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La guerra offensiva di Osamadi Stefano Magni - 7 gennaio 2005 Il bersaglio principale dell'Islamismo non sono i regimi arabi "moderati", ma l'Occidente. E la guerra scatenata da Al Qaeda non è difensiva, né reattiva, ma offensiva, combattuta per motivi religiosi. A dirlo non è qualche "falco" della Casa Bianca: lo si legge a chiare lettere nell'ultimo messaggio "natalizio" di Osama Bin Laden, un chiaro discorso programmatico (tradotto dal Memri) in cui il leader di Al Qaeda spiega perché e come si deve combattere. Il motivo della guerra? «La soluzione del conflitto fra il governante e il governato» - spiega Bin Laden - «è la politica suggerita dal primo califfo [Abu Bakr, nda] al secondo califfo [Umar, nda], [...], cioè: "Sii giusto e i tuoi governati agiranno giustamente" [...]. Se un governo diventa un apostata e abbandona la legge di Allah, il popolo deve ribellarsi, per volere di Allah». Fin qui sembrerebbe un ragionamento tutto interno al mondo islamico, ma il rovesciamento dei regimi "apostati" appare del tutto secondario: «Se vogliamo giungere a una conclusione appropriata - in teoria e in pratica - di questo conflitto fra governante e governato, dobbiamo conoscerne le radici e le dimensioni. Per questo, il conflitto è solo in parte locale, ma per altri aspetti è una guerra fra la miscredenza mondiale - e con essa, gli apostati dei giorni nostri - sotto la leadership dell'America da una parte, e, dall'altra parte, la nazione islamica con le brigate di mujaheddin quale sua avanguardia». Anche le colpe attribuite alla monarchia saudita e agli altri regimi arabi considerati "apostati", quali la Giordania e il Marocco, sono tutte riconducibili all'influenza occidentale e non a difetti interni di quei sistemi. La monarchia saudita, per esempio, non è giudicata colpevole perché compie violazioni massicce dei diritti civili, ma perché la famiglia reale è corrotta e non redistribuisce la sua ricchezza al popolo (critiche di tipo populista-sociale che ben si adattano al tradizionalismo islamico) e soprattutto perché: «Il regime si è alleato con l'America infedele contro altri musulmani e si è contrapposto ad Allah emettendo leggi su cosa sia permesso e cosa sia proibito, invece di lasciare questo compito ad Allah». Ciò che viene considerato come una colpa indelebile è soprattutto l'introduzione di nuovi curriculum scolastici relativamente più permeabili ai valori occidentali, cosa che «produrrà schiavi educati, nel nostro Paese, che saranno fedeli all'America, svenderanno gli interessi del Paese e sorrideranno agli Americani, mentre questi conquisteranno la terra e calpesteranno l'onore musulmano, sotto il pretesto della libertà, dell'uguaglianza e delle leggi delle Nazioni Unite». Anche nel suo messaggio particolare rivolto agli ulema (dottori della legge) sauditi, Osama ricorda chi è il vero nemico: «Quella che si sta combattendo ora è solo un'estensione della guerra contro la coalizione dei Crociati Americani, che ovunque ci combatte e ovunque noi combatteremo, anche all'interno dell'Arabia Saudita». Più chiaro di così. Come combattere gli Occidentali? Anche in questo caso Osama Bin Laden è esplicito e lapidario: «Esiste ora una rara e preziosa opportunità per dissanguare l'America in Iraq, sia economicamente che in termini di perdite di vite umane e di morale .[...] Concentrate i vostri sforzi contro la produzione di petrolio, specialmente in Iraq e nella regione del Golfo, finché ciò non li porti allo sfinimento».
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Ragionpolitica, periodico on line n.91 del 7/1/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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