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La ragazza della porta accantodi Giovanni Vagnone - 24 dicembre 2004 I college movies sono un genere di commedia molto volgare, che aspirano a divertire imbarazzando, facendo continui ed espliciti riferimenti al sesso, qualche volta alla droga ed all'alcool, e soprattutto si fondano sull'immancabile voyeurismo del loro pubblico favorito: i teen-ager.L'aggiornamento della goliardia anni '80 ha portato il genere a sprofondare sempre di più: dagli originari Porky's ed Animal House, fino ad arrivare alle fortunatissime serie di American Pie, Road Trip, un continuo rincarare la dose, andando sempre più sull'esplicito per generazioni di spettatori ormai abituate a tutto ed anche di più. Film che un ragazzino non potrebbe neppure sognarsi di vedere con la mamma o la fidanzatina, e che fanno ridere solo se visti in gruppo, con la giusta atmosfera degli amici che mezzi ubriachi commentano il fondo schiena delle passanti in un locale. E' fenomeno di costume, è comunque un filone cinematografico che rende alle case produttrici ed ai botteghini, non meno importante delle commedie sentimentali, o delle nostre commedie natalizie della coppia Boldi/De Sica, che in fondo riprendono gli stessi punti cardine e situazioni limite di uomini interessati solo a quello, e donne poste in essere dall'Altissimo solo per quello.Con questo spirito si pensava di dover commentare anche l'ultimo uscito della serie, The Girl Next Door (La ragazza della porta accanto), che dal trailer si preannunciava come l'ennesima silurata al buon gusto ed all'umorismo, quello slegato dai genitali e da quanto ne è concettualmente annesso: che anzi, visto il soggetto, poteva essere il punto più basso della catena evolutiva delle commedie adolescenziali porcellone.Ed invece le premesse (una pornostar che si trasferisce nella villetta a schiera a fianco di uno studente liceale dell'ultimo anno, molto studioso, secchione, e altrettanto poco popolare e disinibito) vengono smentite totalmente, durante la visione, dopo pochi minuti. Il livello di stupidità e volgarità è stranamente sotto la media, e quella che noi sappiamo già essere una pornostar (una bellissima Elisha Cuthbert / 24 ore) non si comporta da tale fintanto che non si scopre qual è stata la sua professione prima dei quindici giorni che ha deciso di passare a casa della zia, e la Danielle iniziale torna in modo combattuto al proprio passato. Quando nessuno sa del suo nome d'arte (Athena) e delle sue performance, la sua bellezza totalmente al di sopra delle abitudini del protagonista, un serissimo diciottenne di nome Matthew Kidman (interpretato da un Emile Hirsch / Il club degli imperatori) è solo l'origine di un sincero amore, connotato di stupore, attrazione anche fisica, ma soprattutto tenerezza. Così a margine delle situazioni esilaranti che vengono a ricrearsi qua e là, il regista Luke Greenfield inserisce tematiche di riflessione stranamente spesse per il contesto: il rapporto col proprio passato, le proprie aspirazioni e la vita; il messaggio educativo sulla necessità di inseguire i propri sogni, trascendendo gli schemi ed i cliché che vengono formati dal contesto in cui viviamo; il contrasto tra la vita intesa come ortodossia e conformismo, e la vita intesa come divertimento borderline; la domanda sul vero valore di certi status symbol e, in fine ma non per ultima, la visione dell'amore che svaluta e svilisce mondi che lo commercializzano, senza condannarli ma senza neppure nasconderne le pecche. Valgono la pellicola anche i personaggi di sostegno al protagonista (che si definiscono con Matthew un "treppiedi"): Klitz (Paul Dano), un piccolo John Lennon che sembra il più imbranato di tutti, ma che imparerà anche lui a lasciarsi un po' andare ed Eli (Chris Marquette), aspirante regista un po' più intraprendente; e di fianco a loro anche il fantomatico Samnang, giovane genio asiatico invitato a studiare negli Stati Uniti, il cinico produttore porno che svezza il protagonista e lo mette nei guai, ed i professori stereotipati del Campus.Esaltanti le scene di rivalsa, come quella in cui i tre nerds fanno irruzione alla festa di fine anno accompagnati da tre pornostar bellissime; interessante, infine, il discorso davanti alla commissione per avere la borsa di studio che Matthew fa in circostanze un po' particolari. Di pornografia, qui, c'è ben poco. Ed il merito della pellicola è questo: chi è andato a cercarsi la volgarità consueta di un'ora e mezza di flirt tra collegiali stereotipati non è uscito dal cinema deluso. Anzi, pur senza aver trovato quello che voleva, ha riso (forse un po' meno sguaiatamente) ed ha capito che con un briciolo di cervello e qualche messaggio, il prezzo del biglietto è meglio investito.Certo non è una commediola di famiglia e neppure un capolavoro indiscusso della cinematografia, ma La ragazza della porta accanto incarna un po' quello che i teen movies potrebbero essere e non sono, per la banale idea che più si va in basso, più ci si avvicina al pubblico allegrone che cerca questo genere: con lo sguardo un po' sprezzante degli intellettuali per cui solo il drammatico e Woody Allen sono arte (senz'altro in parte vero, ma molto, troppo, riduttivo). Bisognerebbe consigliare ai nostri amati critici cinematografici, che tanto fanno sfoggio di lessico forbito a proposito di nudi artistici in film come The Dreamers o Eros, o addirittura per l'animalesco Tinto Brass (in cui la parola "artistico" è da interpretare come: "talmente noioso che almeno i guardoni possono dire di non essere andati a vedere un film a luci rosse ma un film impegnato, senza che il risultato cambi troppo"), di guardarsi questo film. Invece di bollarlo senza averlo neppure visto, potrebbero imparare lì cosa vuol dire trattare piuttosto apertamente un argomento "tabù" senza scadere in bassezze o erotismo spicciolo, lasciando il sesso ricco di sfumature quanto lo è nella realtà: dalle più degradanti alla più alta espressione dell'amore.
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Ragionpolitica, periodico on line n.89 del 24/12/2004 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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