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Il fanciullo di vetrodi Marco Turco - 6 febbraio 2005 Vi racconterò una storia di 17 anni fa. È una storia fatta di ricordi di scuola e luminose mattine di primavera, quando tutto agli occhi di un fanciullo appare ancora più magico e fatato; quando inconsapevolmente il caso si compie nell'armonia di un incontro indimenticabile. È un incontro musicale. Ma, sull'onda delle note di mirabili partiture, diventa nei miei ricordi un abbraccio senza tempo fra due fanciulli lontani. Uno sono io, dodicenne. L'altro è Petr Ilic Cajkovskij, il fanciullo di vetro, come era solita chiamarlo affettuosamente la sua governante. Un fanciullo che da allora non ho più abbandonato. Un bambino vispo e gracile, la cui fragilità ha sfidato e vinto il tempo. L'ho incontrato per la prima volta grazie ad un disco bianco con su scritto Capriccio italiano in la magg. op. 45. Frequentavo le scuole medie e il professore di educazione musicale, Melchiorre Ferrara, una volta a settimana ci faceva ascoltare da un vecchio giradischi opere immortali di grandi Maestri: ci imponeva con successo il silenzio e ci diceva di stare con la testa giù sul banco, chiusa fra le braccia, perché «la Musica si ascolta ad occhi chiusi», diceva. Cominciò così da quel mattino, fra il frusciare del vinile, una lunga storia di grandi scoperte ed emozioni legate a questo straordinario musicista russo. Attraverso le sue immortali partiture egli ha preservato intatto al nostro orecchio e alla nostra sensibilità un mondo fatato, denso di incanti e di colori di fiaba che non abbiamo difficoltà ad immaginare. Anche quando il balletto e l'albero di Natale dello schiaccianoci non sono solo che le pareti della nostra povera stanza, la magia di Cajkovskij da sola avvolge di candido tepore i nostri sogni e ricordi. Si è detto perciò spesso, e a mio parere a torto, che in lui la malinconia e la tristezza fossero eccessive e sentimentaliste, addirittura noiose a parere dei giovani russi "rivoluzionari" degli anni venti. Al contrario! Cajkovskij esprime un'allegria fantastica. Sempre dolcissima è vero, commovente. Eppure, nel Capriccio italiano, nello Schiaccianoci, nella Bella addormentata e persino nel Lago dei Cigni egli corre con la fantasia nei suoi rifugi colmi di sentimenti, di vita e di ispirazione. Fugge in un mondo fatato proprio come un fanciullo grazie al dono delle sue melodie indimenticabili e così tenere. Sgambetta. Senza, però, lasciarci indietro. Ci prende sempre per mano. La sua cantabilità lascia impresse le proprie orme nella memoria dei bimbi di oggi e risveglia il bambino che eravamo. Possiede il dono di parlarci sempre con l'accento fresco di un'orchestrazione mai ripetitiva, anticonvenzionale. Nessuno è come Cajkovskij. Egli è unico. Come in una fiaba, in un balletto, esaurito un sogno, c'è sempre un nuovo colpo di scena, un nuovo movimento che è accadimento. E noi come fanciulli, insieme a lui, cullati dalla sua musica, non ci annoiamo mai. Non siamo mai soli in questo mondo musicale straordinario. Dopo la sua morte Petr Ilic Cajkovskij è diventato molto popolare e poi popolarissimo, immenso. Possiamo ascoltarlo, ve lo consiglio, in compagnia. In silenzio, osservando, quasi di nascosto, il rapimento delle persone a cui volete bene, a loro volta rapite dalla magia di queste musiche fantastiche. Cajkovskij va vissuto insieme. Come la vita. Come le fiabe. Come la storia di un amore quotidiano. Con l'amore e l'incanto che ho avuto la fortuna di provare io ascoltando Capriccio italiano con i miei compagni di scuola. Dividendo con loro la voglia di riascoltarlo presto. Incontrare di nuovo ciò che solo poi, col tempo, impareremo a chiamare il prodigio dell'ispirazione. Quel fanciullo di vetro era davvero prezioso e così preziosi si presentano a noi, ora, i suoi nobili sforzi. Spero possiate, attraverso questo breve invito, presentare questo fanciullo e la sua musica a chi vi è più caro. I vostri figli, i vostri nipoti adoreranno Lo schiaccianoci. Ameranno la fiaba, conserveranno nel loro cuore la musica che regalerà loro emozioni e ricordi per tutta questa splendida Vita. Vi auguro di cuore un buon ascolto.
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Ragionpolitica, periodico on line n.95 del 5/2/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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