, ma immagine riflessa di passati e memorie, spesso tremolante, spesso fumosa, ancor più spesso ingannatrice, nel suo incastrare eventi reali e non, senza un criterio logico (almeno in apparenza).
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Ragionpolitica, periodico on line n.88 del 17/12/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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