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6 marzo 2008
 
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Papi in posa. Dal Rinascimento a Giovanni Paolo II

di Paola Di Giammaria - 7 gennaio 2005

Nessuna famiglia reale, dinastia imperiale o principesca, può vantare la vasta e ininterrotta serie di capolavori che offre la ritrattistica papale, sia per qualità delle opere e dei loro artefici che per estensione temporale. La mostra Papi in posa. Dal Rinascimento a Giovanni Paolo II illustra, attraverso l'esposizione di una serie di capolavori provenienti da grandi musei e prestigiose collezioni private, i volti e le fisionomie dei principali pontefici che si sono avvicendati nel tempo, dai primi anni del Cinquecento ad oggi. L'esposizione è senz'altro una delle più importanti mai realizzate sulla ritrattistica, a più di cinquant'anni dalla mostra di ritratti dei papi allestita a Palazzo Venezia dal dicembre 1950 al febbraio 1951. E' Palazzo Braschi, sede del Museo di Roma, ad ospitare fino al 13 febbraio 2005 i ritratti papali, realizzati a partire dal Rinascimento, da artisti come Raffaello, Sebastiano del Piombo, Tiziano, Scipione Pulzone, Caravaggio, Bernini, Algardi, Velázquez, il Baciccio, Maratta, Batoni, Mengs, Canova e molti altri grandi pittori e scultori.

I ritratti di Giulio II della Rovere e Leone X dé Medici eseguiti da Raffaello, il primo è una copia di Tiziano, aprono la galleria d'immagini papali. Questi due dipinti inaugurano una concezione moderna della ritrattistica, attenta a descrivere la dignità dell'effigiato e contemporaneamente a caratterizzarne la psicologia. Infatti, il prototipo dell'iconografia papale e cardinalizia moderna in pittura è costituito proprio dal Ritratto di Giulio II eseguito da Raffaello e conservato presso la National Gallery di Londra. Questo archetipo, con la figura seduta inquadrata di tre quarti sul lato destro di scorcio, lo sguardo rivolto pensoso in avanti, le braccia poggiate sui braccioli del trono papale, la mano destra con il fazzoletto in mano, codifica uno schema che avrà grande successo nei secoli successivi, fino all'Ottocento.

Alla severità del ritratto di Clemente VII di Sebastiano del Piombo si contrappone la naturalezza del malfermo Paolo III Farnese, effigiato nella sua sofferenza da Tiziano. I ritrattisti di fine Cinquecento, come Jacopino del Conte, Scipione Pulzone e Giulio Clovio, trasferiscono, invece, i modelli in una sfera di rarefatta astrazione, ritraendo i papi come delle icone al di fuori dal tempo: in tal senso vanno osservati i ritratti di san Pio V e di Urbano VII. In alcuni casi le fisionomie dei papi sono state meglio descritte ed esaltate da scultori: è il caso di Sisto V Peretti immortalato nel bronzo da Sebastiano Torrigiani, di Gregorio XV scolpito dal Bernini, Pio IX da Tenerani, fino a Giovanni XXIII messo in posa da Manzù.

Anche i ritratti di Caravaggio riflettono la sua una nuova concezione figurativa, improntata sul vivo naturalismo, ben visibile nel ritratto di Paolo V Borghese, opera mai esposta al pubblico e ancora oggi conservata presso la nobile famiglia romana. Tipico esempio di ritrattistica barocca è, invece, il monumentale e idealizzato Urbano VIII Barberini, opera di Pietro da Cortona, proveniente dalla Pinacoteca Capitolina.

Velázquez dipinse con eccezionale realismo e capacità d'introspezione il severo Innocenzo X, in un dipinto che è diventato modello per tutta la ritrattistica seicentesca. I Doria Pamphili, proprietari del ritratto, furono costretti ad isolarlo rispetto alle altre opere, per evitare che il quadro facesse sfigurare gli altri capolavori della loro galleria. L'influenza di questa tela si può cogliere osservando il ritratto di Innocenzo X della collezione Fagiolo, in un primo momento attribuito a Bernini, poi a Pietro da Cortona, e infine riconosciuto come opera di Pier Francesco Mola. Austero e riferito a una concezione classica dell'arte, è, invece, il monumentale e scultoreo ritratto di Clemente IX Rospigliosi del Maratta, al quale si contrappone la vivacità dinamica del ritratto del suo successore, Clemente X Altieri, raffigurato dal Baciccio nel capolavoro degli Uffizi.

Si arriva così al Settecento: spiccano per splendente levigatezza e purezza formale i solenni ritratti di Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio VI, effigiati dai massimi specialisti del tempo: Pierre Subleyras, Anton Raphael Mengs e Pompeo Batoni. Prosegue la rassegna dei ritratti papali il Pio VII di David, un emblema della nuova cultura neoclassica che da Roma si diffonde in tutta Europa. Pio IX si presenta come un uomo ispirato da Dio nel pastello di Cesare Fracassini, mentre un Leone XIII dal sorriso benevolo viene fissato nel busto marmoreo di Giulio Tadolini; Pio X è invece ritratto da Antoon van Welie in una posa non ufficiale, seduto alla scrivania con gli occhiali alla mano. Alcuni papi dell'800, tra cui Pio IX Mastai Ferretti, sono raffigurati in sculture di Tenerani. Giacomo Manzù ha modellato la figura di Giovanni XXIII nel bronzo dorato: il ritratto fu realizzato dallo scultore dopo la morte del Papa buono, per il quale aveva eseguito numerose opere. Dina Bellotti (prima donna nella Collezione d'Arte Religiosa Moderna del Vaticano) ha ritratto con immediatezza Paolo VI mentre, seduto davanti al microfono, si rivolge al pubblico in uno dei suoi numerosi discorsi. Natalia Tsarkova è poi l'autrice del ritratto postumo di Giovanni Paolo I e di quello di Giovanni Paolo II: quest'ultimo, realizzato in occasione del Giubileo del 2000, presenta il papa a figura intera sullo sfondo di piazza San Pietro, omaggio alla sua forza spirituale.

Di Pio XII Pacelli, effigiato in una scultura di Francesco Messina, che chiude la serie di papi in mostra, è esposto l'inedito cartone di Carlo Siviero, modello per il ritratto ufficiale del papa su tela.

Paola Di Giammaria

Museo di Roma - Palazzo Braschi
Piazza San Pantaleo, 10
Tel. 06.67108346
Orario: 9.00-19.00. Chiuso il lunedì
Biglietto d'ingresso: intero euro 6,20; ridotto euro 3,10; gratuito per i cittadini UE minori di 18 o maggiori di 65 anni e per i cittadini stranieri in condizioni di reciprocità
www.museodiroma.comune.roma.it

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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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