|
|||||||
|
|
Bernard-Henry Lévy Il secolo di SartreJean Paul Sartre interpretato da Bernard-Henry Lévyrecensione di Fabrizio Gualco - 14 gennaio 2005 Jean Paul Sartre, 2005: 100 anni dalla nascita, venticinque dalla morte. Soggetto di culto ieri e di dimenticanza, parziale o totale, oggi. Nel mezzo: la vita di un individuo tanto amato quanto odiato, da alcuni venerato e da altri deprezzato, da molti preso come punto di riferimento e da pochi come esempio negativo, capace per alcuni decenni di dettare legge all'intellighenzia francese ed europea del dopoguerra, quanto incapace - in parte malgré lui - di avere un'opinione positiva di sé, dei propri simili, del mondo che lo circondava. Quella di Sarte è la parabola esistenziale di un uomo per il quale il confine fra persona e personaggio, etica ed estetica, introspezione ed espressione, rimase tutto sommato aleatorio, indefinito, incerto. Altrove ho accennato alla somiglianza della sua figura con quella di Ortega y Gasset: somiglianza relativa alla modalità poliedrica di pensiero ed azione adottata nei confronti della realtà. Se fra i due se ne dovesse scegliere uno, il mio personale atto d'elezione, per molti motivi, si rivolgerebbe ad Ortega. Ma al di là delle opinioni personali, come tali opinabili, pare intellettualmente onesto sottolineare l'importanza della figura sartriana. Il filosofo della Nausea, comunque sia e al di là di tutto ciò che di lui si può dire o pensare, era e rimane tutt'ora una figura con cui non è spiacevole dover fare i conti. In questa prospettiva, voglio segnalare all'attenzione dei lettori un'opera di recente edizione che vede Sartre come protagonista: ossia "Il secolo di Sartre", firmato da Bernard-Henry Lévy e recentemente edito in Italia da Il Saggiatore di Milano. Questo lavoro, originariamente pubblicato in Francia da Grasset & Fasquelle nel 2000, si presenta come una narrazione filosofica impegnativa ma fluida, che fruisce di una vis letteraria in grado di unire immagini e concetti, velocità narrativa e nitore argomentativo, dovizia analitica e capacità sintetica. Un lavoro senza alcun dubbio importante, attraverso cui si entra in contatto con le atmosfere che nel bene e nel male hanno contribuito a formare la storia culturale - ed in parte politica - del Novecento. "Il secolo di Sartre" non vuole essere l'ennesimo saggio sistematico sul pensiero sartiano, ma un omaggio di un pensatore contemporaneo ad un altro pensatore che ha segnato il secolo trascorso e che da esso, in un certo modo, è stato segnato. Interessante notare che Lèvy individua, come causa efficiente della poliedrica attività sartriana, l'ingrediente immateriale dell'ambizione: un'ambizione quasi sconfinata, incanalata nella volontà di essere un intellettuale "multimediale" - diremmo noi oggi - anche a costo dell'approssimazione, talvolta della palese incoerenza. Nell'intenzione di essere intellettuale totale, uomo di pensiero ma anche di azione a tutto tondo, Sartre volle scrivere poesie e redigere trattati teoretici; trovarsi a proprio agio davanti alla telecamera così come dietro ad una scrivania; passare dallo stile narrativo del romanzo a quello argomentativo del saggio filosofico e viceversa; scrivere dissertazioni sul rapporto fra essere e nulla e, al contempo, scrivere canzoni per Juliette Greco. Insomma, come Scrive Lèvy: «Sartre è l'unico che, con una mossa che non posso non ritenere, almeno in parte, consapevole e calcolata, sia riuscito a occupare lo spazio letterario e culturale del suo tempo. Sartre è l'unico di tutti gli intellettuali del dopoguerra a realizzare l'impresa di non lasciar sfuggire alcun regime di enunciazione o di intervento al suo dominio: regista onnipresente; il mio teatro e il mio regno sono questo mondo, tutto questo mondo; niente di ciò che è questo mondo mi è, né deve essermi, estraneo». Jean Paul Sartre, insomma: «l'incontro di tutti i modi di attraversare il secolo, di perdervisi, di evitarne le chine oscure, e di impegnarsi adesso nel successivo. E' sempre a proprio vantaggio che si entra nell'ambiguità». La lista delle opere di Sartre è lunga. Quella relativa alle opere su Sartre quasi interminabile. Eppure questo testo risulta tutt'altro che inopportuno. Il volume di Lévy si presenta corpulento, poderoso al punto da superare abbondantemente le 500 pagine; ma di ciò il potenziale lettore non deve preoccuparsi più di tanto: nella misura in cui riuscirà a leggerlo senza fretta, e magari quando avrà il libro tra le mani, ed i concetti e le immagini cominceranno copiose a fluire sotto i suoi occhi, di sicuro non proverà alcuna sorta di fastidio o delusione. Ed anzi, il fascino della qualità scaccerà il timore generato dalla quantità. "Il secolo di Sartre" può aiutare a comprendere cosa il Novecento è stato e soprattutto ciò che esso non è potuto essere. Con Sartre e oltre Sartre. Fabrizio Gualco |
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail Il secolo di Sartre
IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.92 del 14/1/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||