|
|||||||
|
|
La CdL ospiti i radicalidi Gianni Baget Bozzo - tratto da Tempi del 17 febbraio 2005 La questione dei radicali ha agitato la politica italiana. L'offerta contestuale tra i due schieramenti per un'ospitalità ai candidati radicali contraddice la logica degli schieramenti. D'altro canto, la medesima logica induce a includere nei due schieramenti tutte le forze possibili e in questo l'Ulivo è riuscito meglio del centrodestra, che mantiene fuori quadro l'alternativa sociale di Alessandra Mussolini ed ora sembra avere difficoltà con i radicali. Ci sono, tra i radicali e il centrodestra, delle affinità politiche fondamentali come la libertà quale valore fondante della politica; queste affinità si sono manifestate soprattutto in politica estera. Non si tratta di convenienze programmatiche globali, ma di convergenze su temi di fondo. Non vi è dubbio che i radicali abbiano fatto la loro proposta pensando al centrodestra e non alla sinistra, ed è per questo che le renitenze di Udc e Lega sembrano prive di senso. E' sperabile che esse siano superate nel corso della trattativa e che siano solo una parte di essa. Nelle elezioni regionali i motivi che spingono verso l'accordo sono di carattere anche locale e questo è un argomento in più per fare alleanze che possano avere una prospettiva più varia di quelle nazionali. Le elezioni regionali sono di grande importanza perché sono la premessa alle elezioni politiche e incidono sui poteri fondamentali del Paese, che sono cresciuti nel corso del tempo (come si è visto nelle liste civiche che appoggiano i governatori e le liste dei governatori stessi). Per questo è importante che anche i voti marginali per il centrodestra (e dunque i voti radicali) siano colti dalla Casa delle Libertà. Il voto marginale è oggi di grande importanza. Inoltre la Casa delle Libertà comprende cattolici e laici e quindi rende possibile la compresenza di diverse sensibilità sui valori della vita. La stessa Conferenza episcopale, privilegiando la via dell'astensione sui referendum, ha evitato di fare della questione della vita un'occasione di scontro frontale tra cattolici e laici. Sarebbe singolare che lo scontro si trasferisse nella Casa delle Libertà, con danno comune alle posizioni di tutti. Escludere i radicali per le differenze sulla questione della vita e sui referendum contraddice la stessa libertà di voto che anche l'Udc ha concesso ai suoi elettori non facendo del "no" una questione di partito. Il problema è se tutta la coalizione vuole veramente vincere alle regionali, e lo vuole con la medesima intensità, o se qualcuno pensa che l'identità del proprio partito valga più della causa comune che è sempre la difesa della libertà. Forza Italia intende includere i radicali perché ciò giova alla Casa delle Libertà; l'Udc, scegliendo una posizione di parte come una questione di principio mostra di preferire il proprio orticello a danno del bene comune.
|
Iscriviti alla newsletter per ricevere gratuitamente la rivista al tuo indirizzo e-mail IN QUESTO NUMERO
|
|||||
|
Ragionpolitica, periodico on line n.280 del 6/3/2008 Reg. Tribunale di Genova del 11/03/2003 n. 06/2003 Editore: Gnosis S.r.l. P.I./C.F. 01821410998 Direttore responsabile: Alessandro Gianmoena, Redazione: Aurora Franceschelli, Gianteo Bordero © 2003-2010 Ragionpolitica Riproduzione riservata Riproduzione riservata |
|||||||