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Biorchitettura e urbanistica, sinergie ecocompatibilidi Michela Tognetti - 22 gennaio 2005
In Germania, Freiburg im Breisgau è stata una delle prime città europee ad avere adottato politiche di sviluppo urbano sostenibile in maniera efficace e diffusa. A livello europeo è una città all'avanguardia. Ci troviamo nel Land tedesco del Baden-Würtenberg, nella valle del Reno, ai piedi della Foresta Nera. Freiburg im Breisgau è una città di 250.000 abitanti, polo universitario, località turistico commerciale vicino alla frontiera francese e svizzera e centro attivo nel settore delle biotecnologie. La storia della sua recente riorganizzazione urbanistica è stata marcata da un'attenta politica dell'uso delle risorse naturali e territoriali e l'adozione di una serie di strumenti di pianificazione hanno portato la città al suo sviluppo attuale, armonico e "sostenibile". La città nel 1996 ha adottato un piano di protezione ambientale il cui obiettivo è quello di ridurre entro il 2010 le emissioni di Co2. La città si è dotata di un efficiente sistema di trasporti pubblici, di ben 160 km di piste ciclabili, di un buon sistema di raccolta di riciclaggio dei rifiuti nonché di un nuovo modo di costruire gli edifici sfruttando l'energia solare. Gli edifici di nuova costruzione sono obbligati ad osservare standard energetici a basso consumo e a favore dell'utilizzo delle energie rinnovabili vi sono forti incentivi. La città inoltre ospita la sede della Solar Fabrik, uno dei maggiori produttori tedeschi di pannelli solari e l'istituto Fraunhofer che si occupa di ricerca applicata nel campo dell'energia solare. La creazione di due nuovi quartieri Rieselfeld e Vauban è stata l'occasione per utilizzare in molteplici edifici pannelli solari termici e fotovoltaici.
Il quartiere Vauban è sicuramente un esempio interessante di recupero non solo ambientale ma anche urbano di un'area militare dimessa. Nel 1992 con la caduta del muro di Berlino le truppe francesi stanziate sino a quel momento in città lasciarono libera l'area di Vauban. Nel 1994 la città acquisì i 34 ettari e nel 1995 decise di realizzare un progetto di quartiere esemplare sia dal punto di vista sociale che ambientale. Alcuni punti del progetto prevedono la tutela delle alberature esistenti e dell'area verde intorno al torrente Santk-Georgen, il rinverdimento dei tetti piani, il riutilizzo delle acque piovane e non ultimo anche in questo caso l'utilizzo di pannelli solari per il raggiungimento di un risparmio energetico rilevante. A Vauban tutti gli edifici devono soddisfare standard energetici che fissano il limite annuo per il riscaldamento in 65 kwh/m2. Il recupero dei 10 edifici che ospitavano le famiglie dei militari, ha convertito alcuni fabbricati in residenza per studenti; questi ultimi sono caratterizzati da circa 143 mq di pannelli solari a tetto in grado di scaldare l'acqua sanitaria per 600 studenti. Il quartiere è stato pensato e progettato per ridurre la lunghezza degli spostamenti ed eliminare la necessità di usare l'auto. Le automobili possono entrare nel quartiere solo lungo la via di accesso principale e l'uso delle biciclette, il car sharing e le basse tariffe di trasporto pubblico hanno convinto molti a rinunciare all'auto di proprietà. La via principale che attraversa il quartiere lo collega con il resto della città e con i dintorni e da essa parte la distribuzione di tutte le strade residenziali secondarie per lo più percorsi pedonali e ciclabili larghi non meno di 6 metri.
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Ragionpolitica, periodico on line n.93 del 21/1/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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