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Negroponte, lo zar dell'intelligencedi Rita Bettaglio - 19 febbraio 2005 John Negroponte è stato nominato dal presidente Bush primo direttore della National Intelligence, cioè supercapo di tutte le 15 agenzie di intelligence americana. L'incarico, comunicato alla stampa da Bush in un conferenza stampa il 17 febbraio 2005, si inquadra nella riforma dei servizi di intelligence suggerita dalla Commissione 9/11. Alla nuova potentissima figura sono assegnati compiti difficili, perchè, seppure la sicurezza nazionale lo richieda, non sarà facile nè indolore scalzare gli equilibri interni ed esterni di CIA, FBI ed altri soggetti istituzionali. Come da tempo denunciano nomi di rilievo nella galassia neocon, da Frum a Perle, e lo stesso Newt Gingrich, uno dei più grandi problemi - non solo dell'intelligence, ma anche del Pentagono e delle istituzioni americane - è l'eccesso di burocrazia. Fa notare Gingrich, nel recente volume Winning the future, che le capacità dell'attuale intelligence americana sono al massimo un terzo del necessario. Continua Gingrich: «L'FBI ha centinaia di migliaia di ore di intercettazioni di conversazioni di terroristi che non sono state ascoltate e tanto meno analizzate, perchè non ci sono abbastanza traduttori». Negroponte ha davanti a sè un incarico di primo piano, il coordinamento delle agenzie, e mezzi adeguati per attuarlo: tuttavia non sarà un lavoro semplice. A detta dello stesso Presidente, Negroponte, che non farà parte dell'esecutivo, rivestirà il ruolo di principale "intelligence adviser" ed incontrerà ogni giorno Bush. A chi teme che Negroponte possa "sequestrare" il Presidente ed impedire che altri abbiano contatti con lui, Bush ha dichiarato nella conferenza stampa del 17: «La risposta è che ad ognuno sarà dato accesso e che le idee di ognuno avranno la possibilità di venir prese in considerazione nell'ufficio di John (Negroponte). Se lui penserà che sia il caso che io lo veda, io lo vedrò. Se, invece, penserà che sia per me una perdita di tempo, non lo vedrò. La conclusione, ovvia, è che io mi fido del suo giudizio». Immaginiamo, quindi, che qualcuno possa sentirsi in competizione col nuovo super-capo, ma, d'altra parte, la sicurezza nazionale ed il modo tutto americano di affrontare i problemi hanno spinto verso una figura centrale, molto forte e, capace di assumersi le responsabilità del caso. Per avere un reale potere decisionale, il super direttore terrà anche i cordoni della borsa ed avrà facoltà di scegliere come, quanto e quando spendere, anche per ciò che riguarda le operazioni "coperte", finora prerogativa del Pentagono. Non c'è da stupirsi che ci sia più di uno che in questo momento senta scricchiolare le proprie ossa. Ecco le parole di Bush: «Sarà responsabilità di John (Negroponte) determinare i budget annuali di ogni agenzia nazionale di intelligence e dirigere il modo in cui questi fondi verranno spesi». Ma perchè Bush ha scelto proprio Negroponte per un incarico così impegnativo e delicato? Negroponte, infatti, non avrà solo da combattere con i terroristi: presumibilmente, dovrà fronteggiare abitudini inveterate del sistema dei servizi segreti e della difesa. «Ecco perchè ho scelto John (Negroponte). Egli è un diplomatico. Egli comprende ed è una persona d'esperienza. Egli comprende, conosce, i centri del potere a Washington. E' stato un "consumatore" di intelligence nel passato», ha affermato Bush. Il Presidente, inoltre, ha ribadito di non aver voluto che il direttore nazionale dell'intelligence facesse parte del Gabinetto e di credere molto importante che egli sia in qualche modo distaccato dalla Casa Bianca. Ma chi è Negroponte? John Dimitri Negroponte è nato a Londra nel 1939. Figlio di un magnate greco, ha avuto una formazione internazionale, trascorrendo la propria infanzia tra Gran Bretagna, Svizzera e Stati Uniti. Educato nella esclusiva Exeter Academy e all'Università di Yale, sposato con Diana Villers e padre di cinque figli, è entrato a far parte del Foreign Service nel 1960. Il suo primo incarico rilevante fu in Vietnam: imparò così bene la lingua locale da essere scelto dal Segretario di Stato Henry Kissinger per guidare i negoziati segreti sotto il presidente Nixon. Sotto la presidenza Reagan egli fu ambasciatore in Honduras: da lì egli combattè la battaglia contro i sandinisti nicaraguensi. A questo periodo si riferiscono le critiche sul suo operato: il mondo della sinistra, americana e del resto del mondo, lo ha accusato di aver ignorato le violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime militare dell'Honduras. Se date un'occhiata su internet, vedrete che molti siti di sinistra, anche italiani, sono prodighi di particolari sulla presunta "mostruosità" di Negroponte. Sappiamo, però, che il Senato americano ha continuato a ritenerlo degno di incarichi diplomatici di alto livello. Egli lasciò il Foreign Service nel 1996, dopo essere stato ambasciatore in Messico e Filippine, per diventare vicepresidente per i mercati esteri della McGraw-Hill. La sua posizione fu ampiamente passata al setaccio quando Bush lo propose come rappresentante americano al Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ed il Senato approvò la scelta presidenziale. Nel 2001 Negroponte ottenne in Consiglio di Sicurezza il supporto internazionale unanime alla guerra in Afganistan. Di lui il Segretario Generale ONU, Kofi Annan, ha detto: «E' un eminente professionista, un grande diplomatico e un meraviglioso ambasciatore». Non che, ovviamente, l'opinione di Annan sia vangelo, visti gli scandali in cui è coinvolto, ma neppure lui lo ha mai definito un "falco" come la sinistra mondiale si ostina ad additarlo. Nel luglio 2004 Negroponte divenne ambasciatore americano a Bagdad, dove esercitò la sua influenza a sostegno di Allawi: in quel delicatissimo momento ebbe modo di capire a fondo, nello scenario complesso dell'Iraq, le esigenze primarie dell'intelligence che, forse, i dirigenti della CIA vedevano da troppo tempo in un'ottica parziale, legata al loro specifico ruolo. Negroponte potrebbe avere una visione più ampia e questo potrebbe favorirlo nel difficile compito che lo attende. Negroponte avrà come vice il generale dell'intelligence aeronautica, Michael Hayden, ora direttore della National Security Agency e capo del Central Security Service. Secondo Bush «Mike ha già dimostrato abilità nell'adattare i servizi di intelligence alle nuove minacce di un nuovo secolo».
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Ragionpolitica, periodico on line n.97 del 18/2/2005 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore editoriale: Alessandro Gianmoena, Direttore responsabile: Aurora Franceschelli, Redazione: Gianteo Bordero © 2003-2009 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
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