Bioarchitettura, la sfida del futuro
di Michela Tognetti - 24 dicembre 2004
Nel panorama europeo dell'architettura contemporanea le problematiche legate all'ottimizzazione delle risorse stanno acquisendo progressivamente campo. Tra la fine degli anni '60 e '70, in contemporanea all'affermazione del movimento ecologista internazionale, si è imposto nel tempo un nuovo movimento di opinione a carattere multidisciplinare che ha avviato a carattere pionieristico un diverso approccio alle problematiche del costruito. La Bioarchitettura è l'insieme di conoscenze che consentono di progettare edifici funzionali ma allo stesso tempo compatibili dal punto di vista ecologico con l'ambiente e con la vita dell'uomo. Il termine Bioarchitettura deriva da una traduzione della parola tedesca Baubiologie (Bau = edilizia, edificio; Biologie = biologia). La Baubiologie sorse in Germania a partire dagli anni '60 insieme all'ambientalismo e all'agricoltura biologica e nasce come un movimento ecologista costituito da consumatori che vogliono difendere l'uomo dall'insalubrità degli edifici e dell'ambiente. In Germania alla fine degli anni '70, in seguito alla crisi energetica mondiale del 1973, sulla spinta dei movimenti ecologisti, si comincia a pensare all'utilizzo dell'energia solare nelle abitazioni. Si comprende come ogni singolo edificio, ogni singola abitazione divorino enormi quantità di energia contribuendo notevolmente all'inquinamento atmosferico. In Italia il termine Baubiologie passa per il Brennero e diventa Bioarchitettura. Nel nostro Paese l'argomento ha cominciato ad essere trattato da tecnici del settore a partire dagli anni '80 con la presa di coscienza della necessità di una progettazione e di un'urbanistica rispettosa dell'equilibrio tra uomo, ambiente e salute. È indubbio che l'enorme consumo di risorse e energia non è compatibile con uno sviluppo sostenibile futuro e il progettista ora più che mai è responsabile di scelte che ricadranno sull'ambiente, sull'uomo e sulle generazioni future. Gli argomenti di studio che riguardano la Bioarchitettura sono molteplici:
- l'aspetto ecologico dei materiali in rapporto alle risorse disponibili, al carico energetico in fase produttiva e alle ripercussioni sull'ambiente;
- l'aspetto progettuale, e cioè l'orientamento dell'edificio in relazione al microclima del luogo, l'aspetto energetico dell'edificio, l'utilizzo dell'energia solare, la riduzione delle dispersioni termiche, la riduzione degli sprechi idrici;
- l'aspetto della salute dell'uomo, dell'inquinamento indoor legato al tipo di arredamento, alla finitura, ai collanti, ai solventi utilizzati.
La Bioarchitettura non è un nuovo modello formale ma piuttosto una cultura progettuale frutto di un costante lavoro di studio e di approfondimento. L'aspetto formale in Bioarchitettura non è prefissato e non è frutto di uno stile. Fonti di ispirazione sono sicuramente l'architettura organica e l'architettura bioclimatica e l'ecologia ma la cosa più interessante in Bioarchitettura è la convergenza di più discipline al fine di ampliare l'approccio e la soluzione dei problemi della città, dell'ambiente, delle abitazioni.
Molti sono gli esempi in Europa soprattutto in Svezia e Germania, ma anche in Italia crescono di giorno in giorno iniziative volte a fare conoscere la possibilità concreta di costruire secondo criteri più attenti all'ambiente, al contenimento dei costi e alla salute dell'uomo. A partire dal 2001, la Provincia di Firenze ha pensato di introdurre i principi della Bioarchitettura negli edifici pubblici e ha organizzato con la sezione di Firenze dell'Istituto Nazionale di Bioarchitettura un corso di formazione per tecnici impegnati nella progettazione di scuole e uffici sui quali l'Ente ha competenza. L'obiettivo è quello di attivare un corso introduttivo in grado di fornire ai tecnici da una parte un quadro il più possibile completo sui criteri ecologici in architettura e dall'altra approfondire la conoscenza degli strumenti per il controllo e la soluzione dei problemi derivanti dall'inquinamento indoor in strutture frequentate per molte ore della giornata come le scuole. Nel Giugno del 2003, inoltre, l'Assessorato all'Edilizia della Provincia di Firenze ha promosso un convegno sui più significativi esempi europei di architettura scolastica che pongono in primo piano bassi consumi energetici, utilizzo di materiali biocompatibili e tecnologie a ridotto impatto ambientale.
Ma è in Alto Adige che sono più numerosi gli esempi di maggior rilievo. Il complesso residenziale Rosenbach ha ricevuto il 3 dicembre di quest'anno la certificazione Casa Clima ed è il primo condominio in Alto Adige a ricevere questo riconoscimento poiché costruito con criteri ecocompatibili e di risparmio energetico (Bolzano - fonte ANSA, 30 novembre 2004). Il progetto casa clima nasce nel 2001 come strumento per identificare lo standard energetico degli edifici nel comune di Bolzano da sempre attento alla qualità ambientale. In segito il progetto è stato recepito nel regolamento edilizio come una vera e propria classificazione degli edifici sotto il profilo del fabbisogno energetico. La novità di questo tipo di classificazione è che si ottimizza l'efficienza energetica già in fase progettuale attraverso scelte consapevoli di soluzioni costrutive volte al risparmio energetico e all'utilizzo di fonti rinnovabili come l'energia solare. Agli edifici che presentano un grado particolarmente alto di efficienza energetica viene riconosciuta la certificazione Casa Clima. L'ufficio Aria e Rumore dell'Agenzia Provinciale per l'Ambiente di Bolzano rilascia una targa esplicativa da esporre all'esterno dell'edificio. Come per la classificazione degli elettrodomestici, in maniera molto chiara e comprensibile a tutti, gli edifici vengono classificati in categorie in base al consumo di energia (classe A quando l'indice termico non supera i 30KWh/mq l'anno, classe B quando non supera all'anno i 50KWh/mq, l'anno, classe C quando non supera i 70 KWh/mq l'anno).
La targa esposta, sulla quale viene segnata la classe a cui l'edificio appartiene, consente una informazione facile da comprendere, attraverso la quale si rendono trasparenti in maniera sintetica i costi di riscaldamento, indicazione molto utile per l'acquisto o l'affitto di una abitazione. Inoltre per quegli edifici che hanno ottenuto la Classe A vi sono particolari incentivi fra cui il diritto al 10% di sconto sugli oneri di urbanizzazione.
L'Italia sicuramente sconta un ritardo culturale che lentamente però si sta colmando grazie ad una nuova consapevolezza critica; essa non coinvolge unicamente la responsabilità dei progettisti ma anche l'opinione pubblica. L'attenzione verso il contenimento dei consumi energetici e l'utilizzo diffuso di materiali compatibili con l'ambiente e la salute dell'uomo è la sfida aperta alle generazioni future.
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Michela Tognetti |
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Didascalie illustrazioni
- Bressanone, esempio di casa clima B, edificio uni-bi familiare - Christian Moser arch. (fonte web: www.provincia.bz.it)
- Merano, esempio di casa clima B, edificio plurifamiliare - Studio architettura Holzbox ZT Srl-Innsbruck / Studio EMA Conzept-Bolzano (fonte web: www.provincia.bz.it)
- Chienes (BZ), esempio di casa clima A. edificio unifamiliare - Marco Micheli arch. (fonte web: www.provincia.bz.it)
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