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Intervista su Forza Italia a Sandro Bondidi Alessandro Gianmoena - 17 dicembre 2004 Onorevole Bondi, migliaia di persone lo scorso sabato hanno partecipato al no tax day organizzato da Forza Italia. Abbiamo riscontrato un entusiasmo come da tempo, nel partito, non si vedeva. Tutto merito della riforma fiscale messa in atto dal presidente Berlusconi?Senza dubbio, il taglio delle imposte e la rimodulazione delle aliquote fiscali hanno fatto ritrovare e risvegliare in molti l'orgoglio di appartenere a Forza Italia e di sostenere il grande cambiamento del nostro Paese nella direzione di una maggiore libertà, di un maggior benessere, di un maggior sviluppo per tutti. Al no tax day è riemersa, in maniera significativa, la natura liberale di Forza Italia, la sua opposizione allo statalismo e a uno Stato oppressivo; ciò è un chiaro segnale della vitalità della cultura politica del nostro movimento; una cultura che, partendo dalle idee cardine della libertà e della persona umana, è divenuta, grazie all'azione del presidente Berlusconi, opera politica concreta. Lei ha parlato di cultura politica di Forza Italia: come la definirebbe, in poche parole?Forza Italia non intende la cultura secondo i vecchi schemi ideologici. Il nostro movimento politico fa riferimento a quel vasto e vitale settore dimenticato della cultura politica europea ed italiana che si è schierata contro i totalitarismi e si è perciò definita come liberale. Forza Italia considera come suoi autori di riferimento i classici liberali come Croce, Sturzo, Von Hayek, Einaudi. In particolare essa si rifà all' "economia sociale e di mercato" di Roepke, che fu pensata anche in riferimento alla dottrina sociale tradizionale della Chiesa. Forza Italia ha espresso una profonda innovazione culturale, unendo il linguaggio della Tradizione ecclesiale con il pensiero liberale e quello riformista. La cultura politica di Forza Italia è la cultura liberale che nasce dal senso comune del popolo, che fonda la sua azione non perseguendo un'ideologia, ma vivendo la creatività spirituale di un ideale: la libertà. Possiamo dire che si tratta di un liberalismo moderno, in una società che cambia, pienamente inserito nella società della comunicazione diffusa; esso comporta il fatto che ciascuno possa sviluppare responsabilmente, e al massimo grado possibile, l'esercizio della sua libertà personale, delle sue risorse, delle sue capacità, facendo riferimento al sentimento del bene comune, che è caratteristica di una società libera. Che cosa significa, dunque, essere militanti di Forza Italia?Essere militanti di Forza Italia significa aderire ad un progetto di cambiamento delle nostre istituzioni secondo il principio della libertà. Militare in Forza Italia comporta un particolare sentimento e una particolare esperienza del vivere. Dopo la grande crisi politica, sociale e istituzionale del 1992, Forza Italia ha saputo incarnare e declinare nella realtà la grande domanda di libertà espressa da tanti cittadini del nostro Paese e dalle nuove generazioni che si sono affacciate sulla scena dopo la fine delle ideologie e dei partiti tradizionali. Silvio Berlusconi si è rivolto ai giovani di Forza Italia, con una lettera inviata ai partecipanti al Terzo Seminario di Formazione Politica, invitandoli «a diventare i testimoni, dentro a Forza Italia e nella società italiana, dei valori di libertà che il nostro movimento politico esprime». Qual è il ruolo dei giovani in Forza Italia e perché Silvio Berlusconi si rivolge ad essi?I giovani del nostro tempo sono una generazione che vive oltre le ideologie del Novecento e oltre il loro carattere totalizzante. Da un lato, essi possono essere aperti alla protesta come tale o, dall'altro, possono essere aperti all'inserimento concreto nella società della comunicazione. La vita delle nuove generazioni volge ancora nella dialettica tra riforma e protesta, tra accettazione del reale e conservazione della concezione dell'utopia e della negazione. Dalla scelta tra queste due possibilità dipende il futuro del nostro Paese. Inoltre, proprio i giovani possono comprendere meglio il carattere e la forza di libertà che vive nelle proposte del presidente Berlusconi: non è difficile, per le nuove generazioni, scegliere Forza Italia e Silvio Berlusconi, perché essi intercettano naturalmente il sentimento liberale vissuto da tanti giovani che nella loro realtà quotidiana accolgono, come orizzonte di vita, l'impegno e la responsabilità, e non la fuga o l'evasione nel mondo dell'utopia. In questo senso, le riforme messe in atto dal governo Berlusconi (da quella della scuola a quella del mercato del lavoro, a quella delle pensioni, passando per la riforma della Costituzione) vanno proprio nella direzione di garantire alle nuove generazioni un futuro di benessere, sicurezza e libertà. Onorevole Bondi, lei accennava ora alle riforme attuate dal governo Berlusconi. Forza Italia può dunque definirsi come partito riformista?In Forza Italia è confluita la tradizione della riforma sociale propria della cultura socialista e riformista. Oltre a ogni connotazione storica, Forza Italia è un partito della riforma nel senso proprio del termine. Ciò è tanto più vero se si tiene conto dello scenario politico che troviamo, oggi, nella sinistra italiana. Una sinistra che, ad esempio, invece di battere le mani per la manovra di abbassamento delle tasse, si è opposta ad esso, e contro di esso ha organizzato uno sciopero insensato e chiaramente ideologico. Ci sono tanti partiti, in Italia, con la testa ancora rivolta al passato, e che giudicano la realtà secondo gli schemi delle vecchie ideologie sconfitte dalla storia. A fronte di questa sinistra, conservatrice e reazionaria, Forza Italia è un partito riformista, liberale e popolare. Gli italiani sanno che l'unico uomo che, per il suo coraggio, per la sua perseveranza, per il suo slancio ideale, può riformare il nostro Paese è Silvio Berlusconi. Dentro a un partito carismatico come Forza Italia, fondato sulla leadership naturale di Silvio Berlusconi, qual è il ruolo specifico del Coordinatore nazionale?Il Coordinatore ha per compito la cura del corpo politico di Forza Italia, della sua organizzazione, della sua militanza e della designazione dei candidati alle cariche elettive. Il lavoro del Coordinatore è frutto di una grande collaborazione con le figure importanti della genesi di Forza Italia, secondo l'impulso riformatore di Silvio Berlusconi. Siamo entrati ora in una fase nuova della vita di F.I., caratterizzata dallo sforzo di costruire una vera e propria classe dirigente. Siamo tutti chiamati ad un grande senso di responsabilità, di umiltà e di maturità politica. Io concepisco il mio ruolo come mallevadore di questo processo.
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Ragionpolitica, periodico on line n.90 del 31/12/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero © 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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