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Il Borghese Gentiluomo

di Elena Siri - 19 febbraio 2005

Spettacolo "popolare", Il Borghese Gentiluomo interpretato da Giorgio Panariello. E dico "popolare" con la sapienza e l'onore di questo termine, inteso nel suo senso più antico e dignitoso. Non si intenda come generico, di basso livello e meno che mai volgare, ma certo quanto di più lontano dal teatro intellettualistico e pretenzioso di vuota sperimentazione come troppo se ne vede ancora oggi.

Il Borghese Gentiluomo, con la regia di Giampiero Solari, recupera la messa in scena popolare riallacciandosi direttamente alla tradizione del teatro di corte, quello dei "comici" itineranti, quello realizzato per divertire il re e la corte, fatto di ritmo per non annoiare, di arte attoriale per incantare, di una storia da raccontare e magari di una morale da suggerire ironizzando sui difetti dell'umanità. E' insomma un teatro che fa divertire il pubblico con una bella vicenda infarcita di gag e di trovate talvolta un po' di ingenue ma offerte in modo così pulito e semplice che il pubblico sta al gioco con gratitudine e partecipazione. Una bella scenografia scherzosamente barocca fa da sfondo allo spettacolo sapientemente accompagnato da un quartetto musicale in formazione da camera.

Il mattatore è lui, un Giorgio Panariello assolutamente travolgente che pur sapendo di poter contare su un effetto personale immediato sul pubblico non "gigioneggia", né ammicca mai, né si autocompiace; si affida invece con grande umiltà ad un'originale interpretazione del personaggio di Monsieur Jordain come borghese semplicione che insegue il mito della nobiltà. Ne risulta un'interpretazione piena di brio ed energia dove Panariello non si risparmia davvero, arricchendo il personaggio molieriano con le sue specifiche e personali battute ritagliate ad hoc.

Una nutrita compagnia di attori gli rende dignitoso contorno e fra tutti Tosca ed il gioioso Carlo Pistarino che ne sostengono il ruolo a meraviglia (e non è facile non essere sovrastati da un attore di quella forza!!!). Teatralmente perfetto il duetto tra Monsieur Jordain e il filosofo che innesca risate a catena dalla platea anche grazie all'intesa perfetta tra i due attori. Il tradizionale gioco tra servi e padroni è gestito dal regista con grande abilità in un crescendo di ritmo farsesco fino al tripudio della scena turca finale che travolge il pubblico e gli consegna il tradizionale lieto fine.

Giorgio Panariello da vero gentiluomo alla fine dello spettacolo ringrazia tutti, dal regista agli attori ai tecnici e naturalmente ringrazia il pubblico caloroso...Noi dobbiamo ringraziare lui che ci ha dimostrato di non essere un mediocre uomo del mediocre sabato sera in TV, ma di essere un artista di prim'ordine nel panorama italiano. Noi ringraziamo lui che con coraggio e semplicità crede ancora nel teatro italiano e vi si dedica con l'anima e con il cuore.

! Elena Siri
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Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998
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