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Alberto Mingardi, Carlo Stagnaro La verità su TolkienPerché non era fascista e neanche ambientalistarecensione di Fabrizio Gualco - 6 febbraio 2005 John Ronald Reuel Tolkien, autore di The Lord of the Rings, scrittore di successo malgrè lui: il nome è universalmente conosciuto, l'opera è famosa anche presso coloro che alla lettura dedicano piccoli scampoli di tempo e attenzione. Il suo capolavoro indiscusso è un racconto di fantasia che al contempo possiede il pregio di porsi come affresco della vicenda umana: valore aggiunto non da poco, questo, per un best-seller globale che attualmente vanta milioni di copie vendute, centinaia di interpretazioni, decine e decine di traduzioni. Nel bene o nel male, su Tolkien si è detto e scritto molto. Bene o male, però, molto di ciò che è stato detto e scritto risente di una certa parzialità, da individuare in prese di posizione che con lo spirito tolkeniano, in fondo, hanno poco da spartire. Alcuni interpreti ascrivono lo scrittore e la sua opera all'universo culturale di destra, altri lo collocano all'interno del discutibile alveo ambientalista: con ciò dimenticando - o facendo finta di dimenticare - che le interpretazioni ideologiche corrono il serio pericolo di propagarsi nel tempo sotto forma di convinzioni fuorvianti. Eppure Il signore degli anelli è un libro-cattedrale dotato di forma poderosa e trama avvincente: nelle sue pagine, fantasia ed intelligenza intrecciano legami virtuosi, a dimostrazione che sia l'una che l'altra non rappresentano mondi separati, ma parti distinte di una creatività sostanzialmente autonoma, e perciò refrattaria ad essere usata quale oggetto di riduzionismo. Dunque, in questa prospettiva, cosa appartiene davvero a Tolkien? E cosa, invece, gli è stato appiccicato addosso dalla critica ideologizzata e dunque acritica? In realtà, a dispetto delle convinzioni più diffuse, Tolkien non fu né fascista né protoambientalista, ma un uomo il cui sensorium per il bene e il bello fu particolarmente potente, così come cristallina fu la simpatia per l'essere umano nella sua poliedrica singolarità. Il testo firmato da Carlo Stagnaro e Alberto Mingardi (La verità su Tolkien. Perché non era fascista e neanche ambientalista, Edizioni Liberal, Roma 2004) si pone all'interno di questa prospettiva. Questo lavoro non è uno sforzo di critica accademica né un esercizio di erudizione letteraria, ma un testo scritto a quattro mani e sigillato da una passione comune, capace di dare vita a un saggio travestito da pamplhet nervoso e muscoloso, dotato di ritmo stilistico deciso, prosa chiara pervasa da un'intermittente tonalità uncorrect. Molti, infatti, i temi che emergono da queste pagine felicemente sganciate da canoni pregiudiziali. Ad esempio l'importanza della responsabilità. La forza dell'amicizia. La bellezza della comunità, intesa come unione volontaria e consensuale di singolarità uniche ed irripetibili. L'importanza di avere una missione a cui votare le proprie azioni e su cui investire l'energia delle proprie idee. E ancora: il conflitto fra realtà e potere, la misteriosa eppur concreta partneship salvifica fra uomo e Dio, l'intersezione cruciale fra vita e morte e fra la morte e l'immortalità. Del resto, come scrivono essi stessi, «Questa non è una guida né un'introduzione a Tolkien. Questo è un libello militante, una chiosa all'autore de Il Signore degli Anelli, una sfida alla vulgata. Per restituire a Tolkien ciò che è di Tolkien». Dare a Tolkien quel che è di Tolkien: semplice a dirsi, difficile a farsi. Se è vero che la bellezza è "difficile" (Platone nei suoi dialoghi lo afferma non una, bensì cinque volte), anche la semplicità - parente prossima della bellezza - non sfugge alla sentenza: le cose semplici, è risaputo, risultano talvolta quasi impossibili. Per questo motivo è ancor più meritorio il lavoro di Mingardi & Stagnaro. A differenza di molti, i due autori sembrano riuscire nell'impresa di scrivere su Tolkien buona parte di ciò che Tolkien stesso, probabilmente, avrebbe sottoscritto. Fabrizio Gualco |
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Ragionpolitica, periodico on line n.95 del 5/2/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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